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Toscana. Al via indagine del MeS sui Pronto Soccorso: la parola ai cittadini

Dal prossimo 3 ottobre in tutte le 12 Asl e le 4 Ao del territorio prenderà il via un’indagine di soddisfazione dei pazienti dei pronto soccorso condotta dal MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per conto della Regione. Sono stati previsti molteplici canali di consultazione. Verrà inviato ad un campione di 30 mila pazienti,un questionario di 30 domande da compilare e restituire con busta preaffrancata, e sarà possibile rispondere al questionario anche tramite telefono o per via telematica.

29 SET - Quanto tempo è passato dal momento dell’accesso a quello della dimissione? Il personale sanitario è stato cortese? Come valuta la qualità dell’assistenza ricevuta? Queste, e molte altre domande, saranno rivolte agli utenti dei Pronto Soccorso di tutti gli ospedali toscani, dal prossimo 3 ottobre. Parte, infatti, lunedì prossimo, in tutte le 12 Asl e le 4 aziende ospedaliero-universitarie, l’indagine di soddisfazione dei pazienti dei pronto soccorso toscani condotta dal MeS, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per conto della Regione Toscana.
L’indagine verrà svolta tramite molteplici canali. A un campione di 30.000 pazienti sarà inviato a casa per posta un questionario da compilare e restituire con busta preaffrancata. Se la persona che riceve a casa il questionario preferisce rispondere per telefono, potrà chiamare il numero di telefono dedicato che troverà nella lettera, cui lasciare i suoi riferimenti: un ricercatore del MeS si incaricherà di chiamare per effettuare l’intervista telefonica. In alternativa, il paziente potrà compilare il questionario su Internet, secondo le modalità che troverà nella busta ricevuta a casa.


“Dal 2005 la Regione Toscana, tramite il MeS, svolge indagini per rilevare l’esperienza e il grado di soddisfazione dei pazienti – ha dettol’assessore al diritto alla Salute, Daniela Scaramuccia –. Vogliamo ascoltare la voce del cittadino, per rendere più efficace l’assistenza. I risultati di queste indagini sono molto utili per conoscere il punto di vista dei pazienti sulla qualità dei nostri servizi sanitari, e per individuare meglio quali aspetti dell’assistenza siano soddisfacenti e quali dovrebbero invece essere migliorati. I principali risultati – ha concluso - vengono utilizzati come indicatori che alimentano in modo sistematico il sistema di valutazione della performance delle aziende”.

Il questionario si compone di circa 30 domande a risposta chiusa, che prendono in considerazione una serie di aspetti legati all’esperienza dell’utente del pronto soccorso, dal momento dell’accesso fino alla dimissione, quali i tempi di attesa, la cortesia e la professionalità del personale, la valutazione della qualità complessiva. Per favorire il dialogo con i cittadini, il questionario si chiude con uno spazio aperto, in cui inserire commenti e opinioni.
La novità rispetto alle indagini svolte negli anni precedenti, questa volta sta nel fatto che i cittadini potranno continuare a far sentire la loro voce anche dopo la chiusura dell’indagine (che durerà circa un mese e mezzo): da dicembre verrà infatti attivato un sito Internet che diventerà un canale di comunicazione aperto e accessibile a tutti.

“Utilizzando i dati a sostegno delle scelte manageriali – ha osservato Sabina Nuti, direttore del MeS – le aziende possono accentuare la capacità di ascolto dei bisogni dei cittadini e rendere quindi l’offerta dei servizi più centrata sui pazienti, anziché sulle esigenze dell’organizzazione interna. Questa opportunità può essere sfruttata al meglio se i dati, anziché rimanere chiusi nel cassetto dei manager, vengono diffusi tra gli operatori professionali, che hanno modo così di rivedere le modalità di erogazione delle prestazioni e di migliorare la comunicazione con il paziente”.

I dati verranno trattati nel più assoluto rispetto della privacy. Ai dati avranno accesso esclusivamente i ricercatori che condurranno l’indagine e i risultati verranno resi noti in forma rigorosamente anonima e aggregata. Sarà dunque impossibile risalire alle singole persone che hanno partecipato all’indagine. Le informazioni raccolte verranno conservate per il tempo strettamente necessario allo studio e immediatamente dopo verranno eliminate.

29 settembre 2011
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