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Pediatria. Cipe Lazio contro progetto Sorveglianza su antibiotici della Regione: “Nebuloso e dal discutibile valore scientifico”. Fi presenta interrogazione

A lasciare perplessi i pediatri la confisione che sulla determina si farebbe tra Sip (Società Italiana di Pediatria) e SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri). Poi la previsione di borse di studio, organismi e consulenze senza specificare i criteri di assegnazione degli incarichi. “Questo tipo di investimento andrebbe garantito con altre modalità e procedure”, afferma il Cipe Lazio, che chiede l'apertura di un tavolo. Critiche anche dalla Simpef. E il presidente della Commissione Salute, Giuseppe Simeone, chiede la sospensione o l’annullamento della determina.

08 MAG - “La Regione istituisca un tavolo per la formazione dei pediatri di libera scelta del Lazio a cui possano partecipare tutte le sigle sindacali, le società scientifiche pediatriche ed esperti di alto profilo della regione affinché, con garanzia di indipendenza e trasparenza, abbiano facoltà di esprimere il proprio parere vincolante su qualsiasi iniziativa formativa, di ricerca e scientifica in ambito della pediatria territoriale”. Lo chiede il Cipe - Confederazione pediatri del Lazio alla luce di quanto previsto in una determina regionale che avvierebbe un progetto di Sorveglianza sull’uso degli antibiotici in età pediatrica dai contenuti “nebulosi” e dal “discutibile valore scientifico”. 
 
“Siamo venuti a conoscenza – spiegano i pediatri del Cipe Lazio in una nota - della determinazione regionale G02792 del 12/3/2019 Proposta n. 3862 del 08/03/2019 della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria – area Farmaci e dispositivi, in cui, preso atto del parere favorevole dell’AIFA, si enuncia l’approvazione dello schema di convenzione tra la Regione Lazio e la Società Italiana di Pediatria – sezione Lazio, concernente il finanziamento del progetto denominato ‘Sorveglianza attiva sul corretto uso degli antibiotici in età pediatrica, in particolare nella fascia di età compresa tra 0 e 4 anni’ dicono i pediatri”.  

 
“Per la determinazione citata – proseguono i pediatri della Cipe Lazio -, riportante la convenzione per un importo di 105.000 euro, è stato dato parere negativo alla pubblicazione sul BUR. Inoltre, nella prima pagina del testo, sembrerebbe che la convenzione sia stata stipulata con la SIP (Società Italiana di Pediatria) mentre nelle pagine interne la società cambia in SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri), associazione che non ha nulla a che vedere con la Società Italiana di Pediatria”.

“Nel programma è prevista la partecipazione di 40-50 pediatri arruolati sulla base del solo possesso di due software. Il progetto, poi, sembrerebbe avere le stesse caratteristiche, salvo qualche variazione del tutto ininfluente, di uno analogo già realizzato nel Molise – proseguono –. Inoltre, è annunciato che la SIMPe avrà la possibilità di assegnare una borsa di studio di 20.000 euro, ma nulla viene specificato sulle caratteristiche e modalità di assegnamento della stessa. Sempre nello stesso programma è previsto un altro organismo, lo “Steering Monitoring Group” (SMG), costituito da 4-5 esperti di cui 2-3 pediatri, un epidemiologo e uno specialista di malattie infettive: neppure qui non si esplicitano i criteri e le modalità di selezione di questi esperti”.

Infine, spiega ancora il Cipe Lazio, “nel dispositivo del progetto, è contemplata anche una consulenza ‘scientific supervisor’, alla cifra di 40.000 euro biennale, senza nessuna specifica sui criteri e le modalità si selezione di questo supervisore, nonché consulenze legali e amministrative per 7.000 euro”.
 
“La vicenda – per i pediatri - ha contorni, a dir poco, nebulosi in quanto non si comprende su quali basi il progetto abbia ottenuto il parere favorevole dell’AIFA e, soprattutto, come la Regione Lazio abbia potuto proporre la convenzione e selezionare tale iniziativa, dal discutibile valore scientifico. Come Cipe Lazio cogliamo l’occasione per rendere noto a tutti i pediatri di famiglia che questo tipo di investimento dei soldi pubblici andrebbe garantito con altre modalità e procedure. A tal proposito, riproponiamo con forza quanto già in passato presentato dal dottor Antonio Palma in un Comitato regionale per la Pediatria e proposto anche dall’Associazione culturale Pediatri Lazio, ovvero la costituzione di un Tavolo regionale per la formazione per i pediatri di libera scelta del Lazio” concludono i pediatri.
 
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Fi Giuseppe Simeone, presidente della commissione Sanità regionale, che annuncia di avere presentato una interrogazione al presidente della Giunta, Nicola Zingaretti, e all’assessore alla Salute Alessio D’Amato. Per Simone “appare davvero poco chiara una determina della Regione sul finanziamento di un progetto relativo al corretto uso degli antibiotici in età pediatrica, dal momento che nell’oggetto la convenzione risultava essere stata stipulata con la SIP (Società Italiana di Pediatria), mentre nelle pagine successive compariva la scritta SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri). Per questo motivo ho presentato un’interrogazione al presidente Zingaretti e all’assessore D’Amato chiedendo se non ritenga opportuno sospendere e/o annullare la determina in questione”.

Simeone riferisce che il segretario regionale del Simpef Lazio, dottor Antonio De Novellis nei giorni scorsi avrebbe inviato una nota ai vertici della Regione proprio su questa determina. “Nella stessa si fa riferimento all’approvazione di sei progetti, tra i quali quello presentato dalla Società italiana di Pediatria – sezione Lazio, evidenziando che avrà durata biennale e verrà realizzato dalla SIMPe Lazio. Il finanziamento ammonta a complessivi 105.000 euro. Nella missiva si sottolinea inoltre che il progetto sembrerebbe avere le stesse caratteristiche di un identico piano realizzato nel Molise, un contesto ben differente dal Lazio, con un tasso di inappropriatezza prescrittiva ben superiore rispetto alla nostra realtà. Ulteriori dubbi emergerebbero pure sul criterio di arruolamento dei pediatri. Sulla base dei punti critici sovraesposti sembrerebbe evidente che la Regione Lazio possa correre il rischio di apparire un ente preposto semplicemente all’erogazione di fondi”.

“Nell’interrogazione presentata – conclude Simeone - ho chiesto al presidente Zingaretti e all’assessore D’Amato se non ritengano opportuno sospendere e/o annullare la determina in questione e convocare i sindacati per definire gli aspetti specifici relativi alle modalità di realizzazione della appropriatezza delle cure, delle prescrizioni e dell’uso etico delle risorse”.

08 maggio 2019
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