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Lombardia. “Sistema sanitario regionale pubblico indebolito in favore del privato. Ecco come invertire la rotta”. Il programma sanità di Giorgio Gori (PD)

Rivedere radicalmente il piano cronicità, revisione della rete ospedaliera, piano straordinario di azzeramento delle liste d'attesa, revisione dell'applicazione del super ticket, piano di prevenzione odontoiatrica infantile, piano di ricambio generazionele di specialisti e medici di famiglia e incrementare le attività socio sanitarie in farmacia. Questi alcuni dei principali punti di intervento proposti dal candidato del Centro Sinistra alla presidenza della Regione all'interno del suo programma. IL PROGRAMMA

17 FEB - "I servizi sul territorio, l’integrazione tra sanità e prestazioni sociosanitarie, così da ridurre l’ospedalizzazione e il ricorso al pronto soccorso quando non realmente necessari, sono ad oggi ancora un miraggio: nove prestazioni su dieci erogate al pronto soccorso sono classificate con i codici non urgenti e questo è uno degli indicatori più simbolici del fallimento della politica sanitaria di Maroni". 
 
Così il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Giorgio Gori (PD), traccia un quadro dell'attuale situazione della sanità lombarda e, all'interno del suo programma di governo, traccia 11 punti sui quali puntare per invertire la rotta e rilanciare quel sistema sanitario "che si sta indebolendo, soprattutto quello pubblico, che alle prese con la lenta attuazione di una farraginosa riforma rischia di perdere competitività rispetto al privato che nel frattempo è stato capace di captare le nuove esigenze dei cittadini e di modificare il proprio paradigma, scegliendo di investire nell'ultimo periodo anche su una rete di ambulatori di prossimità".

 
Questi gli 11 punti di intervento proposti da Gori:
Cronicità. Rivedere radicalmente il progetto di presa in carico regionale che oggi non ha ancora una forma e rilanciare, con l’estensione graduale in tutta la regione e per tutte le patologie, l’esperienza di presa in carico dei malati cronici che prevede un piano di cura individualizzato gestito dal proprio medico di base. Affidare al medico di medicina generale la gestione di questo modello ed incentivare la costituzione in cooperativa dei medici “gestori”.

Revisione della rete ospedaliera in base alle specialità e alla complessità delle cure erogate, partendo dal presupposto che per la cura delle acuzie il cittadino già oggi si sposta alla ricerca dell’eccellenza, mentre per le patologie croniche e quelle meno gravi non è la persona che si deve spostare ma sono i servizi che devono essere riorientati sul territorio. Realizzare una rete capillare di presidi territoriali di assistenza aperti 7 giorni su 7 per almeno 12 ore al giorno, tramite un piano straordinario di riqualificazione edilizia di alcune strutture ambulatoriali già esistenti, che possono essere date in concessione gratuita o a prezzi calmierati.

Rapporto pubblico-privato. Definizione, nella programmazione annuale, di obiettivi e risultati comuni, da inserire nei contratti assegnati a tutte le strutture del sistema socio sanitario regionale, con il principale scopo di stabilire una sinergia tra pubblico e privato, evitando duplicazioni inutili e costose. Estendere le iniziative di welfare aziendale volte all’assistenza sanitaria integrativa, attraverso strumenti di credito contributivo ai cittadini e alle imprese.
 
Tornare ad investire in prevenzione, per aumentare la partecipazione ai programmi di screening per le patologie tumorali, malattie cardiovascolari, diabete e a tutte le campagne vaccinali, coinvolgendo medici di medicina generale e farmacie. Promuovere stili di vita sani e sostenere i programmi di prevenzione, sicurezza e benessere organizzativo nei luoghi di lavoro.

Piano straordinario di azzeramento delle liste di attesa, attraverso l’arruolamento di nuovi specialisti, la costituzione di una agenda unica per tutti gli erogatori pubblici e privati, l’apertura degli ambulatori nei fine settimana e nelle ore serali dei giorni feriali e l’investimento su una pluralità di canali di prenotazione per facilitare l’accesso ai cittadini (call center, web, farmacie territoriali, sportelli).

Revisione dell’applicazione del super ticket, innalzando la fascia di esenzione per le prestazioni ambulatoriali per i cittadini con un reddito familiare inferiore ai 30 mila euro lordi e introducendo per gli altri una gradualità che consenta di contribuire alla spesa sanitaria in base al proprio reddito.

Piano di prevenzione odontoiatrica infantile per tre coorti di età (4, 6 e 12 anni). Incentivi alla diffusione di misure di previdenza complementare che contemplino anche le cure odontoiatriche. Cure odontoiatriche gratuite per coloro che rientrano nei requisiti del Reddito di Inclusione Sociale.

Piano pluriennale per garantire un equilibrato ricambio generazionale di specialisti medici e medici di famiglia. Valorizzazione del ruolo degli infermieri e delle professionalità sanitarie nell’ambito della presa in carico territoriale dei pazienti cronici.

Incrementare le attività socio sanitarie all’interno delle farmacie (a partire dai programmi di promozione della salute e di prevenzione) e stabilizzare le sperimentazioni relative a gestione delle prenotazioni, riscossione dei ticket, ricezione e consegna dei referti di visite specialistiche e esami diagnostici.
Coinvolgere in modo sistematico le associazioni dei pazienti e di volontariato nella fase di definizione dei provvedimenti regionali relativi alle loro aree di attività.

Interruzioni volontarie di gravidanza. Assunzione di medici ginecologi non obiettori tramite un concorso ad hoc per assicurare la piena applicazione della legge 194/78 in tutti gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate. Somministrazione della IVG farmacologica in day hospital. Campagne di informazione e sensibilizzazione per prevenire le maternità indesiderate.
 
G.R.

17 febbraio 2018
© Riproduzione riservata


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