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Farmaci. Emilia Romagna pronta a ridurre la distribuzione diretta: “pacchetti terapeutici” per malattie croniche potrebbero tornare nelle farmacie territoriali

Una possibilità allo studio, come annunciato dall'assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna intervenendo al convegno di Assofarm il 10 maggio scorso a Ferrara. In sostanza si tratterebbe di valutare il ritorno in farmacia di una serie di medicinali, soprattutto per le malattie croniche, sui quali occorre un maggiore monitoraggio dell'aderenza terapeutica da parte dei farmacisti territoriali. Venturi ha anche sottolineato la disponibilità a rivedere l'Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione con le farmacie. 

13 MAG - "Pacchetti di farmaci da terapia" distribuiti tramite le farmacie e aggiornamento dell’Atto di Indirizzo come primo passo per il rinnovo della Convenzione: due asset per ripredere le fila del rapporto con le farmacie sulle quali ha incentrato Assessore Regionale alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna Sergio Venturi ha incentrato proprio intervento al convegno organizzato da Assofarm lo scorso 10 maggio a Ferrara.
 
Il via alle riflessioni dell’Assessore Venturi è stato offerto dalla presenza, nel calendario del convegno, della presentazione del protocollo d’intesa tra Regione Emilia Romagna, Federfarma e Assofarm “Distribuzione dei farmaci, assistenza integrativa e Farmacia dei Servizi per il biennio 2019-2020”. Documento che prevede un progetto sperimentale di distribuzione, tramite farmacie territoriali, di pacchetti di farmaci prescritti nella terapia medica.
 
Ma di cosa si tratta? E' lo stesso presidente di Assofarm Venanzio Gizzi a spiegarlo al nostro giornale: "In sostanza l'assessore Venturi ha dato la sua disponibilità a valutare la possiilità di riportare in farmacia pacchetti di farmaci legati a singole patologie, in particolare quelle croniche, per le quali c'è urgenza di un maggiore e più attento monitoraggio dell'aderenza terapeutica da parte del paziente. Un compito che rientra appieno nelle competenze e nelle specificità del farmacista territoriale anche per il suo rapporto diretto e costante con il singolo paziente. Questi pacchetti di farmaci uscirebbero quindi dalla distribuzione per conto per passare alla distribuzione attraverso le farmacie teritoriali".

 
Il fatto poi che tale sperimentazione parta dalle farmacie rurali, presidi che più di altri si rivolgono a cittadini lontani dagli ospedali, ha offerto all’Assessore Venturi l’occasione di puntualizzare come la distribuzione diretta debba essere ridotta e ricondotta alla sua funzione originaria di supporto alla dimissione ospedaliera e di dispensazione di farmaci del tutto particolari, mentre la “farmacia, il cui ruolo è riconosciuto anche dal Piano Nazionale delle cronicità, dovrà essere maggiormente valorizzata nelle sue caratteristiche di prossimità”.
 
Nell’incontro ferrarese è poi parso evidente che quanto sta accadendo in Emilia Romagna (regione che ad oggi presenta la più alta percentuale di farmaci in distribuzione diretta e il tariffario dcp coi prezzi più bassi d’Italia) possa dare il via a riforme strutturali che le farmacie italiane attendono da anni.
 
Secondo l’assessore Venturi, inoltre, “è opportuno aggiornare l’Atto di Indirizzo”, sui cui presupposti la Sisac ha elaborato la bozza di accordo sottoposto alle farmacie. “Tale documento fu predisposto nel 2016 con l’Assessore Garavaglia Presidente del comitato di settore. E’ opportuno, quindi, procedere ad una revisione di tale importante documento che tenga conto di funzioni e ruoli che si intendono assegnare alle farmacie come parte importante del Ssn e, successivamente, arrivare, quanto prima, al rinnovo della Convenzione”. A tal fine, si è dichiarato disponibile ad ascoltare nuove proposte dalle associazioni dei farmacisti pubblici e privati.
 
“Da anni stiamo cercando di costruire un modello di Farmacia comunale sempre più funzionale, tanto dal punto di vista sanitario che economico, ai sistemi sanitari regionali - ha commentato Venanzio Gizzi a margine dell’incontro - Ci piace pensare che questo impegno abbia avuto un ruolo nella scelta dell’Assessore Venturi di dire queste cose ad un nostro convegno. Cogliamo immediatamente il suo invito e nei prossimi giorni avvieremo una stretta collaborazione con Federfarma per lavorare insieme ad una proposta di nuovo Atto di Indirizzo”.

13 maggio 2019
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