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Punto nascita de La Maddalena. Anaao: “La sicurezza non è un optional”

La Commissione Pediatria dell’Anaao Assomed interviene sulle proteste delle mamme per la chiusura del punto nascita. “Le mamme dovrebbero protestare qualora un improvvido Assessore pretendesse di obbligarle a partorire in condizioni di insicurezza laddove l'unica speranza è che ‘vada tutto bene’”

20 MAR - “Sui punti nascita arrivano notizie inquietanti dalla Sardegna. Le mamme de La Maddalena per i  60-70 parti/anno previsti pretendono il punto nascita e lo fanno con un simpatico flash mob indirizzato al loro Assessore. La sicurezza del percorso nascita è oramai un optional. Spostare verso le politiche populistiche anche temi rilevanti come il rischio clinico può risultare estremamente pericoloso”. È la posizione della Commissione Pediatria dell’Anaao Assomed.

“L'Italia – prosegue la Commissione Pediatria dell’Anaao Assomed in una nota - ha sull'argomento, forse in modo inaspettato, una normativa di assoluta garanzia a tutela della salute del nascituro (che non può decidere dove nascere) e della sua mamma. Un punto nascita deve avere almeno una guardia h24 del ginecologo, del pediatra, di due ostetriche, dell'anestesista oltre ad una radiologia, un laboratorio ed una adeguata dotazione tecnologica corredata da personale esperto in grado di utilizzarla. Qualora una regione decidesse di sostenere una tale dotazione di risorse per sedi con volumi di attività così limitati e ammesso di trovare i 7-8 pediatri, 10 ginecologi e tutto il resto di specialisti disposti a vivere nella bellissima isola sarda, garantire a tutti, a fronte di una casistica inesistente, il mantenimento delle capacità professionali nel tempo sarebbe impossibile. Gli eventuali casi di rianimazione neonatale, emorragie post partum o distacchi di placenta, sarebbero gravati inevitabilmente da un tasso di esiti negativi inaccettabile”.


Per la Commissione Pediatria dell’Anaao Assomed, dunque, “le mamme de La Maddalena dovrebbero protestare con tutta la loro energia qualora un improvvido Assessore pretendesse di obbligarle a partorire in condizioni di insicurezza laddove l'unica speranza è che ‘vada tutto bene’. Esigere il trasporto per tempo in sedi appropriate dove essere ospitate e poter dare alla luce con la massima sicurezza possibile il proprio bambino, è un diritto che ogni madre a padre devono pretendere per i loro figli. Seguire la scia di guerre di campanile su questioni così delicate e scientificamente non contrattabili non è accettabile. La Costituzione italiana obbliga le istituzioni alla tutela della salute dei propri cittadini e dei minori in particolare, ovunque, anche nelle sedi più difficili. Su questi temi non si possono accettare compromessi”, conclude la Commissione Pediatria dell’Anaao Assomed.

20 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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