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Conferenze dei presidenti e Stato Regioni: gli argomenti sulla sanità, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro agli obiettivi di carattere prioritario e il riparto per il gioco patologico

All'ordine del giorno della Conferenza delle Regioni e della Stato Regioni di giovedì 18 ottobre diverse questioni sanitarie: sicurezza sui luoghi di lavoro, autorizzazione a tre aziende ospedaliere al trapianto di parti di fegato da donatore vivente, accordo tecnico sulla mobilità sanitaria e finanziamento della quota residua del 30% (173,4 milioni) per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario in sei Regioni. ACCORDO TECNICO SULLA MOBILITA' SANITARIA - ASSEGNAZIONE RISORSE ALLE REGIONI PER OBIETTIVI DI CARATTERE PRIORITARIO - SCHEMA DM RIPARTO GIOCO PATOLOGICO.

17 OTT - Tre argomenti di sanità per la Conferenza dei presidenti e due provvedimenti in Stato Regioni sono all’Ordine del giorno della riunione delle conferenze in programma domani.

Sicurezza nei luoghi di lavoro
A inizio anno il presidente delle Regioni Bonaccini ha incontrato l'allora Ministro Poletti sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e a maggio il ministro e i vertici di Inail ed Ispettorato del Lavoro hanno partecipato alla Conferenza delle Regioni, in considerazione dell’elevato numero di vittime sul lavoro registrato nell’ultimo periodo.

In quella sede si è deciso di elaborare entro l’anno un protocollo per il quale è stato attivato un Tavolo di lavoro ristretto con la partecipazione di Regioni (rappresentanti delle Commissioni Salute e Lavoro), ministero del Lavoro, Inail e Ispettorato, poi allargato anche al ministero della Salute, che si è riunito  più volte  presso la Segreteria della Conferenza delle Regioni e ha prodotto un testo che fissa degli obiettivi sotto forma di proposta di Accordo o Protocollo da siglare tra le parti o in alternativa in Stato-Regioni.

L’obiettivo centrale della proposta è il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, raggiungibile attraverso lo sviluppo e il rinnovamento di una serie di strumenti ritenuti efficaci:

- i controlli nelle imprese quale dispositivo atto a garantire, non solo con la repressione, il rispetto delle tutele;

- la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro quale misura generale di tutela primaria della prevenzione;

- i servizi telematici quali canale di acquisizione immediata di dati ed informazioni agli organi di vigilanza a garanzia di efficienza dei controlli.

Autorizzazione allo svolgimento dell’attività di trapianto di parti di fegato da donatore vivente per la Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli di Roma, per l’Azienda Ospedaliero - Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e per l’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” di Cagliari
Il decreto interministeriale Salute-Lavoro 16 aprile 2010 n. 116 “Regolamento per lo svolgimento delle attività di trapianto di organi da donatore vivente prevede che “il ministero della Salute con specifico provvedimento adotta o conferma l’autorizzazione con durata triennale, allo svolgimento dell’attività di trapianto di parti di fegato da donatore vivente ai Centri di trapianto richiedenti, acquisita la relazione tecnica predisposta dal Centro nazionale trapianti, il parere del Consiglio superiore di sanità e della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome”.

E il ministero il 14 settembre ha trasmesso la richiesta di autorizzazione a tali attività, per le quali si è acquisita la relazione tecnica del Centro nazionale trapianti e il parere favorevole del Consiglio superiore di sanità come previsto dal Regolamento, relative alla Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli di Roma, all’Azienda Ospedaliero - Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e all'Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” di Cagliari.

Il ministero ha chiesto il prescritto parere della Conferenza delle Regioni e la  Commissione salute e i presidenti hanno espresso all'unanimità avviso favorevole sull'autorizzazione allo svolgimento dell’attività di trapianto di parti di fegato da donatore vivente.

Accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria triennio 2014 - 2016, aggiornato all’anno 2017- Regole tecniche
L’accordo era già stato esaminato in Stato Regioni al momento dell’analisi della mobilità sanitaria a marzo di quest’anno, ma ora, dopo gli ultimi ritocchi tecnici, approda in Stato Regioni per l’approvazione definitiva.

Si tratta delle regole tecniche di scambio per il 2017 per ottenere una procedura uniforme. E per questo il documento definisce in maniera univoca  le prestazioni da mettere in compensazione e che dovranno essere documentate con modelli riassuntivi e i dati analitici in formato elettronico delle prestazioni erogate.

Sono individuate anche le caratteristiche dei flussi informativi (tracciati record), stabiliti i tempi e le modalità di trasmissione dei dati, delle contestazione e delle relative risposte.

Tutte le attività non elencate tra le prestazioni in compensazione e tutte le attività che hanno bisogno di autorizzazioni preventive (ad esempio i residui manicomiali, gli hanseniani, i disabili cronici, le dispensazioni di assistenza integrativa ecc.) devono essere addebitate per mezzo di fatturazione diretta. Per i disabili cronici la fatturazione diretta varrà dal 2018.

E per evitare contestazioni la Commissione Salute auspica che per tutte le attività non comprese in compensazione nella mobilità (esempio ricoveri extraospedalieri, assistenza domiciliare non compresa nel flusso B, quello sulla medicina di base), sia inviata una comunicazione alla Asl di residenza del soggetto.

Per eventuali errori formali, invece, riscontrati alla fine del lavoro, il gruppo tecnico dei referenti potrà apportare all’unanimità le correzioni necessarie.
L’accordo, su cui il ministero della Salute ha dato il suo assenso,  aggiorna quanto già disciplinato, in ordine alla compensazione interregionale della mobilità sanitaria, dall' accordo Rep. 15/CSR del 2 febbraio 2017, riferito agli anni 2014-2016.

E in particolare prevede che:

comma 2: e Regioni convengono che gli accordi per la compensazione della mobilità interregionale:

- prevedono la valorizzazione dell'attività sulla base della tariffa regionale relativa ai singoli erogatori vigente nella regione in cui vengono erogate le prestazioni, fino a concorrenza della tariffa massima nazionale definita sulla base della normativavigente;

- individuano e regolamentano, ai sensi del Dm 18 ottobre 2012, i casi specifici e circoscritti per i quali può essere riconosciuta una remunerazione aggiuntiva, limitatamente ad erogatori espressamente individuati e in relazione a quantitativi massimi espressamente indicati, per tenere conto dei  costi associati all'eventuale utilizzo di specifici dispositivi ad altocosto.

Gli accordi devono essere approvati dalla Conferenza Stato-Regioni, nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati;

comma 4: in sede degli accordi sarà possibile individuare volumi, tipologia e modalità di remunerazione aggiuntiva relative all' espianto e trasporto degli organi per il trapianto, alla ricerca e prelievo midollo osseo e CSE midollari, e le modalità di compensazione dei costi dei ricoveri ospedalieri erogati, da unità operative e/o strutture pediatriche  espressamente individuate, alla casistica di età pediatrica ad elevata complessità assistenziale oggetto di mobilità, nella misura in cui siano riconosciuti diversi da quelli della casistica generale.

Ammissione al finanziamento della quota residua delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale, per l’anno 2017, dei progetti delle Regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto. Fondo Sanitario Nazionale 2017.
Si tratta di una ulteriore tranche del 30% residuo per gli Obiettivi di carattere prioritario 2017 (altra per altri progetti e anche per alcune Regioni diverse oltre quelle attuali era stata già deliberata a luglio) di 173,4 milioni circa che vanno nelle casse di Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto che avevano una somma disponibile complessiva di oltre 584,5 milioni, di cui 413,2 al netto delle linee vincolate.

Il ministero della Salute ha trasmesso la proposta di ammissione al finanziamento della quota residua delle risorse vincolate dei progetti delle Regioni e il 1° ottobre 2018 è arrivato l’assenso tecnico da parte del Coordinamento salute delleRegioni.

Gli argomenti finanziati sono l’assistenza domiciliare palliativa specialistica, l’applicazione del Piano nazionale prevenzione, l’assistenza primaria, l’umanizzazione dei percorsi assistenziali, le cronicità, le reti oncologiche.

Fondo per il gioco d’azzardo patologico 2018 e 2019

In Stato Regioni anche la bozza di decreto per il riparto delle risorse del Fondo per il gioco patologico. Si tratta di 50 milioni per il 2018 e 50 per il 2019 indicati dalla legge 208/2015 (legge stabilità 2016) per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da disturbo da gioco d'azzardo patologico (GAP), come definito dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il Fondo è istituto presso il ministero della Salute ed è ripartito tra Regioni e Province autonome sulla base di criteri determinati con decreto del ministro della Salute, che, appunto, è quello all’esame della Conferenza. 
 
Lo schema di decreto prevede il riparto a ripartire di cento milioni per il 2018 e 2019 in base alla quota di accesso che deriva dal riparto del fabbisogno nazionale standard indistinto per il 2018.
 


17 ottobre 2018
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