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25 AGOSTO 2019
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Aree montane. Federfarma: “Giuste preoccupazioni su carenza medici, ma anche le farmacie sono in difficoltà”

Il sindacato lancia l’allarme per le farmacie rurali all’indomani del provvedimento proposto dall’assessore Saitta sugli incentivi ai medici di famiglia e ai pediatri che sceglieranno i piccoli centri e nelle aree montane. “La scelta di insistere sulla distribuzione diretta – fa notare Federfarma a Saitta - sta portando alla chiusura delle piccole farmacie rurali e rischia di andare a sparire l’unico presidio sanitario presente”.

21 FEB - Federfarma Piemonte “condivide” il provvedimento lanciato dall’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, in cui si propone un patto operativo con amministrazioni comunali e sindacati per garantire la presenza di medici di famiglia e pediatri nei piccoli centri e nelle aree montane, attraverso un contributo aggiuntivo a chi decide di prestare la propria attività in queste zone. Ma evidenzia che la questione non riguarda sono i medici e i pediatri: “Il problema dello spopolamento di alcune aree è sentito anche dalle farmacie rurali, quelle cioè ubicate in Comuni, frazioni o centri abitati con esigua popolazione. Piccoli centri in cui le farmacie si trovano in estrema difficoltà e, nonostante ciò, lavorano per diventare ‘farmacie di servizi’, al fine di sopperire, ad esempio, alla mancanza del medico: è in questi casi che il paziente si rivolge con fiducia al farmacista”.

“Le farmacie ubicate in località scarsamente abitate e difficili da raggiungere – rimarca il sindacato - sono diventate dei veri e propri presidi di salute che forniscono un servizio utile e indispensabile alla popolazione, rimanendo l’unica porta di accesso sul territorio al SSN”.


Federfarma Piemonte fa quindi nota alla Regione che “la scelta di insistere sulla distribuzione diretta dei farmaci sta portando alla chiusura delle piccole farmacie rurali e rappresenterà un’enorme criticità poiché rischia di andare a sparire l’unico presidio sanitario presente: nei mesi scorsi si è già avuta una prima avvisaglia”.

21 febbraio 2019
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