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Ragusa. Tumori in calo grazie agli screening. I dati dell’Asp tra il 2007 e il 2016

Le malattie dell’apparato cardiovascolare, in accordo al dato nazionale, rappresentano per entrambi i sessi la principale causa di morte. La seconda è invece rappresentata dai tumori. Ma grazie agli screening, tra il 2007 e il 2016 la mortalità per tumore dell’utero è diminuita da 1,8  a 1,3 x 10.000, quella per i tumori della mammella da 3.9 a 3.5, e quella per i tumori del colon retto da 3,6 a 3,3 per gli uomini e da 2,9 a 2,5 per le donne.

20 OTT - Arriva qualche buona notizia dai dati della Relazione sanitaria 2016 dell’Asp Ragusa presentata nella conferenza indetta nei giorni scorsi dal Commissario dell’Asp Salvatore Lucio Ficarra, dal direttore sanitario aziendale Giuseppe Drago, e dal direttore amministrativo Salvatore Lombardo. In particolare per quanto riguarda i risultati ottenuti grazie allo screening contro il tumore alla mammella, all’utero e al colon retto. Sulla questione Ficarra ha sottolineato come, tuttavia, “questa Azienda debba fare di più per incentivare gli screening che, purtroppo, sono ancora al di sotto della media nazionale, questo gap si potrà superare incentivando le campagne di sensibilizzazione capaci di ridurre questa differenza”.

I dati della Relazione Sanitaria sono stati illustrati dal capo Dipartimento Medico di Prevenzione, Francesco Blangiardi e da Riccardo Gafà, responsabile ReNCaM – Registro Nominativo Casi di Morte.

Ecco i risultati in sintesi.

Analizzando i dati di mortalità per causa nel decennio dal 2007 al 2016 si evince quanto segue che:


•    la mortalità per malattie dell’apparato cardiovascolare è aumentata per gli uomini dal 34,1 x 10.000 abitanti al 34,3 x 10.000.

•    in aumento il tumore del polmone da 5,6 a 8,00 x 10.000 (uomini) e da 1,1 a 2,2 (donne)

•    la mortalità per tumore dell’utero è diminuita dal 1,8  a 1,3 x 10.000

•    mortalità diminuita per i tumori della mammella da 3.9  a 3.5

•    in diminuzione anche i tumori del colon retto da 3,6 a 3,3 (uomini) e da 2,9 a 2,5 (donne)

•    in decremento i tumori dello stomaco, fegato. Ma i tumori nel loro complesso sono aumentati di poco per gli uomini (da 26.67 da 25,5 (2007) a 25,9 (2016) x 10.000 ab.); costanti per le donne  19,6 e 19,6

•    La mortalità infantile (entro i primi 12 mesi di vita) si attesta sul valore di 2,85  su 1000 nati, in  netta diminuzione  rispetto al 2015 (5,36).

•    La mortalità neonatale (cioè entro i primi 28 giorni di vita) è di 1,42  x 1000 nati. Anche questo un valore bassissimo che ci mette al livello delle nazioni europee con più bassa mortalità neonatale.

•    in netta diminuzione i suicidi  26  nel 2007 – (17 m 9 f), contro  18 (13m – 5 f) nel 2016.

•    Nessun omicidio nel 2016; 1 nel 2011, 2 nel 2012, 3 nel 2013 e 2014.

•    In diminuzione i deceduti per incidenti stradali 27 (23m - 4 f) nel 2007 ,contro i  17  del 2016  (15 m -   2 f)

•    in diminuzione  la mortalità per incidenti domestici, 49 in totale (19 uomini e 30 donne) nel 2007  rispetto a 40 (21 m e 19 f) nel 2016.

I DECEDUTI FUORI PROVINCIA nel 2016 sono stati 133 (76 uomini e 57 donne) poco più del 5x100 dei deceduti, spesso per patologie che necessitano di centri di cura specializzati non presenti nel nostro territorio.

Un capitolo della relazione si occupa del confronto dei dati della provincia di Ragusa con le altre 8 province siciliane e con 5 province italiane (2 del Nord, 2 del Centro e 1 del Sud) simili per popolazione alla nostra. Questi dati si riferiscono all’anno 2015.

IL RAFFRONTO CON LE PROVINCE SICILIANE pone la provincia di Ragusa al 3° posto per il saldo della popolazione, dopo Catania (- 0,23) , Palermo ( - 0,88 ) e  Ragusa (- 1,29). Per il primo anno tutte le province siciliane hanno avuto un saldo negativo della popolazione.

IL RAFFRONTO CON LE PROVINCE ITALIANE  prese in considerazione (Cremona , Ferrara, Viterbo, Benevento e Catanzaro) ci pone al primo posto anche in considerazione che tutte  hanno un saldo della popolazione negativo molto alto

Sono stati esitati 726  Progetti edilizi, ed effettuate e 1948 Ispezioni Sanitarie in esercizi alimentari.

Sono disponibili 1.897  Posti Letto in case di riposo con un tasso di occupazione del 79 %.

I dati demografici della Provincia di Ragusa relativi all’anno 2016 presentano una popolazione media di 321.458 abitanti di cui 159.214 maschi e 162.244 femmine. I nati durante l’anno sono stati 2.811 con una prevalenza di maschi (1.472) rispetto alle femmine (1.339) con un tasso grezzo di natalità di 8.74 riferito alla popolazione della Provincia che risulta superiore al tasso di natalità per 1000 abitanti della popolazione italiana ed in diminuzione  rispetto all’anno scorso ( 8.74 contro 8,75).

Negli ospedali della provincia sono nati 3.328  bambini, un numero superiore ai bambini nati da genitori residenti,  il che presuppone una fascia di utenza degli ospedali della provincia che proviene  sempre più dalle  province confinanti. Il Comune con il tasso di natalità più alto quello di Acate con 11,64  %.  
        
Il  numero annuale di decessi  è stato di  2975  di cui 1.446 maschi e 1.529 femmine; per il secondo anno di seguito  il numero delle donne decedute supera quello degli uomini. Il tasso grezzo di mortalità è di 9,25 per mille abitanti, al di sotto del tasso di mortalità per 1000 abitanti relativo all’intera popolazione italiana che è di 10.76 . La differenza tra il tasso di natalità e quello di mortalità  comporta un saldo negativo di   - 0,51. Il saldo attivo in provincia è mantenuto da cinque comuni su dodici: Vittoria, Acate, Pozzallo, Scicli e Ispica.

Per quanto riguarda l’analisi dei dati di mortalità per causa specifica si evidenzia come le malattie dell’apparato cardiovascolare, in accordo al dato nazionale, rappresentano per entrambi i sessi la principale causa di morte. Il tasso di mortalità per  tale patologia per 10.000 abitanti è di 34,29  nei maschi e di 43,76 nelle femmine. La seconda causa di morte è invece rappresentata dai tumori con un tasso di mortalità per 10.000 abitanti di 25,88 per i maschi e di 19,54 per le femmine. Anche in questo caso, in accordo al dato nazionale, il tasso maschile prevale su quello femminile mentre entrambi si mantengono ben al di sotto dei valori riferiti alla popolazione nazionale (maschi 34.8; femmine 19.2 nel 2011 ultimo dato pubblicato dall’ISTAT).

La vita media della popolazione provinciale è di 77,84 anni per i maschi  e 81,98  anni per le femmine. Come nel resto d’Italia le femmine vivono almeno 5 anni in più rispetto agli uomini. Con un trend in aumento nell’ultimo decennio.

Gli ultracentenari al 31 dicembre del 2016 erano nella Provincia 55;  15  maschi e 40 femmine e tale valore è diminuito  rispetto al 2015 ( 60 ).

20 ottobre 2017
© Riproduzione riservata


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