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Sardegna. L’Ipasvi Carbonia-Iglesias: “Il riordino della rete ospedaliera è attuale e attuabile”

In una lunga nota inviata all’assessore alla Sanità Luigi Arru, il Collegio analizza le proposte per il riordino e sottolinea che gli infermieri sono pronti a dare il proprio contributo “con l’obiettivo di provare a migliorare il sistema e attendere alle aspettative dei cittadini”

21 SET - Il  principio del “prendersi cura” è introdotto da tempo nella cultura professionale infermieristica, ed è nel “prendersi cura” delle sorti della rete ospedaliera in Regione Sardegna e nella nostra provincia che intendiamo  leggere l’impegno dell’Assessorato Sanità.
 
Questo è il motivo principale per il quale riteniamo doveroso recepire e ragionare su tutto ciò che nasce, cresce, si propone e si sviluppa intorno alla “innovativa” sfida lanciata, fosse anche solo per dibatterla. Il riordino è attuale e attuabile ma per la sua concreta applicazione deve essere tecnicamente rimandato in attesa delle ulteriori determinazioni della Ras e della rivisitazione complessiva del Piano Sanitario Regionale e dell’adozione dei nuovi atti aziendali.
 
L’impegno proposto dall’Assessorato parte da un ragionamento che esula, pur tenendone conto, da un calcolo meramente economico ed avvia tutti gli attori della sanità ad un approfondimento su quale qualità, doveeche servizi e prestazioni garantire ed erogare, comei cittadini possano fruirnein tutta la regione Sardegna e per quanto ci riguarda nel territorio del Sulcis Iglesiente, che con il riordino ha la definitiva opportunità di cessare di essere considerato segmento geografico limitrofo dell’area vasta cagliaritana, autodeterminandosi nel dare risposte ai bisogni di salute dei suoi 140.000 abitanti.

 
Sulle responsabilità alla garanzia delle condizioni di sicurezza nella gestione di un ricovero ospedaliero e di una prestazione ambulatoriale o domiciliare, non possiamo che sostenere convintamente tale impostazione, anche perché l’approccio e lo schema mentale, assistenziale ed amministrativo nel considerare la sanità pubblica il terminale di “pretese geo politiche” più che di “reali bisogni di salute” è superato dai tempi  e dai fatti, ed è arrivato il momento che venga archiviato.
 
Si agisce, si assiste e si gestisce nell’interesse del cittadino. Tutti gli altri “centri di costo”, per quanto ci compete, è corretto ed auspicabile che siano definitivamente accantonati. Se, ad esempio, una u.o ad Iglesias o a Carbonia ha numeri, casistica, capacità ed esiti tali da essere autosufficiente, siamo i primi ad esserne soddisfatti, altrimenti è non solo giusto ma doveroso che venga superata ed alienata.
 
Ridisegnare la rete di integrazione ospedaliera e del territorio pone quindi gli addetti ai lavori Asl Carbonia e i cittadini nella condizione di dover considerare le altre realtà sanitarie pubbliche come una risorsa e non competitors. Ne consegue l’enorme potenziale che gli addetti ai lavori possano dedicarsi a mantenere, nel proprio ambito, il massimo livello di eccellenza possibile sia che si tratti di una Medicina nel Sulcis Iglesiente che di una CardioChirurgia a Cagliari, mentre i cittadini potranno certamente attendersi quanto necessario ai loro bisogni di salute e di assistenza considerando la conformazione geopolitica della provincia dove vivono e sono inseriti, e dove solo le evidenze cliniche e scientifiche, in rapporto al n. di abitanti, suggeriscono se un reparto-servizio abbia senso di esistere o meno, senza per questo assegnare all’assessore di turno e al direttore generale pro tempore la patente di taglia servizi.
 
I totem e le convenienze di “terzi” avulse dal contesto socio sanitario in trattazione, se non del tutto eliminate dovrebbero restare almeno sullo sfondo, perché vengono un gradino dopo il soddisfacimento dei diritti alla salute e alle cure tangibili. Su questo concetto siamo granitici e richiamiamo con forza la vs. attenzione.
 
Gli investimenti in sanità utilizzano infatti risorse economiche importanti e di tutti i contribuenti, e da ciò ne consegue che la sostenibilità delle spese debba essere documentata, giustificabile e appropriata dal punto di visto organizzativo e clinico. Se una Unità Operativa non si mantiene da se per mancanza di richiesta o per scarsità di statistica fino al limite o peggio per non sicurezza, è doveroso prenderne atto, convertendo quando possibile attività e servizi dai ricoveri ordinari al regime Day Hospital e dalle prestazioni ambulatoriali in Day Surgery.
 
Non dobbiamo cadere nell’errore di ambire a fregiarci di un titolo, ad esempio DEA I Livello, perché di bei contenitori vuoti è pieno il territorio, leggasi Crobu, mentre i cittadini più che alle insegne dei presidi ospedalieri guardano e hanno diritto alla sostanza delle cose, come ad esempio di avere assicurati i Lea, di vedere ridotti i costi di gestione del sistema salute, di veder curata una patologia, di non essere dimessi con lesioni da decubito, di non contrarre infezioni ospedaliere, di non subire esiti da cadute dal letto, di non attendere mesi per una consulenza, di ricevere una risposta ad un tentativo di chiamata telefonica, di ricevere un sorriso ed una manovra d’urgenza con lo stesso impegno prescindendo dal titolo assegnabile agli stabilimenti Asl Carbonia.
 
Gli infermieri di Carbonia Iglesias, 920, sono convinti che possono ancora dare, anche in sinergia con gli altri sanitari, un apporto significativo al dare gambe al riordino della rete ospedaliera in termini professionalità e competenza sia negli stabilimenti del Sirai di Carbonia, del CTO di Iglesias e del Santa Barbara di Iglesias che nel territorio dove siamo impegnati nello svolgimento della professione, sia nelle stanze dei bottoni dove, per il tramite del direttivo del Collegio, sono chiamati ad esprimere punti di vista non pretestuosi e preconcetti ma con l’obiettivo di provare a migliorare il sistema e attendere alle aspettative dei cittadini, favorendo la maggiore integrazione possibile tra gli stabilimenti ed il territorio e la rivisitazione dei percorsi assistenziali, nel rispetto di ruoli e abilità.
 
Il Direttivo Collegio Ipasvi Carbonia Iglesias
 
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21 settembre 2015
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