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Autonomia. Si fa avanti anche la Campania. De Luca: “Difendiamo l’unità nazionale, ma ridiscutendo i rapporti con il Governo”


Il governatore chiede al premier Gentiloni di aprire un confronto e un tavolo di discussione sul decentramento dei poteri. E manifestando l’impegno della sua Regione spiega: “Abbiamo già sollecitato l’applicazione dei costi standard in tutta Italia”. Quindi “si avvii subito il superamento della logica della spesa storica” che “condanna il Sud a permanere nelle sue difficoltà”. Infine “si cominci da subito a riequilibrare il riparto del Fsn”.

26 OTT - Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca chiede al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni di “ridiscutere i rapporti tra Regione e Governo centrale nel quadro dell'ordinamento costituzionale”.

“Chiediamo – afferma in una nota - che si apra un confronto e un tavolo di discussione sul decentramento dei poteri. La Regione Campania è attestata decisamente a difesa dell'unita nazionale ed è impegnata a garantire i principi di rigore amministrativo e di trasparenza. Pertanto è disposta a qualunque sfida relativa all'efficienza e alla correttezza gestionale. Abbiamo già espresso in sede di conferenza delle regioni la sollecitazione ad applicare costi standard in tutta Italia, uguali per tutti”.

Per De Luca “il dibattito di questi giorni rappresenta un'occasione per fare intanto un'operazione verità. Si impegnino da subito le istituzioni economiche nazionali e centri di ricerca autonomi per offrire al dibattito, intanto, una base di certezza scientifica alle cifre. Si sente parlare di miliardi di euro da dare e da avere in maniera del tutto inappropriata. Si avvii subito il superamento della logica della spesa storica, quella per cui chi ha avuto di più e speso di più nel passato, continua ad avere di più per il futuro. Questo criterio condanna il Sud a permanere nelle sue difficoltà”.

Infine il governatore campano chiede che “si cominci da subito a riequilibrare il riparto del Fondo Sanitario Nazionale. La Regione Campania viene privata ogni anno di 250 milioni di euro. È arrivato il momento di correggere questa intollerabile stortura. Per il resto la Campania di oggi è attestata sulla trincea di un rigore spartano. Possiamo dire che è una regione talmente virtuosa da aver risparmiato 30 milioni di euro per un referendum”.

26 ottobre 2017
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