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Sardegna. Due interrogazioni alla Camera e al Senato sul caso Aias

Scongiurare conseguenze negative sui pazienti affetti da disabilità e tutelare la stabilità occupazionale di tutti i lavoratori Aias. Queste, in sintesi, le richieste avanzate da due interrogazioni presentate, dal Pd alla Camera, e a Palazzo Madama dai senatori di diversi gruppi parlamentari. La vicenda nasce dai provvedimenti disciplinari adottati dall'Aias verso i lavoratori in protesta per le retribuzioni "erogate sistematicamente in ritardo di 8 mesi".

01 MAR - Con due interrogazioni presentate, dai deputati sardi del Pd Francesco Sanna, Caterina Pes, Paola Pinna, Giovanna Sanna e Gianpiero Scanu, e a Palazzo Madama dai senatori di diversi gruppi parlamentari, Luciano Uras, Dario Stefano, Laura Bignami, Alessandra Bencini, Maurizio Romani, Ivana Simeoni, Giovanni Barozzini, Cristina De Pietro, Francesco Molinari e Giuseppe Vacciano, si chiede un intervento del Governo che scongiuri conseguenze negative sui pazienti e la qualità del servizio dell'Aias Sardegna.
 
Da diversi anni, si spiega nelle interrogazioni, soprattutto a causa degli ingenti ritardi nei pagamenti delle commesse da parte delle Asl appaltanti, si è aperta una vertenza con i lavoratori, "i quali lamentano il sistematico ritardato pagamento delle retribuzioni, che vengono di norma corrisposte per acconti ridotti, con il conseguente accumulo in capo ai dipendenti di un credito nei confronti del datore di lavoro, che attualmente sfiora le 8 mensilità". Gli stessi lavoratori e le loro rappresentanze si sono più volte rivolti all'autorità pubblica, alle aziende e all'amministrazione regionale. Si sono infine anche rivolti al Ministro della salute, in considerazione delle insufficienti risposte ricevute dalle competenti strutture locali e regionali.

 
In questo contesto di particolare conflittualità, si legge, "desta fortissima preoccupazione la denuncia dei lavoratori, i quali lamenterebbero da tempo un clima di tensione in azienda, di recente alimentato, come detto, dall'avvio di numerosi procedimenti disciplinari ritenuti irrituali e pretestuosi, instaurati in diversi casi nei confronti dei rappresentanti delle associazioni sindacali, uno dei quali sarebbe già sfociato nel licenziamento per asserita giusta causa ai danni di un dipendente, segretario provinciale della funzione pubblica Cisl, dipendente da 30 anni dell'Aias e finora portavoce nell'ambito della vertenza delle ragioni dei lavoratori".
 
Da qui la richiesta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, da parte dei deputati Pd, di attuare una verifica sulle retribuzioni dei dipendenti. Si chiede, inoltre, se i lavoratori “siano nel loro pieno diritto di chiedere gli arretrati direttamente ai debitori pubblici di Aias e Fondazione. Nel qual caso sarebbero evidentemente illegittime le sanzioni disciplinari poste in essere da Aias nei confronti dei dipendenti che in questi mesi cercano di portare a casa qualcosa utilizzando l’azione prevista dall’articolo 1676 del codice civile”.
 
La seconda iniziativa è invece rivolta al ministro dell’Interno, Marco Minniti, a cui competono poteri di indirizzo alle Prefetture, “che hanno compiti di controllo e possono sostituirsi agli organi delle fondazioni in caso di violazione di leggi, illegittimità e sviamenti nel loro operato rispetto alle finalità statutarie. I parlamentari ricordano che “si possono così annullare le delibere che abbiano posto in essere tali eventuali violazioni, nonchè sciogliere gli organi di amministrazione con la nomina di un commissario”.
 
I senatori, nella loro interrogazione, chiedono al ministro Poletti, e a quello della Salute, Beatrice Lorenzin, se intendano intervenire presso le competenti autorità e gli enti preposti, in ragione della necessaria assistenza alle persone con disabilità o in stato di necessità per non autosufficienza, e quali iniziative intendano intraprendere per intervenire a tutela dei diritti e della stabilità occupazionale di tutti i lavoratori, e in particolare, quali iniziative intendano intraprendere a tutela della libertà sindacale in Aias e al fine di scongiurare eventuali casi di provvedimenti disciplinari ritorsivi irrogati nei confronti dei lavoratori che svolgano attività sindacale all'interno dell'azienda.
 
Infine, viene chiesto a Poletti e Lorenzin se intendano attivarsi concretamente, al fine di "superare le condizioni di difficoltà nelle quali la Regione Sardegna si trova, a causa dei mancati trasferimenti finanziari relativi agli interventi in materia sanitaria (malattie rare, farmaci salva, vita, eccetera)".

01 marzo 2017
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