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Lazio. Fibrillazione atriale: la prevenzione scende in piazza

Nel Lazio sono 57 mila i cittadini colpiti da un’aritmia. “Bastano poche accortezze per ridurre i fattori di rischio cardiovascolari e quindi i casi di malattia”, esorta il professor Leonardo Calò, tra gli esperti che il 2 ottobre saranno in piazza a Roma per la giornata di sensibilizzazione e prevenzione promossa dall’Associazione Lotta alla Fibrillazione Atriale.

30 SET - “Ascolta il tuo cuore, proteggi il tuo cervello”. E’ lo slogan della giornata per la prevenzione e la diagnosi precoce della fibrillazione atriale, che si svolgerà domenica 2 ottobre in piazza Mignanelli, nel cuore di Roma.
Organizzata da ALFA (Associazione Lotta alla Fibrillazione Atriale), con il contributo di Sanofi, la Campagna di sensibilizzazione sulla Fibrillazione Atriale Stop FA ha l’obiettivo di informare i cittadini su questo problema di salute e sui rischi che comporta, coinvolgendo anche le istituzioni.
A partire dalle 10, sarà allestito un gazebo in piazza Mignanelli dove gli esperti dell’Alfa daranno consulenza e consigli ai cittadini. Sarà inoltre distribuito materiale informativo su prevenzione, diagnosi e trattamento della patologia.
Da aprile è inoltre attivo il sito web www.stopfa.org dove è possibile trovare tutti i suggerimenti utili e scaricare un opuscolo informativo, il “Documento di Consenso Internazionale” rivolto agli specialisti del settore. Inoltre, si potrà accedere a un video che, con semplici illustrazioni, spiegherà come autodiagnosticarsi l’eventuale presenza della patologia e rapportarsi con il proprio medico di medicina generale o con lo specialista.

Solo abbassando la pressione e riducendo i fattori di rischio cardiovascolari si possono ridurre i casi di malattia. “Basta davvero poco per giocare d’anticipo”, esorta il professor Leonardo Calò, responsabile dell’Aritmologia del Policlinico Casilino – Asl Roma B, che prende parte alla Campagna di sensibilizzazione realizzata da Alfa. “Basta mezzo minuto per percepire il proprio battito cardiaco e capire se siamo di fronte alla fibrillazione atriale” aggiunge Calò.
“Si tratta della più diffusa aritmia che può quintuplicare il rischio di ictus cerebrale – avverte il professore - perché altera il normale flusso del sangue all’interno del cuore, facilitando la comparsa di emboli”.

La Campagna Stop FA, iniziata nei primi mesi del 2011, si concluderà in occasione del Congresso Venice Arrhythmias, in programma a Venezia dal 9 al 12 ottobre. Un’iniziativa unica che collega la città lagunare ad altre dieci città italiane che, come Roma, sono “amiche del cuore” e che è nata per sensibilizzare e informare la popolazione sulla fibrillazione atriale e i rischi che comporta, coinvolgendo anche le istituzioni, oltre a favorire una corretta interazione tra medico di medicina generale e paziente.

“La mattina, appena svegli, mettete l’indice e il medio della mano sul polso dell’altro braccio, rivolto verso l’alto – consiglia Calò -. E, solo per trenta secondi, cercate di percepire i segnali che il cuore vi manda. Magari, ripetete questa operazione anche nel pomeriggio. Tutte le pulsazioni dovrebbero essere uguali: se percepite che cambiano di intensità e non sono regolari o, comunque, vi accorgete che si superano i cento battiti al minuto (basta moltiplicare per due il numero ottenuto), parlatene con il vostro medico”.  

Una semplice precauzione raccomandata a tutti i cittadini e in particolare a chi ha più di cinquant’anni. “Oggi nel Lazio soffrono di fibrillazione atriale circa 57 mila persone  – spiega Calò -. Purtroppo molti non sanno di avere questa aritmia. Per questo è nata questa Campagna di sensibilizzazione sulla Fibrillazione Atriale.

Fondamentale è puntare sulla prevenzione: se si combattono i classici fattori di rischio cardiovascolari come obesità, ipertensione, fumo e diabete, i nuovi casi potrebbero essere dimezzati. “Insieme all’automisurazione dei battiti è fondamentale controllare regolarmente dal medico la pressione, perché almeno 7 persone su 10 con fibrillazione atriale sono anche ipertese. Importante – conclude l’esperto - è anche rilevare regolarmente il ritmo del polso, almeno una volta la settimana”.
 

30 settembre 2011
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