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Lombardia. Pd su carta Siss: “Attivata solo dal 15% degli assistiti”


La smart card che registra i dati provenienti da studi medici e strutture di cura, sembrerebbe essersi rivelata un flop secondo i dati riportati dai consiglieri del Pd, Alessandro Alfieri e Roberto Carlo Rossi. La ‘colpa’ sarebbe da attribuirsi all’eccessiva complessità del sistema.

25 MAG - Era stato presentato come il fiore all’occhiello dell’e-Health pubblica. Si tratta della Carta regionale dei servizi (Crs), la smart card con microchip che sostituisce la tessera sanitaria e funziona da chiave di accesso al Siss, il Sistema socio informativo della Regione Lombardia. Il Siss registra tutti i dati provenienti da studi medici  e strutture di cura che vengono poi utilizzate da operatori e aziende sanitarie. Il tutto sembrerebbe, però, essersi rivelato un flop. Secondo quanto riportato in conferenza stampa dai consiglieri  regionali del Pd, Alessandro Alfieri e Roberto Carlo Rossi, “la carta è stata attivata solo dal 15% dei lombardi”.

“Si è trattato di un investimento importante, la Crs è costata 1 mld e 530 mln di euro – ha detto Alfieri – nonostante sia stato presentato con tante potenzialità, di fatto, il sistema è stato sinora sottoutilizzato dai cittadini a causa di diverse criticità”.
Innanzitutto, per utilizzare la carta online si deve essere in possesso di un codice Pin che deve essere richiesto presso le Asl, le sedi di SpazioRegione o gli uffici postali. “Un altro problema – ha spiegato Alfieri - CSR è rappresentato dal lettore che deve essere installato e collegato al computer per permettere l’accesso ai servizi: ad oggi sono stati distribuiti solo 400mila lettori sui 600mila acquistati da Lombardia Informatica nel 2008 perché in molti non sapendo come, dove e perché richiederli hanno evitato di andare a cercarli. Mentre gli utenti attivi – ha proseguito - sono solo 191822 pari al 2,1% dei possessori della carta”.


Lo stesso Alfieri, insieme a Gianantonio Girelli, responsabile Sanità del Pd lombardo, hanno perciò avanzato due proposte per ridare senso e funzionalità alla Crs: l’invio a casa del Pin in automatico a tutti i possessori della CRS così come avviene per carte bancarie in modo da semplificare la vita ad anziani e lavoratori; e la rapida estensione del modello sperimentato a Varese e Vimercate che prevede l’accesso online ai servizi della Crs senza l’utilizzo dell’apposito lettore che ha rappresentato sinora una forte limitazione.

25 maggio 2012
© Riproduzione riservata


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