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Lazio. Ridefinito il sistema che regola le Rsa. Dall'innalzamento dei parametri Isee al sostegno per le spese dei Comuni: tutte le misure


Garantito l'impegno, da parte della Regione, a concorrere alla spesa sostenuta dai Comuni per la partecipazione ai costi degli utenti, garantendo il finanziamento di una quota pari almeno al 40% della spesa sostenuta dai Comuni a partire dall’anno 2016. Il personale del comparto dovrà avere con la struttura un rapporto di lavoro di dipendenza regolato dal Ccnl.

05 MAG - Aumento del numero degli assistiti, grazie all’innalzamento dei parametri ISEE, sostegno alle spese dei Comuni con la certezza dei tempi di pagamento, spese sanitarie sostenute dalle famiglie degli assistiti detraibili, nuove attivazioni di posti letto residenziali. Sono gli assi portanti della Memoria di Giunta regionale, nata dall’intesa tra le organizzazioni sindacali e datoriali Aiop, Aris, Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, che ridefinisce il sistema delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA).

Le modalità di accesso ai servizi di RSA saranno aggiornate alle nuove disposizioni in materie d’ISEE e i parametri adeguati ai livelli previsti in altre Regioni. Pertanto, la Regione Lazio provvederà ad adeguare la legislazione regionale per garantire l’accesso agevolato ai servizi di RSA da parte degli utenti appartenenti a nuclei familiari meritevoli di particolare tutela in termini di capacità contributiva, elevando da 13mila a 20mila euro la soglia ISEE sotto la quale è prevista la partecipazione (totale o parziale) del Comune ai costi a carico degli utenti.

La Regione si impegna a concorrere alla spesa sostenuta dai Comuni per la partecipazione ai costi degli utenti, garantendo il finanziamento di una quota pari almeno al 40% della spesa sostenuta dai Comuni a partire dall’anno 2016. Per le quote riferite alla componente sociale per gli anni dal 2013 al 2015, non ancora erogate in presenza di certificazione del debito, i Comuni potranno utilizzare le disponibilità residue delle risorse regionali afferenti alle politiche sociali. Fatta esclusione per i fondi vincolati, le risorse già destinate a misure specifiche dei piani di zona, e comunque dietro autorizzazione delle strutture competenti.

Sarà privilegiata la riconversione di strutture per acuti che intendono attivare nuovi posti residenza per il livello intensivo ed estensivo da stimarsi tenendo conto anche della presenza di altre strutture per anziani sul territorio. La Regione, inoltre, effettuerà la tempestiva valutazione delle richieste di riconversione di attuali posti di RSA esistenti ed accreditati in nuovi posti residenza per il livello intensivo ed estensivo sulla base della cronologia delle richieste e del fabbisogno regionale.

Con l’obiettivo di tutelare la qualità delle prestazioni erogate e il corretto rapporto tra costo del lavoro e quantificazione delle tariffe, il personale del comparto necessario a soddisfare gli standard organizzativi dell’area residenziale, assistenziale e riabilitativa, avente qualifica di infermiere, educatore professionale, fisioterapista, tecnico sanitario e operatore socio sanitario o figura equivalente o, comunque, dedicata ai servizi alla persona, dovrà avere con la struttura un rapporto di lavoro di dipendenza regolato dal CCNL sottoscritto dalle associazioni datoriali maggiormente rappresentative nel settore sanitario. La modifica dei requisiti organizzativi sarà recepita integrando i Decreti del Commissario ad acta di riferimento.

Per quanto gli obiettivi di semplificazione amministrativa la Regione si impegna a determinare la componente sanitaria dei costi sostenuti e a disciplinare le modalità con le quali le strutture rilasceranno agli ospiti o ai loro familiari la dichiarazione annuale relativa alle spese sanitarie sostenute, ai fini dell’eventuale deduzione/detrazione fiscale. Saranno, inoltre, definiti con le ASL di competenza gli adempimenti tecnici necessari ai fini dell’inserimento di tali spese nel ‘730 precompilato’.

“Sono molto orgoglioso del lavoro svolto sulle Rsa che rappresentano una componente fondamentale del nostro sistema socio sanitario-spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti- Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo: sostenere i Comuni nell’erogazione dei servizi e garantire un livello elevato di assistenza socio sanitaria ai cittadini del nostro territorio. Stiamo lavorando per dare risposte concrete ai pazienti aumentando la platea degli assistiti e dando alle loro famiglie la possibilità di scaricare le spese sanitarie sostenute. Allo stesso tempo sosteniamo gli enti locali che erogano i servizi sul territorio dando la certezza dei tempi sul fronte dei trasferimenti ai Comuni. In questo modo rivoluzioniamo il sistema delle Rsa”.

“Ci eravamo assunti l’impegno di non far pesare sui cittadini l’impatto delle nuove norme Isee e lo abbiamo fatto: con l’aumento della soglia di esenzione riusciremo a garantire alle famiglie e alle persone più fragili un servizio fondamentale come quello delle Rsa –spiega l’assessore alle Politiche sociali, Sport e Sicurezza, Rita Visini- Allo stesso modo abbiamo trovato una soluzione al problema dei rimborsi ancora attesi dai Comuni e d’ora in poi saremo in grado di integrare in misura equa la spesa degli enti locali. La Giunta Zingaretti continua il suo lavoro in difesa dei diritti dei cittadini e dei servizi essenziali”.
 

05 maggio 2016
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