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Lazio. Pronto soccorso in tilt e taglio dei posti letto? Ecco la ricetta di Fimmg e Anaao

Migliorare la gestione dei codici bianco–verdi anche attraverso il “filtro territoriale”, implementare gli ospedali di comunità e altri modelli di medicina generale che, in collegamento con gli ospedali, possano orientare le risposte assistenziali del paziente. Ecco alcune delle proposte congiunte di Anaao e Fimmg Lazio.

12 LUG - Pronto soccorso intasato, Ucp, Nuclei di cure primarie, ospedale di prossimità, Ambulatori di medicina generale… Sono numerosi i modelli proposti negli ultimi anni per fronteggiare le difficoltà di assistenza sanitaria al cittadino, ma “ogni associazione medica ha una sua ricetta, una sua soluzione e spesso si guarda con diffidenza il collega pensando che le responsabilità del mal funzionamento del servizio sanitario non siano proprie ma dell'altro”.

Per invertire questa tendenza, l’Anaao Lazio e la Fimmg Lazio hanno presentato un documento di proposte congiunte per consentire di orientare appropriatamente le risposte assistenziali del paziente e garantire una reale presa in carico del cittadino. Proposte che partono dalla recente esperienza degli Ambulatori di Medicina Generale allocati in prossimità del pronto soccorso dei principali ospedali del Lazio e che, secondo l’Anaao e la Fimmg Lazio, “al di là delle polemiche delle ultime settimane hanno avuto il grandissimo merito di mettere intorno a un tavolo le principali organizzazioni sindacali della medicina generale e dei medici ospedalieri” facendo accrescere “la consapevolezza del singolo ruolo di ognuno e delle responsabilità di ogni attore sanitario”. Un’esperienza che può servire ad indicare “alcune soluzioni condivise in grado di rispondere alle esigenze del cittadino in maniera appropriata, fornendo agli amministratori delle opportunità per tentare di risolvere il problema” tenendo conto del “grave contesto economico e sociale nel quale attualmente versa la Regione Lazio ed in particolare dell’invecchiamento della popolazione (che nei prossimi 30 anni è stimato con una crescita dal 21 al 35% circa) e del debito crescente nonostante il Piano di Rientro, del quale la Sanità costituisce il 75%”.


La soluzione, secondo Fimmg e Anaao Assomed Lazio, “non può essere ridotta alla sola collocazione e gestione dei ‘codici minori’”.

Tra le azioni necessarie, secondo i due sindacati, “è prioritario implementare, rivedendo le modalità di accesso, limitate da  normative troppo restrittive, la costituzione di strutture territoriali di prossimità (Ospedali di comunità o altro) gestite dalla medicina generale e ad alta intensità infermieristica. Tali strutture potrebbero consentire la liberazioni di posti letto per acuti migliorando la situazione nei reparti di pronto soccorso e nei DEA”.

L'istituzione di modelli assistenziali H12, “come quelli ideati a Roma a Piazza Istria, dove 60 medici di famiglia hanno realizzato una struttura aperta 12 ore al giorno, festivi e prefestivi compresi, con i medici che hanno inserito i dati dei propri pazienti in rete tra di loro”, possono, secondo l’Anaao Lazio e la Fimmg Lazio, “costituire un modello da  iproporre, soprattutto nelle aree urbane, con una presenza almeno distrettuale”.Il tutto, però, deve avvenire in collegamento con gli ospedali di riferimento, “creando quella necessaria rete in grado di consentire una reale presa in carico del cittadino”.

Un intervento strutturale sul territorio, secondo i due sindacati, “non può prescindere dall’istituzione di modalità di recepimento della richiesta di intervento: il cittadino che chiede assistenza può, nei giorni feriali, rivolgersi al proprio medico di famiglia o all’UCP alla quale questi afferisce, ma nelle altre ore della giornata si trova di fronte ad una offerta di numeri telefonici pletorica e non funzionale: 118, Guardia Medica, centrale d’ascolto degli Amb. Med. sono solo i principali numeri ai quali rivolgersi; manca pertanto un numero unico, identificato nell’UE con il 112, che potrà fornire una risposta medica alle esigenze del cittadino indirizzandolo, attraverso interventi di personale sanitario qualificato e adeguatamente formato, sulla soluzione più idonea al caso presentato”.

Inoltre, “la determinazione di percorsi condivisi di invio al pronto soccorso e alla strutture di emergenza con canali preferenziali definiti e ben codificati (accettazione assistita) che consentano al paziente di essere visitato prioritariamente in quanto già “screenato” dal proprio medico o dalla struttura territoriale, potrebbe costituire una ulteriore opportunità per snellire le procedure di accettazione e rendere più' appropriati gli accessi al pronto soccorso”.

La definizione di percorsi di accesso alle strutture ospedaliere e la costituzione di un modello condiviso di accettazione con le caratteristiche sopra elencate, renderà l’accesso al pronto soccorso limitato alle sole vere emergenze che devono saltare le strutture intermedie.

La tecnologia informatica inoltre, secondo Anaao e Fimmg Lazio, potrà “consentire, attraverso le effettuazioni di esami in telemedicina, la gestione di un certo numero di patologie, con costi contenuti, direttamente dalle strutture territoriali evitando ulteriori allungamenti delle liste d’attesa e possibilità di interventi precoci e appropriati realizzando la citata presa in carico del paziente cronico e fragile. Si rende pertanto necessario rivedere le regole autorizzative delle strutture territoriali per consentire la possibilità di effettuare prestazioni diagnostiche ora impossibili da fornire”.

La messa in rete dei dati clinici dei pazienti rappresenta una ulteriore opportunità in grado di facilitare interventi curativi. Resta, però, il “grave problema” del dialogo e della messa in rete tra MMG e le strutture ospedaliere, aziendali e universitarie. Per questo i sindacati chiedono “un deciso intervento della parte pubblica sulle croniche carenze strutturali dei servizi in termini di forniture di software e hardware per dialogare con un territorio che, con mezzi propri, ha già in gran parte risolto i problemi”.

Fondamentale, infine, sarà la “collaborazione con le organizzazioni dei cittadini e una informazione corretta e puntuale dell’utenza”. “Il cittadino – spiegano Anaao e Fimmg Lazio - deve essere formato e informato sui suoi diritti e doveri. Importante è, quindi, l’intervento dei media e ancor più del MMG che dovrà sfruttare quella che rappresenta la sua principale forza e peculiarità ovvero il rapporto fiduciario con il proprio assistito”.
 

12 luglio 2012
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