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Lazio. Sanità privata. Cgil, Cisl e Uil plaudono a Odg del Consiglio regionale che spinge per chiusura contratto nazionale

L'ordine del giorno alla legge di stabilità regionale impegna ad arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto nazionale, ad introdurre maggiori regole nel sistema dell’accreditamento e più trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. I segretari generali dNatale di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini: "Ora ci aspettiamo che ci convochino per andare avanti con atti concreti sugli impegni presi. Perplessi per l’astensione del M5S".

11 GEN - Dopo gli emendamenti recepiti nella legge di stabilità regionale, è stato approvato oggi in Consiglio Regionale un ordine del giorno sulla sanità privata affinché si intraprendano tutte le azioni necessarie ad arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto nazionale, per introdurre maggiori regole nel sistema dell’accreditamento e più trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.

“Prosegue – commentano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Natale di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – grazie a una lunga mobilitazione che da luglio scorso ha portato i lavoratori in piazza, fino al partecipatissimo sciopero del 14 dicembre, il percorso istituzionale che impegna la Regione Lazio sui punti indicati nella petizione rivolta al Presidente Zingaretti, su cui abbiamo raccolto le firme di oltre 10 mila lavoratrici e lavoratori. L’ordine del giorno dà una chiara indicazione politica sia a sostenere la prosecuzione delle trattative sul rinnovo del contratto, fermo da oltre 10 anni, sia a procedere a una rivisitazione delle regole sulla gestione economica e finanziaria delle strutture. Come da anni denunciamo, dietro a presunte crisi aziendali le proprietà delle strutture mascherano spesso azioni unilaterali che penalizzano i lavoratori su diritti, tutele e condizioni di lavoro, mettendo a rischio gli stessi i livelli occupazionali.


“Sulla sanità privata accreditata - proseguono i segretari generali - si regge poco meno della metà dei servizi sanitari del Lazio. La trasparenza nella gestione delle risorse e il controllo dei bilanci deve essere la regola, e non potrebbe essere altrimenti, dato che si tratta di risorse pubbliche. Così come deve esserci un quadro omogeneo dei sistemi di accreditamento e deve essere uno solo il contratto applicato ai lavoratori nelle strutture, aspetto su cui già in legge di bilancio regionale si era intervenuti, per un fermo contrasto al precariato e al dumping causato dall’applicazione di contratti 'pirata'".

Concludono Di Cola, Chierchia e Bernardini: “Ora ci aspettiamo che la commissione sanità e gli assessorati competenti ci convochino per andare avanti con atti concreti sugli impegni presi. Rimaniamo perplessi di fronte all’astensione dei Consiglieri del gruppo M5S, su un tema che riguarda da vicino il livello dei servizi alla salute dei cittadini di Roma, città da loro stessi amministrata, e di tutto il Lazio, oltre che la tutela del lavoro, la legalità e la trasparenza, che vada verso un maggiore controllo del pubblico sull’imprenditoria privata che investe – e fa profitto – nei servizi sanitari”.

11 gennaio 2019
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