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Cup e Servizi amministrativi. Cgil, Cisl e Uil: “Avallato taglio salari, sciopero l’8 novembre”. La replica della Regione: “Mantenuti livelli occupazionali e salariali”

Botta e risposta tra i sindacati e la Regione Lazio. “Pretendiamo il pieno rispetto dei patti: i livelli occupazionali, salariali e diritti non si toccano”. Ma da via Cristoforo Colombo replicano: “Poco comprensibili le motivazioni di una mobilitazione indetta dai sindacati ed auspichiamo un ripensamento”.

29 OTT - “Situazione inaccettabile, l’8 novembre sarà sciopero dei lavoratori“, cosi i segretari generali di Fp Cgil, Filcams Cgil, Fp Cisl, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uil trasporti.
 
“Nessuna garanzia – scrivono i sindacati -  dalle parti datoriali con tagli ai salari, all’anzianità di servizio e articolo 18 nei confronti dei lavoratori dei servizi cup ed amministrativi. La Regione Lazio, pur avendo sottoscritto con le organizzazioni sindacali diversi accordi che prevedono la salvaguardia occupazionale e salariale e dopo aver approvato la recente deliberazione legislativa concernente “disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”,  che entra nel merito della stabilità occupazionale dei lavoratori mediante l’inserimento di specifiche clausole a salvaguardia, tra le quali, la possibilità di riconoscere la retribuzione economica relativa agli scatti di anzianità, continua a non esigere l’effettiva applicazione del principio del mantenimento delle condizioni economiche e normative esistenti per i lavoratori coinvolti nei passaggi appalto, da parte delle società subentranti nella gestione dei servizi cup e amministrativi delle Asl, Aziende Ospedaliere e IRCSS del Lazio”.

 
“Noi non ci stiamo – proseguono le categorie di Cgil, Cisl e Uil - l’8 novembre prossimo scenderemo nuovamente in piazza con i lavoratori.”  FP e Filcams Cgil, FP Cisl e Fisascat Cisl, UIL FPL e Uiltrasporti continueranno a sostenere la vertenza  dei lavoratori esternalizzati dei servizi cup ed amministrativi stretti nella morsa dei cambio appalti nei quali, al contrario di quanto sottoscritto nelle intese con la Regione Lazio, gli aggiudicatari dei bandi di gara non riescono a garantire salari e, in alcuni casi, posti di lavoro.
 
“Pretendiamo il pieno rispetto dei patti: i livelli occupazionali, salariali e diritti non si toccano. La situazione ormai è gravissima e la Regione Lazio non può sottovalutare le ricadute sui lavoratori e sui servizi pubblici. Alla ripresa dei cambi appalto, dopo la pubblicazione della Legge regionale, c’è stato un brusco e colpevole cambio di rotta: mancanza di ore, risorse insufficienti, nessuna garanzia ‘imprenditoriale’ su anzianità di servizio e articolo 18, queste solo alcune motivazione di merito da parte datoriale”, proseguono i Segretari Generali delle Federazioni.
 
“Così non va: la vicenda che sta interessando i cambi appalto relativi a questi servizi rischia di creare un pericoloso precedente per la gestione dei servizi in appalto nella nostra Regione: è impensabile che si abbandonino nell’incertezza occupazionale e al rischio di perdere progressivamente parti importanti della retribuzione i lavoratori che quotidianamente, con la loro professionalità, garantiscano il buon funzionamento del SSN. Non permetteremo, quindi, che si continui a giocare con il futuro dei lavoratori. Vogliamo certezze in tempi brevi. Proclamiamo uno sciopero per il prossimo 8 novembre con contestuale mobilitazione che si svolgerà di fronte alla Regione Lazio in Piazza Oderico da Pordenone con orario da definire, per protesta contro l’indifferenza e la sottovalutazione dell’Amministrazione regionale, per tutelare la buona occupazione dei lavoratori coinvolti e la qualità dei servizi ai cittadini”.
 
La replica della Regione Lazio. 
“Finora nei cambi appalto effettuati per il Sant’Andrea e per la Asl Roma 1 sono stati mantenuti invariati sia i livelli occupazionali che quelli salariali, nonché il mantenimento degli scatti di anzianità così come previsto nelle intese sottoscritte con le organizzazioni sindacali. A quanto ci risulta anche per gli altri lotti è garantito il mantenimento di tutto il personale in servizio e il monte ore. Sono riconosciuti inoltre gli scatti di anzianità maturati dai lavoratori. Alla luce dei risultati raggiunti risultano poco comprensibili le motivazioni di una mobilitazione indetta dai sindacati ed auspichiamo un ripensamento. L’impegno della Regione è massimo sia attraverso l’approvazione dell’art. 25 della Legge regionale 7 del 2018 pubblicata recentemente sul BURL, che per la prossima delibera di giunta per le disposizioni attuative”. Lo precisa in una nota l’Assessorato alla sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio.

29 ottobre 2018
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