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Lombardia. Approvata riforma Pronto soccorso


L’attribuzione del codice di accesso nei casi meno gravi sarà stabilita solo alla fine del percorso assistenziale. In questo modo si stabilirà con più certezza chi dovrà pagare il ticket di 25 euro per i codici bianchi. Ecco tutte le novità della riforma approvata dalla Giunta lombarda.

10 MAG - Ambulatori 'taglia-code' in 30 ospedali per i casi meno gravi che si presentano al pronto soccorso (codici bianchi e codici verdi), sistemi informativi per consentire ai parenti in attesa di conoscere la situazione della persona al pronto soccorso e i tempi d'attesa, e revisione dei criteri di attribuzione dei codici bianchi. Sono queste le tre novità della riforma dei pronto soccorso lombardi, contenute nella delibera approvata mercoledì 9 maggio dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità Luciano Bresciani.

Una riforma, i cui principi erano già contenuti nelle Regole 2012 per il servizio socio sanitario, che potrà contare su un finanziamento di 7,5 milioni di euro che andranno a 30 pronto soccorso con oltre 30mila accessi l'anno, o con un numero inferiore di accessi ma che siano presidi capofila di aziende ospedaliere chiamati ad attivare percorsi differenziati di carattere ambulatoriale nella fascia oraria 8-20 (o anche con fasce orarie ridotte a seconda delle esigenze) per curare i casi meno gravi (codici bianchi e codici verdi). Dei fondi, 50mila verranno assegnati a ciascuno dei pronto soccorso (per un totale di 1,5 milioni di euro) per inserire nelle sale d'attesa i monitor informativi, e 200mila euro sempre agli stessi 30 ospedali (per un totale di 6 milioni) per realizzare ambulatori 'taglia-code' dentro il pronto soccorso dedicati ai codici bianchi e verdi.

A lavorarci potranno essere medici dell'ospedale o, se il direttore generale della struttura lo riterrà opportuno, anche medici di medicina generale, che diano la loro disponibilità. "Lo scopo del provvedimento - spiega il presidente della regione Roberto Formigoni – è migliorare la qualità e la gestione di un servizio che conta 2,3 milioni di accessi ogni anno. Stanziamo 7,5 milioni per tagliare le code e ridurre le attese, non lasciare i parenti privi di informazioni come spesso avviene oggi, perfezionare e uniformare i criteri di attribuzione dei codici verdi (75% del totale degli accessi) e bianchi (8-9%) per rendere più appropriati gli accessi".
 
Per uniformare le valutazioni, oggi differenziate, sull'urgenza di un caso che si presenta in pronto soccorso e relativa attribuzione del codice, vengono quindi meglio definiti i criteri per il codice bianco, soggetto al pagamento di un ticket di 25 euro, che di fatto sarà per i casi che richiedono un trattamento ambulatoriale. Solo al termine dell'intervento però sarà possibile stabilire correttamente il codice, anche perché un caso che può essere considerato all'inizio un codice verde, può rivelarsi  meno serio di quanto ipotizzato e quindi "trasformarsi" in codice bianco. Viene dunque introdotto il "codice bianco alla dimissione", per tutti quei casi che hanno richiesto trattamenti semplici e limitati nel tempo. Non lo saranno invece i pazienti per cui sia necessario il ricovero, o sia richiesto un periodo di osservazione di durata superiore a 6 ore, che abbiano riportato fratture o lussazioni, ustioni di primo grado di estensione superiore al 18% della superficie corporea o ustioni di maggiore gravità, abbiano mostrato condizioni di rischio legate allo stato di gravidanza. Saranno invece classificati come "codice bianco alla dimissione" tutti i pazienti non rientranti in queste fattispecie o quelli con qualsiasi classificazione di triage di accesso che autonomamente lasciano il pronto soccorso, prima della chiusura del verbale. "Questa riforma - aggiunge Bresciani - si affianca alla introduzione dei Creg (nuovo sistema di di presa in carico dei cronici) e permette una maggiore appropriatezza di accessi al pronto soccorso".
 
E adesso la riforma degli n”Accreditamenti”
Dopo il pronto soccorso, ad essere 'cambiato' sarà molto probabilmente il sistema degli accreditamenti in Lombardia. L'assessorato sta infatti lavorando ad una delibera in cui si stabilisca che la struttura sanitaria privata garantisca la stabilità finanziaria per tutta la durata annuale del contratto. “L'idea – spiega Bresciani – è che se la mancanza di stabilità finanziaria mettesse a rischio l'erogazione del servizio, allora questo sarà affidato dalla Regione a un'altra struttura lombarda che ne abbia i requisiti e i posti letto, e i costi saranno addebitati all'ospedale accreditato inadempiente”. Su come però le strutture sanitarie dovranno garantire la propria stabilità finanziaria al momento della stipula della convenzione le idee non sono molto chiare ancora, anche perchè sembra che il bilancio continuerà a essere non richiesto.
 
Adele Lapertosa

 

10 maggio 2012
© Riproduzione riservata


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