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Sores 118. Proteste per carenza di personale. Si dimette il direttore Vittorio Antonaglia

I sindacati chiedevano almeno 52 unità, ve ne sono appena 38, di cui 31 della centrale di Palmanova, dove vengono gestite tutte le chiamate di soccorso, che hanno presentato domanda di mobilità.-, afferma il segretario del Nursind di Udine Afrim Casilli. Per l’Assessore Riccardi le tensioni dei sindacati cono in buona parte “condivisibili. Occorre ritrovare al più presto le condizioni che ripristinino la fiducia e diano garanzie al sistema di proseguire al meglio”.

21 OTT - Nel 2014 (Dgr 519) nasceva in Friuli Venezia Giulia, la Sores (Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria). Un sistema basato su un unico centro regionale, che fa da raccordo alle strutture territoriali ed ospedaliere, ai mezzi di soccorso, alle centrali operative di altri sistemi e con le istituzioni pubbliche e private che cooperano nella risposta all’emergenza. Delle problematiche della Sores se ne parlò ancora a giugno su questa testata e da allora 31 dipendenti su 38 della centrale di Palmanova, ossia dove vengono gestite tutte le chiamate di soccorso, hanno presentato domanda di mobilità.

Le cause del grave malcontento sono state riportate dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind. “Il ruolo della Centrale Operativa non è un centralino: invito l’Assessore alla Salute Riccardi ed il commissario straordinario Nicola Zavattaro a presenziare una mezza giornata -  spiega il Segretario del Nursind di Udine Afrim Casilli – manca personale e quello che c’è non ce la fa più; non c’è recupero psicofisico per i turni massacranti e condizioni di lavoro stressanti. Avevamo chiesto che l’organico fosse di almeno 52 unità, ve ne sono appena 38, di qui 31 con richiesta di mobilità. Non possiamo più andare avanti così!”.


Dopo le forti pressioni che provengono ormai due anni e mezzo da parte dei sindacati, mercoledì scorso si è dimesso Vittorio Antonaglia, direttore della Sala Operativa Regione per l’emergenza.

Dalla parte della Regione, l’Assessore alla salute Riccado Riccardi fa sapere attraverso una nota che “la situazione degli operatori della centrale Sores è indubbiamente tesa e molte di quelle tensioni considero siano condivisibili. Occorre ritrovare al più presto le condizioni che ripristinino la fiducia e diano garanzie al sistema di proseguire al meglio: oggi mi sono impegnato personalmente con loro rispetto a obiettivi che ora definiremo con una stringente tabella di tempi”. In merito al personale, Riccardi ha confermato che dalle Aziende giungeranno alcune unità che si affiancheranno agli attuali 38 attuali operatori.  "Molto dipenderà dalla capacità che avremo di dare risposte in tempi brevi - ha commentato Riccardi - ma va precisato che alcune soluzioni richiedono tempi di istruttoria e procedure inevitabilmente lunghe. Penso che debba prevalere il buon senso e si debba trovare un punto di incontro tra le parti: io oggi ho messo personalmente la mia faccia".

Sui recenti avvenimenti – dimissioni del direttore - e sulla profonda crisi che si è consolidata all'interno di uno dei centri nevralgici nel sistema dell'emergenza urgenza del Friuli Venezia Giulia, esprimono profonda preoccupazione gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Udine, dr. Stefano Giglio di Gorizia, dr.ssa Gloria Giuricin e di Pordenone, dr. Luciano Clarizia e di Trieste dr. Flavio Paoletti. Una nuova proposta arriva dalla Fials a nome del Segretario Regionale Fials/Confsal FVG Fabio Pototschnig, che dice: “Per risolvere e arginare in tempi brevi le numerose criticità della Sores di Palmanova, la Fials ha da tempo inoltrato agli organismi regionali una ipotesi/proposta per la riattivazione della centrale del 118 di Trieste, da affiancare operativamente alla centrale di Palmanova; ipotesi rimarcata anche in occasione dell'ultimo incontro in Consiglio Comunale di Trieste”.

Anche il coordinatore Anaao Assomed Macroarea Giuliano-Isontina, Walter Zalukar, spiega:  “La crisi della Sores non è contingente ma congenita di sistema e quindi richiede un approccio strategico partendo dal presupposto che la Centrale operativa 118 non è un centralino, bensì un centro direzionale e gestionale dell’intera attività di soccorso sul territorio. Per porre rimedio bisogna ripianificare il sistema. Il soccorso in un’area metropolitana come Trieste non può essere gestito da un call center allocato nella campagna friulana, perché le esigenze di una città non sono quelle degli ambiti rurali e montani. Trieste non può prescindere dall’avere una propria Centrale operativa il cui lavoro sia di nuovo basato su una gestione di qualità, come quando il 118 di Trieste era accreditato all’eccellenza”.

Endrius Salvalaggio

21 ottobre 2019
© Riproduzione riservata


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