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Forum Risk Management/8. La sfida delle Direzioni strategiche per affrontare i cambiamenti

Federsanità Anci, Fiaso, Anmdo e Card sono in prima fila per affrontare il cambiamento necessario a garantire il diritto alla salute. E lanciano dal Forum la loro sfida: “Siamo pronti per mettere in atto con grande professionalità azioni a vantaggio del cittadino e degli operatori sanitari che ogni giorno prestano la loro attività con grande competenza e rigore”

28 NOV - Le direzioni strategiche delle Aziende hanno dato prova di una grande evoluzione organizzativa. Tanti passi in avanti sono stati compiuti sul fronte della governance per processi mettendo in atto modelli innovativi che hanno consentito al Ssn di essere collocato ai primi posti al mondo in termini di efficienza e di innalzamento dell’aspettativa di vita. Eppure non mancano le critiche sul loro operato.
 
Ma Federsanità Anci, Fiaso, Anmdo e Card non ci stanno e nel corso della seconda giornata del Forum Risk management 2018 hanno detto la loro. Sottolineando l’importanza delle azioni messe in atto a partire dall’organizzazioni delle Reti e dei Pdta, fondamentali per garantire assistenza e continuità delle cure ai cittadini.
 
“Riceviamo continue critiche da parte del Governo sulle direzioni strategiche – ha spiegato Tiziana Frittelli, Presidente di Federsanità Anci – noi non siamo perfetti ma respingiamo con forza qualsiasi attacco. Rispondiamo di una corretta gestione etica e rigorosa. Respingiamo la connivenza con la politica con la “p” minuscola, ci siamo svincolati e se non fosse stato così non saremmo il quarto Paese al mondo in termini di efficienza. Ogni giorno lavoriamo per tutelare le risorse e i nostri professionisti. Siamo impegnati nella tutela della categoria non lobbistica, ma della dignità professionale. I nostri stipendi sono fermi al 2001 eppure come soldatini siamo sempre stati sul campo. Ora c’è la necessità dei decreti attuativi della legge 24”.  
 
“Le direzioni strategiche in questi 40 anni hanno sicuramente dato prova di una grande evoluzione organizzativa – prosegue – insieme alle direzioni sono cresciuti tutti gli attori delle direzioni strategiche. Si pensi a quanti passi avanti hanno fatto le professioni sanitarie che oggi riempiono di contenuti anche la nostra governance per processi. Si pensi all’entrata nelle direzioni degli ingegneri clinici, degli ingegneri gestionali. Le direzioni strategiche hanno dato dimostrazione durante questo arco di tempo di mettere in atto continui modelli innovativi che hanno consentito a Ssn nei primi posti al mondo in termini di efficienza e hanno contribuito anche a un innalzamento dell’aspettativa di vita. Oggi Federsanità è impegnata a ridefinire il rapporto socio assistenziale con gli enti locali e anche a difendere la professionalità dei dg che ci spiace constatare immotivatamente attaccata. Ci si dice che siamo legati alla politica, ma non è vero: siamo nominati come è logico dalla politica perché le aziende sono proprietà pubblica, i beni sono pubblici e vanno difesi e tutelati. Ma se c’è una classe dirigente che davvero ha fatto grandi sforzi verso la professionalità con un distacco da scelte politiche rispetto a scelte professionali – ha concluso –  è proprio la classe dirigente dei Dg e delle direzioni strategiche. Quindi noi oggi siamo qui per ribadire ancora una volta che vogliamo proseguire in un discorso di grande professionalità a vantaggio del cittadino, a vantaggio degli operatori sanitari che ogni giorno prestano la loro attività con grande competenza e con grande rigore”.
 
 
Le reti cliniche e i percorsi diagnostico terapeutici sono due concetti che vengono avanti da molti anni nel sistema sanitario nazionale e sono stati una spinta delle aziende all’innovazione. Così Francesco Ripa di Meana, Presidente Fiaso che ha ricordato come le azioni si siano concentrate su quattro aspetti dell’innovazione: disuguaglianza di accesso e qualità delle cure, governance del sistema e delle aziende, innovazione tecnologica e innovazione sul capitale umano.
 
“La spinta all’innovazione provoca una modifica dell’attenzione delle reti con un cambiamento che va a impattare sulle modificazioni dei sistemi di governance: non più reti provinciali ma reti regionali e interaziendali; non più reti centrate sul professionista, ma sul paziente – ha detto – la tecnologia aiuta, ma il problema dei sistemi informativi orizzontali è un problema quotidiano; abbiamo sistemi informatici costruiti a canne d’organo. La trasversalità dei percorsi che presuppongono questa nuova modalità di rete ha bisogno di tecnologie digitali ma anche della capacità di parlarsi, dei clinici e degli amministrativi, e soprattutto di fare del paziente lo snodo attraverso cui tutto il sistema si rimette in ordine”.
 
In questo scenario i Distretti sono un’importante maglia di collegamento. “Il distretto è lo snodo delle reti – ha evidenziato Gennaro Volpe, Presidente nazionale Card – all’interno del distretto bisogna trovare delle strategie condivise con tutti i vari attori presenti sul territorio. È un ruolo importante sul fronte dell’integrazione e della continuità sia con la parte ospedaliera all’atto della dimissione sia con la parte sociale: tutte le patologie, soprattutto quelle croniche, hanno anche dei problemi a livello sociale. E noi tuteliamo questi bisogni in quanto siamo porte privilegiate di accesso alle cure. Dobbiamo cercare anche di migliorare la comunicazione tra i vari attori del processo ma anche con i cittadini che devono essere coscienti e devono sapere come avviene la loro presa in carico e come vengono poi inseriti all’interno delle reti territoriali”.

28 novembre 2018
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