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Mobilità sanitaria: ancora un rinvio per le tabelle da inserire nel riparto 2018 e per i nuovi criteri di compensazione. Rinvio anche per la scelta delle Regioni benchmark

Il punto è stato rimandato alla prossima riunione utile della Conferenza dei presidenti dopo che anche oggi è stato chiesto il rinvio della proposta per la compensazione interregionale della “mobilità” in materia di tassa automobilistica che già la volta scorsa (il 21 marzo) aveva fatto slittare l'intesa. Rinviata anche la scelta delle Regioni benchmark.

19 APR - Ancora un rinvio per l'approvazione delle matrici di mobilità, utili per il riparto delle risorse per il Servizio sanitario nazionale 2018 e per la proposta di accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria del triennio 2014-2016, aggiornato al 2017.

Il punto è stato rimandato alla prossima riunione utile della Conferenza dei presidenti dopo che anche oggi è stato chiesto il rinvio della proposta per la compensazione interregionale della “mobilità” in materia di tassa automobilistica che già la volta scorsa (il 21 marzo) aveva fatto slittare l'intesa. La prossima riunione, assicurano i governatori, sarà quella giusta però  per raggiungere un accordo anche su questo aspetto vincolante.

L'accordo, lo ricordiamo, era stato accantonato su richiesta dell'allora assessore al Bilancio della Lombardia Garavaglia - oggi sentaore - che, pur condividendo da un punto di vista tecnico le tabelle relative alle matrici di mobilità in sintonia con tutta la Commissione Salute, ha chiesto di sospendere la loro approvazione fino alla risoluzione della questione della compensazione interregionale della mobilità in materia di tassa automobilistica. 


I circa 4,6 miliardi di mobilità - nel totale tra entrate e uscite - in ballo dovranno quindi ancora attendere, così come, in loro assenza, la composizione completa delle tabelle del riparto del fondo sanitario nazionale 2018 la cui parte legata alle somme per il finanziamento dei Lea è già stata concordata dalle Regioni.  
 
Rinviata anche la scelta delle cinque Regioni benchmark tra cui poi scegliere le tre di riferimento per il riparto del Fondo sanitario.


La richiesta di rinvio questa volta è stata della Toscana che utilizzando come parametro di riferimento i dati 2014 sarebbe entrata nella rosa delle cinque Regioni, mentre, utilizzando quelli 2015 come richiesto dal Veneto in quanto la delibera del Consigli o dei Ministri 11  dicembre  2012 per la graduatoria delle Regioni benchmark dà come riferimento l’ultimo anno per il quale sia stato completato il procedimento di verifica, il 2015 appunto, sarebbe stata del tutto esclusa.

Le Regioni tra cui scegleire quindi, senza la Toscana, sarebbero Umbria, Marche, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, con l'Umbria, prima in classifica, sicuramente compresa nel trio finale.

L’impegno dei governatori è comunque che la partita si chiuda nella prossima seduta della Conferenza.

19 aprile 2018
© Riproduzione riservata


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