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Agenas. Liste d’attesa visibili con un clic per il 63% degli italiani

Tempi di attesa minimi per un numero selezionato di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche erogate dalle strutture pubbliche. Sono queste, nella maggioranza delle Regioni, le informazioni alle quali i cittadini possono accedere attraverso i siti web regionali e delle Aziende sanitarie secondo la ricognizione effettuata dall’Agenas. Ma in Lombardia e Trentino è anche possibile prenotare on line e i tempo reale le prestazioni sanitarie.

19 SET - Sapere quanto tempo devi aspettare per effettuare una visita specialistica o diagnostica è sempre più a portata di mano. Anzi di clic. Basta infatti collegarsi ai siti web di regioni e Asl. Una possibilità di cui usufruisce oggi, mediamente, il 63,33% della popolazione italiana. Ma talvolta, alla conoscenza del tempo di attesa (prima disponibilità) si affianca la possibilità per i cittadini di prenotare on line, in tempo reale, le prestazioni sanitarie come avviene in Lombardia e di Trento.
Sono questi i risultati della ricognizione effettuata dall’Agenas  sui siti web di Regioni e Aziende Sanitarie con l’obiettivo di delineare un primo quadro conoscitivo delle informazioni offerte ai cittadini sui tempi di attesa delle prestazioni sanitarie. Una ricognizione dalla quale, sottolinea l’Agenas, emerge “uno scenario confortante in considerazione dei passi avanti compiuti per ampliare le informazioni disponibili per i cittadini e per offrire nuove opportunità sul versante delle prenotazioni”. Anche se, avverte l’Agenzia: “Appare urgente colmare l’evidente ritardo presente in alcune aree del Paese”.
I dati sono stati raccolti nel periodo giugno-settembre 2010, in due fasi: nella prima fase sono stati individuati 11 siti web di 9 regioni e 2 province autonome. Nella seconda sono stati analizzati i siti web delle Aziende Sanitarie (Asl e Ao), di 10 regioni rimaste escluse a causa dell’assenza di siti web regionali con dati sui tempi di attesa, per un totale di 31 Asl e 9 Ao con dati sui tempi di attesa pubblicati sul sito web.
 
Prima fase. Dalla ricognizione effettuata nella prima fase, in nove regioni e due provincie autonome - Basilicata, Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Trento Valle e d’Aosta – emerge che quasi la metà (47,92%) dei cittadini assistiti dal Ssn ha la possibilità di ricevere on line informazioni. E la metodologia maggiormente utilizzata è quella ex ante ( il tempo di attesa è calcolato come differenza tra la data di richiesta della prestazione - prenotazione al Cup, al telefono ecc.) e la data assegnata per l’esecuzione della stessa).
In 7 regioni - Bolzano, Liguria e Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Trento e Valle d’Aosta - il dato fornito ai cittadini è il tempo di attesa minimo, vale a dire la data di prima disponibilità. Nei siti web della Lombardia e di Trento, il tempo di attesa minimo è fornito dal sistema di prenotazione on-line in tempo reale di alcune prestazioni. E permette di verificare, in qualsiasi momento, dove ci si può prenotare e per quale data.
Altri dati raccolti tramite la rilevazione ex ante delle prenotazioni, sono: tempo medio, tempo massimo, mediana, deviazione standard, percentuale delle prenotazioni effettuate suddivise in classi di attesa, percentuale dei cittadini che prenotano le prestazioni sanitarie entro gli standard regionali (Emilia Romagna); la percentuale cumulata dei cittadini che usufruiscono delle prestazioni sanitarie entro gli standard regionali (Lombardia).
Ci sono, poi, alcuni dati che fanno riferimento alle prestazioni effettivamente erogate (rilevazione ex post). In Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Molise è possibile avere il tempo medio di attesa; in Friuli Venezia Giulia quello massimo di attesa, e quello minimo. Sempre in Friuli Venezia Giulia e Piemonte anche la distribuzione percentuale delle prestazioni erogate, suddivise in classi di giorni di attesa.
 
Per quanto riguarda la tipologia delle prestazioni sanitarie considerate, l’attenzione si concentra, salvo alcune eccezioni, sulle quelle diagnostiche e le visite specialistiche, considerate da tutte le 9 regioni e le 2 province autonome.
Nei siti web delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Piemonte è possibile conoscere i tempi di attesa degli interventi chirurgici e delle procedure invasivein regime di ricovero ordinario/day hospital. E sempre in Fvg sono disponibili anche i tempi di attesa delle prestazioni di radioterapia e di refertazione degli esami istologici e citologici.
Mentre nei siti web di Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte e Trento è possibile conoscere i tempi di attesa anche delle strutture private-accreditate. Un elemento questo “facilitante per i cittadini”, rileva l’Agenas, in quanto offre una possibilità in più di individuare il soggetto erogatore ritenuto più vicino ai propri parametri di scelta (vicinanza al proprio domicilio, tempo di attesa, fiducia nella struttura, facilità di collegamento con i mezzi pubblici, ecc.).
Così come la conoscenza dei tempi delle prestazioni erogate in intramoenia rappresenta un elemento facilitante per i cittadini, in particolare sul versante della “libera scelta” del medico di propria fiducia. Un’informazione possibile solo nella P.A. di Trento.
 



Seconda fase. Dalla ricognizione nelle dieci Regioni – Abruzzo, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Toscana e Veneto - che non hanno tempi di attesa delle prestazioni sanitarie nei propri siti web, sono state identificate: 31 Asl con sito web con dati sui tempi di attesa su 88 Asl con sito web e nove Aziende ospedaliere con sito web con dati sui tempi di attesa su 32 Ao. con sito web10. In queste regioni, l’informazione ai cittadini è quindi assicurata da una parte delle Asl e delle Ao.
In Umbria, Campania e Marche, più del 50% delle Asl ha siti web con tempi di attesa. Sul versante delle Ao, invece, la presenza di siti con tempi di attesa è meno elevata. Considerando anche la popolazione di queste Asl (Ministero della Salute, 2006), la percentuale di cittadini che, attualmente in Italia, ha la possibilità di avere informazioni sui tempi di attesa tramite i siti web sale dal 49,53% al 62,06%.
 
E le previsioni per il futuro sono ottimistiche. Per l’Agenas: “Ci sono soggetti impegnati ad ampliare il ‘pacchetto’ di offerte in direzioni di particolare interesse dal punto di vista dei cittadini, quali: rendere disponibili anche dati relativi alle prestazioni effettivamente erogate e, quindi, in grado di fornire indicazioni più precise circa l’effettiva possibilità di accesso alle prestazioni in tempi congrui con i bisogni di salute; rendere fruibili informazioni su un ventaglio sempre più ampio di prestazioni (interventi chirurgici/procedure invasive, radioterapia, ecc.); rendere fruibili informazioni su tutti gli erogatori (pubblici e privati accreditati) e su tutti gli ambiti di erogazione (istituzionale e intramoenia)”.

19 settembre 2011
© Riproduzione riservata


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