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Forum Mediterraneo. Giannotti: “La Sicilia può offrire molto alla sanità italiana”


Il presidente della Fondazione Sicurezza in Sanità spiega le ragioni che lo hanno convinto a partecipare all’organizzazione del Forum Mediterraneo a Palermo: “Qui da quattro anni si sta giocando una partita di grande interesse”

07 GIU - Già oltre 3mila presenze, con la prospettiva di arrivare a 7mila al termine della kermesse, decine di stand a rappresentare tutte le realtà della sanità siciliana in una “Piazza della Salute” che occupa l’intera area di fronte al teatro Politeama, all’interno del quale si svolgono i convegni e i seminari.
Sono queste le coordinate del secondo Forum Mediterraneo della Sanità, organizzato dall’assessorato siciliano alla sanità, contando sull’esperienza di Vasco Giannotti, presidente della Fondazione Sicurezza in Sanità e ideatore del Forum Risk management di Arezzo, che quest’anno a novembre avrà la sua settima edizione.

Presidente Giannotti, cosa l’ha convinta a portare in Sicilia l’esperienza del Forum di Arezzo?
Lo scorso anno l’assessore Russo, dopo aver partecipato al Forum di Arezzo, mi ha invitato a fare una scommessa qui in Sicilia ed io ho accolto l’invito con grande piacere perché nella mia testa c’era già l’idea di fare una sorta di percorso di Forum. Il Forum di Arezzo resta il momento di sintesi, ma nel corso dell’anno si deve sviluppare sempre più un lavoro preparatorio fatto di seminari, di incontri e anche di presenze in altre realtà del Paese. In particolare la Sicilia mi sembrava, come poi è risultata essere, un’esperienza di grande importanza, non solo perché è Mezzogiorno, ma perché qui da quattro anni si sta giocando una partita molto significativa. Significativa non solo sul piano del risanamento economico, ed è straordinario che la Sicilia sia riuscita a riportare i bilanci della sanità in pareggio, ma anche per l’avvio di riforme che hanno restituito alla sanità siciliana quell’elemento di legalità e di trasparenza che, come sappiamo, non sempre è stata la caratteristica di questa Regione.

Che ruolo può avere il Forum in questo percorso della sanità siciliana?
L’idea del Forum che si è concretizzata è quella di mettere a confronto la Sicilia con le altre realtà del Paese, per misurare, avendo come indicatore fondamentale  quello della sicurezza e della qualità delle cure, cosa accade con il procedere del federalismo e con la gestione dei Piani di rientro. Capire, insomma, si le diverse “Italie” della sanità si avvicinano o si allontanano, se le differenze tra le Regioni aumentano o diminuiscono.
Siamo tornati anche per misurare il percorso compiuto da un anno a questa parte e stiamo verificando come la Sicilia possa avere un grande ruolo nazionale, diventando non solo un soggetto richiedente, ma anche mettendo a disposizione le proprie efficienze, le proprie competenze e le proprie eccellenze per concorrere ad un progetto, oggi assolutamente indispensabile, di rinnovamento e di riforma radicale della sanità in Italia.

Il nome stesso di questo Forum si rivolge anche ad altri Paesi del Mediterraneo. Cosa è previsto in questo ambito?
Il Forum si chiama Mediterraneo perché la scommessa è anche quella di fare della Sicilia un ponte verso i Paesi del Mediterraneo. L’anno scorso abbiamo avviato un network sulla rete trapiantologica, quest’anno  lanciamo un progetto che riguarda le ustioni. La Sicilia, con una sanità rinnovata, può esportare modelli, competenze, know how, formazione. E anche sostenere le situazioni di maggiori difficoltà, come nel caso la del progetto per la costruzione di un ospedale nel Burundi, seguito dall’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù.

07 giugno 2012
© Riproduzione riservata

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