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Riforma sanitaria in Friuli Venezia Giulia. Degrassi (Federfarma): “Farmacie diventano a tutti gli effetti un’articolazione importante della medicina territoriale” 

di Lucia Conti

L'esponente dell'associazione delle farmacie della regione commenta in questa intervista la riforma sanitaria appena approvata in base alla quale le farmacie convenzionate diventeranno “punti di salute” diffusi su tutto il territorio. “La politica ha finalmente formalizzato che le farmacie non sono più solo punti di erogazione dei farmaci, ma un’articolazione importante della medicina territoriale. Farmacisti pronti a lavorare in squadra con i medici di famiglia e gli altri professionisti delle cure primarie”

12 DIC - C’è soddisfazione da parte del presidente di Federfarma Friuli Venezia Giulia e Federfarma Udine, Luca Degrassi, per la nuova riforma sanitaria fresca di approvazione in Consiglio Regionale. Perché con quella riforma, spiega la nostro giornale, “la politica ha finalmente formalizzato che le farmacie non sono più solo punti di erogazione dei farmaci, ma un’articolazione importante della medicina territoriale”. Nel provvedimento è infatti previsto che le farmacie convenzionate diventino “punti di salute” diffusi su tutto il territorio. A questo scopo si introducono percorsi formativi per i farmacisti, per rendere più efficace il loro ruolo, che sarà svolto anche in collaborazione con medici di medicina generale e pediatri.

Presidente Degrassi, qual è il percorso che ha permesso alle farmacie di conquistare uno spazio importante all’interno della riforma sanitaria regionale?
È la prima volta che la politica riconosce in termini così sostanziali, ma anche formali, il ruolo della farmacie e del farmacista. Si tratta di un importante riconoscimento, frutto di tanti anni di lavoro. Nel tempo, infatti, in Friuli Venezia Giulia è stato ha dato spazio a nuove attività per la farmacia, che sono state prima sperimentate e poi riconosciute strutturalmente all’interno degli accordi quadro che regolamentano le attività convenzionate con la Regione. Mi riferisco, ad esempio, ad alcune campagne di screening e prevenzione.


Il riconoscimento ottenuto oggi con la riforma si pone, peraltro, all’interno di una revisione complessiva dell’organizzazione assistenziale, che deve rispondere alla domanda della salute della popolazione che invecchia e all’aumento delle cronicità. In questo contesto tutte le articolazioni della sanità devono fare squadra e tutte le singole esperienze di categoria vanno messe a sistema.
Nel caso delle farmacie significa diventare a pieno titolo presidi di salute del territorio, lavorando in stretta collaborazione con le altre professionalità dell’assistenza sanitaria territoriale, medici di famiglia e pediatri di libera scelta in primis, condividendo con loro progetti e risultati.

In che modo collaborerete con i medici di famiglia?
Il nostro ruolo potrà svilupparsi in particolare sull’aderenza terapeutica e sulla gestione delle cronicità. Su una serie di servizi professionali che il farmacista è in grado di erogare e che erogherà sempre in collaborazione con i medici, mai in alternativa. “Fare squadra” sono le parole d’ordine.

Avete avuto in questi mesi un dialogo positivo con la Regione?
Dobbiamo riconoscere al presidente Fedriga e all’assessore Riccardi di avere posto attenzione alle farmacie. Ma va sottolineato che questo è accaduto non solo perché sono state ritenute valide le proposte che i rappresentanti delle farmacie hanno presentato alla Giunta, ma soprattutto perché alla Regione abbiamo presentato i fatti. Mi riferisco, come accennato, ai risultati delle sperimentazioni. Una di queste, molto importante, è stata condotta ad Udine ed ha coinvolto l'area montana, dove sono stati attivati nuovi servizi e la farmacia ha avuto un ruolo cruciale nella campagna di adesione alla vaccinazione influenzale, sia in relazione alla distribuzione delle dosi ai medici di famiglia che come opera di informazione sanitaria e sensibilizzazione svolta nei confronti della popolazione target. Questa esperienza è stata, potremmo dire, preliminare alla riforma. E ha consentito di aumentare l’adesione alla vaccinazione su un territorio in cui l’adesione risultava mediamente più bassa che nelle aree urbane della Regione.

La sperimentazione, attraverso un questionario somministrato ai cittadini, ha permesso anche di raccogliere molte informazioni e dati sullo stato di salute delle persone. Ad esempio, sulle vaccinazioni effettuate, su eventuali malattie presenti o sulle ragioni della mancata vaccinazione. Informazioni che le farmacie hanno poi messo a disposizione della Asl e quindi della Regione.

Un metodo che, se sistematizzato a livello regionale, potrebbe fornire alla Giunta un gran numero di dati e importanti informazioni.
Sicuramente. Considerato che le farmacie sono presidi capillarmente diffusi su tutto il territorio e che ricevono ogni giorno tantissime persone, anche più di quante non entrino negli studi del medico di famiglia. Utilizzando questo sistema la Regione potrebbe avere un quadro chiaro su tantissimi aspetti della salute dei suoi cittadini.

Vi aspettate di continuare una proficua collaborazione con la Giunta?
La Giunta ha detto chiaramente che il suo obiettivo è dare ai cittadini le risposte di salute di cui hanno bisogno. Questo è anche il nostro obiettivo e a questo scopo i farmacisti hanno sempre dimostrato impegno e disponibilità a lavorare con gli esecutivi regionali, sia quelli di centrodestra che quelli di centrosinistra.
Ci sembra che la Giunta Fedriga stia andando nella direzione giusta. Ha posto le basi corrette per realizzare una sanità efficiente. Ora dobbiamo realizzare il disegno tracciato, sedendoci al tavolo con la Regione e con le altre professionalità coinvolte nella riorganizzazione del sistema assistenziale territoriale, forti di questa nuova visione condivisa della farmacia, erogatore di salute e non solo di confezioni di farmaci.
 
Lucia Conti

12 dicembre 2019
© Riproduzione riservata


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