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Mancano 140 medici di Pronto Soccorso. Da Simeu 10 proposte per rispondere all’emergenza

La Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza avverte: “Senza immediati interventi si va verso il collasso del sistema. Già oggi mancano medici, ma in futuro la situazione rischia di peggiorare: dalle scuole di specializzazione non escono abbastanza medici e i concorsi indetti da Regione e Aziende spesso vanno deserti

17 APR - Programmazione delle piante organiche in base alle effettive necessità di servizio; stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera e la tesaurizzazione dell’esperienza di servizio, da impiegare in attività didattiche ed ottimizzazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Sono alcune delle proposte avanzate dalla Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza (Simeu) dell’Emilia Romagna per ovviare alla carenza degli organici di Pronto Soccorso.

Le proposte sono contenute in un documento condiviso con i direttori di tutti i Pronto Soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (Anaao-Cgil-Cisl-Anpo-Cimo-Fimmg ES).

La situazione dei Pronto Soccorso dell’Emilia Romagna, avverte Simeu, è grave.

Ogni anno si registrano circa 1.800.000 accessi su 4.000.000 di abitanti; da una rilevazione effettuata dalla Regione nel 2018, sono 824 i medici che fanno fronte a questa enorme mole di lavoro; di essi risultano sottoposti a forme di contratto “precario” circa il 30%. Inoltre, allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza risulterebbe ancora una carenza di 140 medici.


Questa situazione, già fonte di notevole difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore, prosegue Simeu, appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti.

La Regione e le Aziende, in risposta a queste problematiche hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse.
In tal modo, il sistema va incontro a un concreto rischio di non essere in grado di rispondere al fabbisogno della popolazione.
 
“Con le proposte avanzate - conclude la società scientifica - intese come base di confronto tra gli organismi preposti e le rappresentanze sindacali, Simeu ha inteso offrire un contributo tecnico per arginare gravi problemi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere a breve servizi indispensabili per i cittadini e corretto utilizzo delle risorse sia del territorio che delle aziende ospedaliere”.
 

17 aprile 2018
© Riproduzione riservata


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