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Lazio. Ecco il nuovo piano sanitario, per “una nuova visione centrata sulla persona”


Investimenti strutturali, tecnologici e sul personale, rafforzamento della medicina territoriale e delle reti tempo dipendenti, ammodernamento strutturale e tecnologico. Poi farmacia dei servizi e avvio dell’Azienda 0 con l’obiettivo “non di ridurre l’ambito di autonomia delle singole Aziende e la relativa responsabilità, ma di cercare di razionalizzare e standardizzare processi attraverso un’azienda dedicata ad affrontare e risolvere i punti critici”. E se dopo anni di deficit il risultato economico di gestione del Ssr è tornato positivo, per il triennio 2019-2021 sono attesi ulteriori miglioramenti. IL PIANO

30 GIU - Pubblicato sul Bur di oggi, 30 giugno, il Decreto del Commissario ad Acta della Regione Lazio del 25 giugno 2020, n. U00081, in materia di “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021”. Un piano che gira intorno a una parola chiave: “centralità della persona”. E che apre il nuovo corso della sanità regionale che, dopo anni di disavanzo e Piani di Rientro, a cominciare nel 2007, a potuto nel 2019 chiudere il bilancio sanitario in avanzo.

Ma le responsabilità restano molte, come si legge nella premessa del documento: “Il triennio verso cui ci si avvia impone l’obbligo di riequilibrare le scelte di programmazione sanitaria, nell’ultimo decennio fortemente incentrata sul contenimento dei costi, ponendo la persona e il suo percorso assistenziale al centro degli obiettivi programmatori. In tale contesto, la declinazione a livello regionale delle indicazioni del Piano Nazionale delle Cronicità rappresenta una grande opportunità per favorire la presa in carico del paziente, il miglioramento dei processi assistenziali e la tempestività nella risposta del SSR, ma anche per un miglioramento nell’utilizzo appropriato delle risorse umane, finanziarie e strutturali”.


L’obiettivo che Regione Lazio deve porsi nei prossimi anni, dunque, è quello di consolidare il grande lavoro di recupero di efficienza contabile e gestionale, che ha permesso di arrivare all’equilibrio economico, e avviare azioni migliorative, “da sostenere - si evidenzia nel documento - anche attraverso un coerente orientamento degli assetti regolatori, in quegli ambiti nei quali non si sono ancora raggiunti standard di efficacia, efficienza e appropriatezza dei processi”.

Nello specifico, obiettivo del prossimo triennio sarà quello di avviare un percorso di trasformazione del sistema verso la piena integrazione tra ospedale, territorio e prevenzione, al fine di garantire la semplificazione dei percorsi dei cittadini, adeguati e appropriati livelli di assistenza ai pazienti cronici, nonché azioni di promozione della salute e di prevenzione nella popolazione generale, a beneficio delle future dinamiche dei bisogni di salute e della capacità di rispondere alle sfide del sistema.

Si investirà sul miglioramento strutturale e tecnologico, ricorrendo ai finanziamenti previsti in materia di edilizia sanitaria e migliorando i flussi informativi in termini di tempestività, completezza e qualità, sia nel processo di formazione del personale, in particolare sui temi dell’alta formazione gestionale- organizzativa.

Sarà inoltre necessaria una revisione della governance istituzionale del SSR, che preveda l’accentramento di alcune funzioni tecnico-specialistiche di carattere organizzativo-gestionale, consentendo una maggiore focalizzazione delle Aziende sanitarie nei servizi alla persona.

In questo contesto rientra anche l’istituzione dell’Azienda 0 il cui obiettivo, si evidenzia nel documento, “non è ridurre l’ambito di autonomia delle singole Aziende e la relativa responsabilità, ma cercare di razionalizzare e standardizzare processi attraverso un’azienda dedicata ad affrontare e risolvere i punti critici”.

Per il potenziamento dell’assistenza territoriale si punterà al Distretto, “oggi percepito dal cittadino principalmente come luogo di autorizzazione o certificazione per accedere a servizi sanitari e non sanitari” mentre “sarebbe deputato a svolgere una funzione di ‘tutela’ dei cittadini residenti, di valutazione dei bisogni, committenza e gestione dell’offerta di servizi nell’ambito delle cure primarie, dell’integrazione socio-sanitaria, della riabilitazione territoriale, dei servizi rivolti alle persone non autosufficienti, delle dipendenze e delle attività consultoriali”. Una mission da recuperare e realizzare. A questo scopo essenziale sarà la definizione del fabbisogno quantitativo e qualitativo di personale per i distretti aziendali; la definizione del fabbisogno formativo del personale dei distretti aziendali; l’implementazione di un sistema informativo integrato che copra tutte le attività del distretto (anche in termini di valutazione e monitoraggio), la definizione del ruolo/responsabilità del distretto nella gestione dei percorsi di cura del paziente cronico. 


Per il percorso assistenziale integrato territorio-ospedale-territorio si punterà invece sulla implementazione di sistemi per la dimissione concordata, attraverso uno strumento informatico per la comunicazione integrata ed in tempo reale tra i reparti di degenza ed il Distretto (per l’Assistenza Domiciliare) (si veda paragrafo Integrazione ospedale-territorio), nonché sulla realizzazione della “presa in carico” del paziente cronico o comunque inserito all’interno di un PDTA, secondo precisi protocolli di gestione dei percorsi e dei follow-up, con la possibilità di provvedere alla prenotazione delle prestazioni “di controllo”.
 
Per il personale, l’intenzione è passare da una “mera amministrazione del personale a un sistema che metta in primo piano lo sviluppo del potenziale del personale attraverso una attenta valutazione dell’effettivo fabbisogno, una approfondita analisi del livello di competenze, conoscenze e attitudini possedute e di quelle considerate necessarie, misure tutte finalizzate ad evitare un ulteriore impoverimento delle risorse umane del SSR e a supportare le conseguenti manovre collegate alla innegabile necessità di assicurare adeguatezza e completezza del turn over registrato sempre in crescita”.
 
La nuova governance avrà anche l’obiettivo di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato, “da ricondurre esclusivamente nel proprio alveo normativo, finalizzato a soddisfare esigenze temporali limitate ed urgenti, in funzione di prevedibili picchi di attività, generando nuovi stimoli nel personale neoassunto a vantaggio di un miglioramento nell’assistenza al paziente. Una programmazione puntuale delle assunzioni risulta essere elemento imprescindibile per il mantenimento del sistema, anche conseguentemente alle carenze derivanti dal sempre più crescente numero di cessazioni incrementato a seguito dell’introduzione delle nuove disposizioni pensionistiche nazionali”.
 

E poi telemedicina, anche sulla scia delle esperienze e delle necessità emerse durante l’emergenza covid. In particolare il piano della Regione Lazio prevede i seguenti progetti:

- Telesalute: al fine di garantire l’implementazione dei servizi di telesalute, prevalentemente a domicilio, ad una più ampia platea di pazienti affetti da patologie croniche è necessario: 1) completare l’attivazione dei Centri Servizi telesalute all’interno delle strutture sanitarie, per la gestione dei dati del telemonitoraggio, ed il supporto ai Centri ADI, Specialisti, MMG e PLS per la gestione della terapia, degli accessi infermieristici e per migliorare la informazione e formazione (knowledge and behaviour) del paziente; 2) integrare i sistemi di telesalute con gli applicativi regionali disponibili (sistema Recup, ricetta dematerializzata, Sistema Informativo Assistenza Territoriale, Fascicolo Sanitario Elettronico); 3) definire un sistema informativo per la raccolta dei dati di attività di telemonitoraggio; 4) definire le modalità di remunerazione dei servizi di Telesalute; 


- Teleconsulto: nel percorso assistenziale dei pazienti, si rende talvolta necessario il consulto tra medici di specialità non presenti all’interno della stessa struttura e la discussione dei casi clinici più complessi in un contesto multidisciplinare. Il Teleconsulto, in questo ambito, si rivela di particolare utilità perché permette l’accesso alle opinioni di esperti di diverse discipline presenti nelle varie strutture. Per l’estensione dell’utilizzo del teleconsulto nelle reti cliniche è prevista 1) la definizione di un documento tecnico per l’integrazione della piattaforma di Teleconsulto ADVICE con gli strumenti di gestione ed eventuali sistemi applicativi attualmente in uso nelle differenti strutture ospedaliere di ricovero, riabilitazione, postacuzie e territoriali 2) definizione delle tariffe per il teleconsulto; 


- Telemedicina per il sistema dell'emergenza: 1) evoluzione dei sistemi Telemed, ADVICE, ed integrazione con il nuovo sistema informativo dell'emergenza ospedaliera; 2) evoluzione web del nuovo sistema dell'emergenza ospedaliera ed integrazione con i sistemi informativi regionali, certificazione INPS, sistema ricetta dematerializzata e Recup. 


- Formazione degli operatori sulle nuove tecnologie al servizio dei percorsi clinici 


- Formazione dei pazienti all’autocura della propria patologia attraverso strumenti di Telesalute 


Un ruolo importante lo svolgeranno anche le farmacie, con la sperimentazione della Farmacia dei servizi, in “una visione moderna di inserimento della farmacia nell'ambito della Comunità di pratica per la presa in carico dei pazienti cronici”. In questo senso, si legge nel documento, “la farmacia va riorientata a fornire servizi al paziente, con specifico riferimento al miglioramento della aderenza terapeutica, alle cure domiciliari e alla integrazione con il team della Comunità di Pratica, retribuendo la farmacia stessa mediante onorario e quindi sganciando la remunerazione dal prezzo dei farmaci. Implementazione di progettualità con le farmacie di comunità al fine di monitorare l’appropriatezza e l’aderenza nelle terapie per la cronicità”.

Evidenziato anche il ruolo delle farmacie di comunità nell’apertura del fascicolo sanitario che, nei piani della Regione, dovrebbe facilitare la completa presa in carico dell’assistito cronico e polipatologico nonché ulteriori progetti di dematerializzazione del promemoria farmaceutico grazie all’attivazione del fascicolo farmaceutico

30 giugno 2020
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