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Coronavirus. Sardegna dichiara lo stato di emergenza fino al 31 luglio


La Giunta ha emanato una serie di decreti restrittivi validi per la comunità sarda, con effetti immediati anche in altri settori oltre a quello sanitario, come nella gestione dei trasporti da e per la Sardegna, con controllo e supporto per assicurare spostamenti motivati anche all'interno del territorio regionale, l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e l'assistenza alle persone che, rimanendo isolate, non possono accedere ai servizi essenziali attraverso gli strumenti informatici.

17 MAR - “In conseguenza del rischio sanitario, dovuto alla grave emergenza epidemiologica in corso, abbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale sino al 31 luglio 2020 per consentire una tempestiva attuazione delle disposizioni nazionali secondo le specificità del contesto isolano. Inoltre, con l’approvazione delle Misure operative di Protezione civile abbiamo definito la catena di comando e di controllo, il flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare per fronteggiare l'emergenza Covid-19 in Sardegna”. Lo ha annunciato oggi il presidente della Regione, Christian Solinas, illustrando le scelte odierne della Giunta regionale per fronteggiare l'emergenza sanitaria.
 
La dichiarazione di stato di emergenza, precisa comunque la Regione in una nota, "è esclusivamente finalizzata ad assicurare una maggiore autonomia e allo snellimento delle procedure di azione sul territorio, e non ha alcuna attinenza con nuove restrizioni che allo stato attuale non sono in programma".
 
 
Le misure operative - come spiega una nota della Regione - prevedono un sistema di coordinamento con un Comitato operativo regionale (Cor), istituito presso la Protezione civile regionale, composto dal Presidente della Regione, dagli assessori della Sanità, della Difesa dell'ambiente, dei Trasporti, dai direttori generali della Presidenza e degli Assessorati coinvolti, della Protezione civile, di Areus e dal Commissario straordinario di Ats, che opera in collegamento coi Dipartimenti di prevenzione/sanità pubblica delle aziende sanitarie locali e con un rappresentante della Prefettura di Cagliari, che ha lo scopo di garantire il raccordo con le altre prefetture del territorio regionale.

 
Istituita poi l’Unità di crisi regionale (Ucr), presso l’Assessorato regionale della Sanità, che garantisce e monitora l’applicazione uniforme nel territorio delle procedure sanitarie previste dalla Regione e dal Governo e coordina le diverse componenti istituzionali deputate all’attuazione e gestione dell’emergenza infettiva.
 
Opereranno anche due Unità di crisi locale, istituite presso le Assl di Cagliari e Sassari, che assicurano il coordinamento e l’esecuzione delle procedure previste dai protocolli sanitari e dalle raccomandazioni ministeriali e riferiscono all’Ucr sulle misure adottate e da adottare.
 
“A causa della rapida evoluzione della situazione epidemiologica e dell’incremento dei casi – ha aggiunto il presidente Solinas – oltre quelli della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Giunta ha emanato una serie di decreti restrittivi validi per la comunità sarda, con effetti immediati anche in altri settori oltre a quello sanitario, come nella gestione dei trasporti da e per la Sardegna, con controllo e supporto per assicurare spostamenti motivati anche all'interno del territorio regionale, l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e l'assistenza alle persone che, rimanendo isolate, non possono accedere ai servizi essenziali attraverso gli strumenti informatici. Uno degli effetti, che ha riguardato in particolare la Sardegna, è stato il flusso in ingresso di persone domiciliate nelle secondo case e il rientro di sardi che si trovano fuori dall'Isola per motivi di lavoro o di studio. Se ciò dovesse comportare un incremento rilevante dei casi, si potrebbe delineare uno scenario difficile per il Sistema sanitario regionale che potrebbe avere difficoltà a fronteggiare l'emergenza e la nostra condizione di insularità renderebbe ancora più complessa la realizzazione di interventi di soccorso sanitario da parte di altre Regioni”.
 
“Per assicurare l’attuazione degli interventi urgenti e dei servizi di soccorso, il Direttore generale della protezione civile, sentito il presidente Solinas, convocherà a breve il Comitato operativo regionale, con la partecipazione degli Assessori regionali competenti, per assicurare il coordinamento degli interventi urgenti e delle strutture operative regionali con quelle nazionali e degli enti locali”, ha evidenziato l’assessore della Difesa dell’Ambiente, con delega alla Protezione civile, Gianni Lampis
 
“La Giunta regionale, soprattutto in questo momento di difficoltà per le imprese, le famiglie e i cittadini, si sta impegnando anche a promuovere e attivare forme di sostegno che contribuiscano a mantenere vitale la nostra economia e il nostro tessuto produttivo e dei servizi”, ha detto poi Solinas annunciando la convocazione della Giunta. Stasera, infatti, l’esecutivo regionale discuterà alcuni provvedimenti per fronteggiare la crisi determinata all’attuale emergenza sanitaria. 
 
La situazione epidemiologica. Sono 117 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Dieci in più rispetto alla giornata di ieri, 16 marzo. È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento. In totale sono stati 1.003 i test eseguiti nell'isola, 772 dei quali negativi e 114 ancora in corso d'accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 40, di cui 4 in terapia intensiva, mentre 75 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato dei casi positivi rilevati comprende i due decessi registrati nell'Isola.
 
Il dato territoriale rileva 27 casi accertati Covid+ nella Città Metropolitana di Cagliari (+3 rispetto all'ultimo aggiornamento), 5 nel Sud Sardegna, 2 a Oristano, 20 (+1) a Nuoro e 63 (+6) a Sassari.

17 marzo 2020
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