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Gare truccate alla Napoli 1, nuovo blitz della Guardia di Finanza

Indagata anche la responsabile dell’ufficio provveditorato. Con lei sotto indagine alcuni imprenditori. Secondo l’ipotesi investigativa sarebbero state manipolate le procedure di aggiudicazione delle forniture di apparecchi elettromedicali per favorire alcune imprese.

12 APR - Prima l’assenteismo e le truffe alle assicurazioni al Loreto Mare, poi l’inchiesta per gli acquisti senza gara, per beni considerati infungibili, all’istituto Pascale (che ha portato ai domiciliari, in qualità di ex direttore amministrativo, il manager della Asl Napoli 1),  quindi i provvedimenti restrittivi scattati una settimana fa anche al Santobono, per un infermiere, un avvocato, un responsabile della direzione sanitaria e il capo dell’ufficio legale oltre che un imprenditore, reo confesso, alle dipendenze di due ditte fornitrici per il presunto pagamento di tangenti nella gara per la manutenzione, vigilanza e guardiana del polo pediatrico partenopeo.
 
Ieri infine il nuovo clamoroso blitz fatto scattare dalla Guardia di Finanza, nucleo di polizia Tributaria, agli ordini del colonnello Giovanni Salerno, tornata di nuovo alla Asl Napoli 1 con perquisizioni e sequestri di documenti scattati sin dalla mattinata di martedì in un’indagine della Procura di Napoli che riguarda, tra gli altri, il capo dell’ufficio provveditorato, gare e appalti, dell’azienda metropolitana Loredana Di Vico.

 
Secondo l’ipotesi investigativa, ribadita dal pm di Napoli Valter Brunetti, la Di Vico avrebbe manipolato le procedure di aggiudicazione delle forniture di apparecchi elettromedicali per favorire le imprese Lga srl, Maflamed srl, Vicamed srl, Soteme srl, Fed Medical Srl, Euromed sas.
 
Tra gli indagati figurano anche alcuni appartenenti alla nota famiglia di imprenditori Dell'Accio. Gli inquirenti - procuratore aggiunto Valter Brunetti, aggiunto Alfonso D'Avino - ipotizzano che gli uffici dell'Asl Napoli 1, preposti all'acquisto di beni e servizi, abbiano «manipolato» le procedure di selezione delle ditte aggiudicatarie favorendone alcune che, di fatto, malgrado intestate a prestanome compiacenti, sono invece risultate riconducibili a familiari del provveditore.
 
Il sistema, che si fondava anche sulla complicità di alcuni agenti di note multinazionali di settore, consisteva nel simulare che le aziende intestate ai prestanome fossero, per conto delle multinazionali, «fornitrici esclusive» dei prodotti elettromedicali e di consumo acquistati dall'azienda sanitaria.
 
Insomma, grosso modo lo stesso meccanismo finito nel mirino dell’altra indagine condotta al Pascale. In questa maniera l'Asl acquistava beni aggirando le ordinarie procedure attraverso gli affidamenti diretti. Un danno per la casse dell’azienda sanitaria in quanto prodotti e macchinari elettromedicali sarebbero stati pagati a prezzi molto superiori, fino a tre volte in più, rispetto a quelli garantiti da procedure di gara trasparenti.
 
Perquisizioni e sequestri di documenti sono stati disposti a Napoli e nelle province di Salerno, Caserta e Milano.Un giro di affari calcolato in due milioni di euro in tre anni, che avrebbe favorito le imprese gestite di fatto dal, compagno del Provveditore. Indagati, oltre a Loredana Di Vico, risultano i fratelli Vincenzo, Rosario e Claudia Dell’Accio.
La formula chiave per evitare i bandi e aggirare le procedure di evidenza pubblica sono due: “acquisto per necessità di somma urgenza” e “infungibilità”. Strade sono previste dalle norme per garantire approvvigionamenti (nella Sanità e nella pubblica amministrazione in generale) senza lungaggini a garanzia dell’utente. Dunque non necessariamente sotterfugi per aggirare paletti e controlli.
 
La somma urgenza è giustificata nei casi in cui un bene è necessario nell’immediatezza e per fronteggiare in tempi brevi una necessità vitale. L’infungibilità tratta di un bene (farmaco, apparecchiatura ecc.) di cui un medico ha sicuramente bisogno per espletare al meglio il proprio lavoro e che un responsabile accerta e certifica essere fornito da un’unica ditta fornitrice. Per i farmaci la copertura dell’esclusività è assicurata dai brevetti che sbarrano il passo alle aziende concorrenti. Il discorso si fa più complesso per le apparecchiature laddove alcune di esse, impiegate nella pratica clinica, sono frutto di innovazioni tecnologiche.
 
Intanto per sbarrare il passo al malaffare in corsia come annunciato nei giorni scorsi, la Giunta Regionale nella riunione di martedì  ha approvato lo schema del protocollo d’intesa tra la Regione Campania e il Comando regionale della Guardia di Finanza relativo al controllo della spesa sanitaria e al contrasto di eventuali irregolarità. Nello schema vengono definite, tra l’altro, le aree di collaborazione, che riguarderanno: le strutture convenzionate; le modalità prescrittive ritenute anomale e relative alla farmaceutica, alla specialistica ambulatoriale e alle prestazioni termali; la forniture di beni e servizi; i medici operanti in regime intramoenia.
 
Ettore Mautone

12 aprile 2017
© Riproduzione riservata


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