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Lazio. Donatori sangue: “È emergenza. La Regione nasconde la grave carenza”

Le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue riunite nel Civis (Avis, C.r.i.,Fidas e Fratres) manifestano il completo disaccordo con quanto affermato pochi giorni fa dal Presidente della Regione Renata Polverini, in merito all’assoluto controllo dell’emergenza sangue. 

10 FEB - “Lascia allibiti – si legga in una nota - che si possa affermare una cosa simile quando il giorno precedente (7 Febbraio u.s.) il Centro Regionale Sangue del Lazio aveva inviato a tutti i soggetti interessati una comunicazione che evidenziava una carenza di oltre 500 unità  al giorno di globuli rossi” e così recitava: “Considerata la situazione metereologica eccezionale di questi giorni e la grave carenza di emocomponenti che insiste nella Regione Lazio e sul territorio nazionale come da comunicazione precedentemente inviata da parte del Centro Nazionale Sangue, si invia alle SS.LL in allegato la situazione attuale di carenza regionale.Per tale motivo per assicurare i livelli minimi di assistenza Vi preghiamo di organizzare dove possibile raccolte eccezionali o richiamare i donatori periodici per invitarli a donare presso i SIMT di riferimento o presso le Unità di raccolta associative. Ai Direttori dei SIMT che leggono per conoscenza si chiede di dare la massima disponibilità alle attività di  donazione organizzate dalle Associazioni e/o Federazioni al fine di garantire il superamento di questo momento critico”. “Ad oggi – proseguono le associazioni dei donatori - la grave mancanza di sangue ed emocomponenti sfiora le mille unità tanto che le affermazioni fatte dal Presidente Polverini, appaiono quantomeno frutto di una totale disinformazione e di uno scarso interessamento al sistema trasfusionale da parte delle istituzioni e dell’amministrazione regionali, disinteresse che non si è manifestato soltanto in questo periodo di emergenza”.

“Ovviamente – specifica la nota - come Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari ci siamo attivati con estrema sollecitudine affinché attraverso il dono del sangue e dei suoi componenti possano essere garantite le improrogabili necessità dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie del Lazio e, inoltre, reintegrate le scorte strategiche delle Regioni cedenti. Rimane la costante insoddisfazione per la grave sottovalutazione da parte del Lazio delle difficoltà che da sempre affliggono il sistema trasfusionale regionale con particolare riferimento alla città di Roma”. Queste le ragioni per cui il Civis chiede,un incontro urgente con il Presidente Polverini “per affrontare le criticità di questo sistema, che determinano ricadute su tutta la rete trasfusionale nazionale;per recuperare la scarsa considerazione che viene data nel Lazio a queste associazioni; per valorizzare il patrimonio etico e morale che esse possiedono attraverso l’opera costante di oltre un milione e settecentomila donatori di sangue volontari, periodici ed associati, base e garanzia del buon funzionamento del sistema trasfusionale del Paese e del Ssn”.

10 febbraio 2012
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