Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Sabato 25 MAGGIO 2019
Regioni e Asl
segui quotidianosanita.it

Sociale. Baldassarre (Roma): “Regione sia più coraggiosa, indichi livelli essenziali”

"Ci saremmo aspettati un maggior coraggio dalla Regione in questo senso. A Roma ci siamo presi l'onore e l'onere di dire quali per noi sono i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni che devono essere presenti in tutto il territorio, superando l'approccio per categorie e individuando anche le fonti di finanziamento". Così l'assessore capitolino alle Politiche sociali durante la sua audizione in commissione Politiche sociali alla Pisana.

22 OTT - Più coraggio dalla Regione Lazio nella redazione del piano sociale, in particolare nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi. La richiesta "critica" e' arrivata dall'assessore capitolino alle Politiche sociali, Laura Baldassarre, durante la sua audizione in commissione Politiche sociali alla Pisana.
 
L'esponente della Giunta Raggi ha snocciolato tutte le perplessità sul testo approvato dalla Giunta ("Lo scorso 8 ottobre abbiamo trasmesso il parere a firma della sindaca Raggi"), e ora all'esame dell'organo regionale, anche in considerazione del lavoro che si sta svolgendo in Campidoglio, che ha portato alla redazione della bozza del Piano sociale cittadino.
 
"Noi abbiamo individuato i livelli essenziali per bambini, adolescenti e famiglie. La Regione dovrebbe essere più coraggiosa nel definire i livelli essenziali, ci saremmo aspettati un maggior coraggio in questo senso - ha detto Baldassarre -. Ci siamo presi l'onore e l'onere di dire quali per noi sono i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni che devono essere presenti in tutto il territorio, superando l'approccio per categorie e individuando anche le fonti di finanziamento. Immaginiamo la presenza di un centro per le famiglie in ogni municipio e di un centro per le famiglie di secondo livello per le prestazioni più specialistiche. A Roma c'è una situazione diversa tra Municipio e Municipio e parte del lavoro che stiamo facendo nel redigere il piano sociale cittadino sta nel garantire in modo uniforme servizi e prestazioni su tutto il territorio. Auspichiamo che la Regione possa muoversi in questa direzione per quanto di competenza".

 
Per quanto riguarda l'integrazione socio sanitaria "potrebbero essere fatti passi in avanti per declinare il piano (regionale) punto di vista operativo, perché la mancata definizione dei livelli essenziali in ambito sociale porta a uno schiacciamento rispetto ai Lea. È molto importante che non si perda l'occasione per entrare nel dettaglio su cosa si debba intendere per integrazione socio sanitaria, altrimenti riscontriamo uno schiacciamento del sanitario a danno del sociale".
 
Poi, secondo Baldassarre c'è la necessità della "definizione di un maggiore raccordo operativo. In ambito sociale tra i diversi livelli di governo è prevista una cabina di regia per l'attuazione e il monitoraggio del piano e l'osservatorio regionale, bisognerebbe trovare una modalità operativa migliore per operare in modo più efficace".
 
Altra problematica riscontrata dall'assessore di Roma Capitale "c'è un continuo rimando a successive deliberazioni. Il piano deve essere chiaro su quali diritti si intendano garantire con le prestazioni e i servizi previsti, altrimenti il continuo rimando a un atto successivo non fa valutare cosa la Regione stia decidendo di garantire sui territori". E ancora "dobbiamo fare dialogare la pianificazione del sociale con la programmazione in ambito scolastico-educativo e occupazionale. Non lo abbiamo trovato nella declinazione del piano. Ci sono sinergie che si possono sviluppare rispetto ad azioni gia' in atto".
 
Quindi, andando più nel dettaglio: "Come Roma Capitale abbiamo fatto un enorme sforzo per avere i centri antiviolenza, ma cosa ne è delle risorse? Sono state stanziate una tantum. Invece, la logica dei livelli essenziali ci porta a dire che devono essere presenti centri antiviolenza in ogni municipio. Sulla vita indipendente bisognerebbe fare una riflessione più approfondita sulle diverse prestazioni previste e su come concretamente garantiamo un progetto di vita indipendente. C'è una fragilità sul tema dei servizi dell'abitare, ad esempio quando si cita il passaggio alla maggiore età per i minorenni stranieri non accompagnati e per i minorenni, non è chiaro attraverso quali strumenti".
 
Per quanto riguarda gli anziani "c'è la possibilità di sviluppare meglio il tema dei fondi europei che possiamo mettere a disposizione, anche nei servizi residenziali. Stiamo facendo ragionamenti sul cohousing mettendo a disposizione degli anziani degli appartamenti utilizzando beni confiscati alla criminalità. Allo stesso modo, a livello regionale si può proporre un utilizzo anche in questo ambito di fondi di provenienza europea".
 
Capitolo minori: "Su Roma stiamo per lanciare nuove iniziative perché per i minorenni fuori dalla famiglia d'origine il giudice dovrebbe poter decidere tra una casa famiglia e l'affidamento familiare ma le attivita' fin qui realizzate per l'affidamento familiare sono poco efficaci, ci sono poche famiglie affidatarie a Roma e anche a livello regionale proponiamo che si possa lavorare di più e meglio su questo tema. Sui minorenni stranieri non accompagnati è cambiata la normativa e sul decreto sulla sicurezza e l'immigrazione rispetto allo Sprar continua a essere prevista la parte dedicata ai minorenni stranieri non accompagnati. Anche qui non è chiaro, nell'ambito delle diverse competenze cosa intenda fare la Regione, come pure le azioni sulle vittime di tratta".
 
Sul Segretariato sociale e i punti unici di accesso "abbiamo di recente scritto all'assessore per capire cosa sarà del futuro dei fondi. Andrebbe citato che si persegue il raggiungimento dell'obiettivo di un assistente sociale ogni 6mila residenti e che si individuino le risorse che ci consentano di realizzare una formazione iniziale continua".
 
Mentre in tema di fabbisogni finanziari e di personale "in particolare rispetto all'integrazione sociosanitaria, chiediamo una maggiore attenzione al riparto delle risorse economiche. Abbiamo una progressiva diminuzione del personale Asl in tutti i luoghi della programmazione socio sanitaria e quindi è importante che anche le Asl vengano dotate di risorse umane dedicate".
 
Altra questione da dipanare, secondo Baldassarre, è quella della "compartecipazione ai costi per le prestazioni per gli utenti. E' previsto un rinvio a una successiva deliberazione ma sarebbe importante sapere su quali servizi socio assistenziali la Regione intenda attivare questa compartecipazione".
 
Quanto invece al reddito di inclusione "anche grazie al finanziamento nazionale abbiamo previsto l'assunzione a tempo determinato di 26 assistenti sociali dedicati al Rei e potremmo arrivare a 40. Abbiamo previsto una forte collaborazione con i centri per l'impiego e i centri di orientamento al lavoro di Roma Capitale per fare in modo che questa misura, in vista del reddito di cittadinanza, non abbia una dimensione di tipo assistenziale ma possa aiutare le persone a non avere più bisogno di un aiuto pubblico. Inoltre, stiamo rivedendo tutte le altre forme di sostegno al reddito".
 
Infine i rom. Baldassarre ha ribadito l'impiego dei fondi europei per iniziare la chiusura dei primi due campi (Monachina e La Barbuta): "Stiamo accompagnando le persone verso i servizi. C'è un tentativo di mettere in atto misure sulla salute grazie alla collaborazione con le Asl, ad esempio le vaccinazioni, e c'è un'azione importante sull'accesso alle case popolari. Inoltre, stiamo cercando il più possibile di favorire l'accesso al Rei. Siamo determinati a superare il sistema dei campi perché é uno dei motivi ostativi all'accesso a tutti i diritti. sappiamo che nei campi c'è chi è costretto a viverci e chi vuole viverci perché può mantenere una situazione di illegalità - ha concluso Baldassarre -. Sarebbe interessante un approfondimento per vedere quante famiglie che erano entrate in progetti dedicati siano poi tornate indietro, per capire i motivi per cui delle famiglie che iniziano percorsi per mandare a scuola i bambini, avere accesso alle cure sanitarie e avere risorse a disposizione poi tornino indietro". 

22 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Regioni e Asl

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy