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Toscana. Aumentate di oltre il 10% le donazioni di sangue da cordone ombelicale

Diminuiti di una percentuale simile, parallelamente, gli invii di unità presso strutture private estere per uso autologo e non solidaristico. Questi i buoni risultati ottenuti dalla Regione nell’ultimo anno. A commentati è stato dall’assessore alla Salute, Daniela Scaramuccia, che ha invitato tutte le future mamme a fare “questo gesto di grande solidarietà che può offrire speranze di guarigione a chi è malato”.

20 SET - “Invito a donare il sangue del cordone ombelicale, facendo così un gesto di grande solidarietà. Questo sangue è ricco di cellule staminali, che possono offrire speranza di guarigione a chi è malato”. L’assessore al diritto alla Salute, Daniela Scaramuccia, si è così rivolta a tutte le future mamme per lanciare un appello a donare il sangue del cordone ombelicale. In Toscana è attiva una banca regionale che opera in modo “efficace” e “capillare” sul territorio regionale tramite le due sedi aziende ospedaliero-universitarie di Pisa e di Careggi, a Firenze. Nel corso dell’ultimo anno queste donazioni sono aumentate di oltre il 10%, e, in parallelo, sono diminuiti di una percentuale simile gli invii di sangue da cordone ombelicale presso banche estere per un uso autologo e non solidaristico.

Le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale possono essere un valido aiuto nel caso di malattie ematologiche, come anemie o leucemie, linfomi e alcune malattie del sistema immunitario. La forte pressione mediatica ha prodotto negli ultimi anni una larga adesione delle neo mamme alla proposta di conservare in banche estere, per uso esclusivo del proprio figlio, il sangue del cordone ombelicale. Si è in questo modo creata la “falsa illusione” di poter assicurare ai propri figli una chance in più in caso di gravi malattie. Molte mamme hanno aderito a questa suggestione, inviando all’estero, a proprie spese, il sangue del proprio cordone ombelicale (la conservazione autologa è proibita per legge nella banche italiane).

L’evidenza scientifica ha dimostrato come la conservazione autologa sia una vera e propria “illusione”, in quanto di fronte a un effettivo bisogno l’unico sangue da non utilizzare per il proprio figlio è il suo. Numerosi studi hanno documentato che le cellule preleucemiche e leucemiche possono essere presenti già nel sangue cordonale di bambini che più tardi svilupperanno una leucemia durante l’infanzia, di conseguenza il trapianto di sangue cordonale autologo nelle leucemie del bambino è controindicato, proprio perché le cellule preleucemiche già presenti nel sangue cordonale potrebbero causare una nuova manifestazione della malattia che viene trattata. In Italia, l’unico caso in cui è consentita, ed effettuata gratuitamente dal servizio pubblico, la conservazione a fini autologhi del sangue da cordone ombelicale è la presenza nella storia familiare del nascituro di una delle malattie genetiche presenti in una lista ben precisa e periodicamente aggiornata.

Sulla base di tutte queste considerazioni, la Regione Toscana ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione alla donazione solidale del sangue da cordone ombelicale, mettendo in atto campagne informative e percorsi formativi del personale sanitario. “Nel rinforzare il mio invito a un gesto di solidarietà – ha concluso Scaramuccia - voglio prendere con le future mamme un preciso impegno a facilitare il percorso della donazione, rendendola possibile 365 giorni l’anno e superando le difficoltà organizzative che fino ad ora hanno impedito di poter donare nei giorni festivi”.

20 settembre 2011
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