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Abruzzo. Chiodi: “Mobilità passiva appena 2,7% su spesa totale”. Asl Teramo maglia nera

Nel 2010 la mobilità passiva è stata pari a 167 mln di euro ma si è registrata anche una mobilità attiva per 100 mln. Sul saldo negativo ha pesato il risultato della Asl di Teramo con una perdita di 44 mln. Questi i dati resi noti dal governatore, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa.

09 DIC - La mobilità passiva nel 2010 ha inciso sulla spesa sanitaria regionale, che ammonta a 2 miliardi e mezzo di euro, solo per il 2,7 per cento, meno della spesa sostenuta per il personale (31%), e meno della spesa farmaceutica (17%). Nel corso del 2010 si è avuta una mobilità passiva pari a 167 milioni di euro, soprattutto nei confronti di Marche, Lazio ed Emilia Romagna, ma anche una mobilità attiva per un credito pari a 100 milioni euro, ovvero pazienti che essenzialmente dal Lazio, dal Molise e dalla Puglia hanno scelto di farsi curare in Abruzzo. Il saldo negativo del flusso della mobilità è stato dunque pari a 67 milioni di euro, cifra sulla quale ha pesato fortemente la Asl di Teramo, con un saldo negativo di 44 milioni di euro mentre la Asl Avezzano-Sulmona-Aquila ha addirittura fatto registrare un saldo positivo del flusso di mobilità pari a 4 milioni di euro.

Queste cifre sono state fornite dal commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa convocata per aver "letto e visto nell'ultimo mese una grande attenzione sulla mobilità passiva che chiede forse un maggior dettaglio di precisione per aiutare i cittadini a farsi un'idea scevra da pregiudizi e da influenze". I dati sulla mobilità sanitaria storicizzati illustrati dal commissario Chiodi hanno evidenziato che la mobilità passiva è cresciuta costantemente dal 2001 ad oggi, tranne che negli anni 2007/2009 quando ha subito un brusco rialzo e nel 2010 quando si è stabilizzata. Al contrario la mobilità attiva ha subito una riduzione fino al 2009 e si è notato un leggero rialzo nel 2010.
 "Il 2007 - ha spiegato Chiodi - è l'anno dell'ingresso dell'Abruzzo, Regione canaglia, nel Piano di rientro a causa del suo default. Il default - ha insistito il governatore, come elemento chiave per interpretare anche i dati sulla scelta dei pazienti abruzzesi di rivolgersi altrove - è stato un colpo durissimo non solo alla credibilità del sistema politico abruzzese, ma, anche e soprattutto, alla reputazione della nostra sanità, dei nostri ospedali, i cui effetti sono ancora oggi imponderabili se si pensa che pur avendo in Abruzzo le due migliori cardiochirurgie in Italia, mi riferisco a quelle di Chieti e di Teramo, i cittadini di queste due stesse città preferiscono rivolgersi altrove".
 
L'andamento del flusso della mobilità passiva è tornato verso una graduale linearità nel 2010, "anno in cui -  ha evidenziato Chiodi - da commissario alla sanità appena insediato ho cominciato a dare il via libera alle riforme necessarie e ai decreti commissariali, per esempio quelli sull'appropriatezza dei ricoveri e delle prescrizioni. Atti e decisioni che sono stati essenziali ad innescare finalmente un circuito virtuoso”. Il governatore ha riconosciuto che, a fronte di una passività pari a 67 mln di euro si è registrato un “leggero avanzo” di 1 milione e 316 mila euro riconosciuti dal Tavolo di Monitoraggio dei Ministeri.

“Quindi mi chiedo –  ha detto Chiodi – cosa è più giusto per gli abruzzesi, un dibattito sulla mobilità passiva o la reputazione che si guadagna dal rigore delle gestione sanitaria?”. "Qui – ha  incalzato - è come fare il paragone con un'azienda che ha un bilancio in salute ma ha una perdita nella spesa". Il Commissario, quindi, ha spiegato di "essersi interrogato su cosa i cittadini abruzzesi chiedano alle strutture extraregionali, per esempio alle Marche, e dai dati è emerso che nel 2010, 1618 pazienti, 969 provenienti dalla Asl di Teramo, si sono sottoposti ad interventi al cristallino, 1503 alla chemioterapia le cui procedure di cura rispondono ad un protocollo che è identico in tutta Italia".
 
Per quanto riguarda la Asl di Teramo, quella con il deficit più alto, i pazienti osservati hanno una fascia di età che va dai 45 ai 64 anni. Su 55.821 ricoveri, 14.912 pazienti hanno scelto strutture extra regione e, su 8327 interventi chirurgici effettuati in quelle strutture, solo 963 sono interventi altamente complessi. Sempre analizzando nel merito la Asl di Teramo si è constatato che i pazienti più "mobili" sono quelli dei comuni appartenenti al Distretto Teramo 2, ovvero i comuni costieri di confine con le Marche. "Può essere - ha evidenziato Chiodi - che il blocco del turn over disposto dal Piano di rientro abbia potuto depauperare l'ospedale di Sant'Omero, un punto di riferimento per quei cittadini, ma ora le cose vanno già meglio perché grazie ad una convenzione con l'Università dell'Aquila e la copertura della pianta organica, nei primi sei mesi l'ospedale è passato da zero interventi chirurgici a 587”.
 
"Siamo convinti - ha aggiunto il governatore - che riusciremo a ridurre la mobilità passiva così come avevamo largamente anticipato che saremmo riusciti a riconsegnare agli abruzzesi una regione pulita dai debiti. Infatti, sul bilancio sanitario si è passati da un risultato economico per Tavolo di monitoraggio del Ministero da 22 milioni di euro di perdita nel III trimestre del 2010 ad un saldo positivo pari a 1 milione e 46 mila euro nel III trimestre 2011”. Il miglioramento registrato è ammontato, dunque, a 23 milioni di euro rispetto agli obiettivi, ”tant'è che questo trimestre ci fa ben sperare per un esito che potrebbe portarci per la prima volta nel bilancio consuntivo 2011 ad un avanzo di 13 milioni di euro". In ripresa anche i dati che provengono sul fronte della spesa farmaceutica totale, che nel terzo trimestre 2011 si è ridotta dell'1,86%  rispetto allo stesso periodo del 2010, ma la solo farmaceutica convenzionata si è ridotta del 6,1 %.
 
"È il segno che le riforme e i decreti commissariali stanno portando il sistema in equilibrio e verso un risanamento strutturale e virtuoso – ha puntualizzato Chiodi -. L'Abruzzo ha tolto i privilegi e tagliato il cattivo costume dello sperpero di denaro pubblico”. “È finita l'epoca in cui mentre gli abruzzesi pagavano oltre 300 milioni di spese sanitarie altri ingrassavano letteralmente alle spalle di cittadini che non pensavano di pagare con i loro soldi, soltanto perché non c'erano i ticket – ha concluso -. Questo Abruzzo ha riguadagnato credibilità e reputazione: ora lo sforzo è quello di far comprendere ai cittadini abruzzesi che la nostra, la loro sanità è anche una sanità di qualità se non anche di eccellenze italiane".


09 dicembre 2011
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