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Sicilia. Aggredita dottoressa  al Presidio di Nicolosi

La dinamica degli eventi è stata particolarmente drammatica: dopo un'aggressione iniziale che procurava alla medico delle lesioni traumatiche, subiva un'ulteriore reazione rabbiosa dei criminali, solo perché era in possesso di pochi euro, quindi veniva sequestrata e portata in una postazione del servizio bancario per forzarla ad effettuare un prelievo.

23 FEB - Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi denuncia “l'ennesima notizia di una grave aggressione a una dottoressa di medicina generale, presso il Presidio di Continuità Assistenziale di Nicolosi (Catania)”. Il segretario generale dello Smi, Pina Onotri, ha denunciato come questo episodio, "sia solo l'ultimo di una lunga serie di atti violenti che colpiscono i medici di continuità assistenziale non solo in Sicilia, ma in tutta Italia, per le condizioni precarie in cui operano".

Ecco i fatti, come denunciati dallo Smi Sicilia.
Alle ore 3.00 della notte degli uomini entravano nel Presidio sanitario. Dopo un'aggressione iniziale che procurava alla medico delle lesioni traumatiche, subiva un'ulteriore reazione rabbiosa dei criminali, solo perché era in possesso di pochi euro, quindi veniva sequestrata e portata in una postazione del servizio bancario per forzarla ad effettuare un prelievo.

Infine, la dottoressa veniva abbandonata in piena notte, scalza, nei dintorni di un hotel del luogo, al freddo (la località è in montagna alle pendici dell'Etna ) e senza possibilità di comunicare, visto che erano stati danneggiati tanto il cellulare quanto gli altri apparecchi telefonici del Presidio. Le forze dell'ordine hanno proceduto all'arresto di 2-3 sospettati. La vittima, traumatizzata e ferita, è stata ricoverata in Ospedale.


Lo Smi nazionale e della regione Sicilia hanno espresso la propria solidarietà e vicinanza alla dottoressa “per questa brutale aggressione, chiedendo anche che, esaurito il momento dell'indignazione, questa volta si realizzino atti concreti da parte del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano e della Salute, Beatrice Lorenzin. Lo Smi da tempo denuncia – si evidenzia - inascoltato, a tutti i livelli le violenze di cui sono oggetto i medici dei Presidi di Continuità Assistenziale”.

"Ora basta - conclude Onotri - riteniamo responsabili della mancanza di misure idonee di sicurezza per la guardia medica tanto i ministri, quanto gli assessori regionali e i Direttori generali, che ignorano le continue segnalazioni dei sindacati e le pressanti richieste di aprire un tavolo per trovare soluzioni urgenti a livello strutturale. Non è possibile più pazientare ed aspettare... Cosa si attende che ci scappi un altro morto?".
 

23 febbraio 2016
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