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Presidi medici. La Corte dei Conti bacchetta la Regione. Arru: “Spesa ridotta, effetti evidenti nei prossimi anni”

I giudici contabili parlano di un incremento di spesa del 28,3% dal 2013 al 2016 per i presidi e di dati trasmessi dalla regione troppo carenti per una analisi approfondita. Arru assicura l’impegno della Regione sui flussi informativi e precisa: “La spesa è iniziata a scendere dal 2016 e nel 2017 e 2018 sono state aggiudicate o bandite gare in unione che manifesteranno i loro effetti economici negli anni seguenti”.

12 DIC - Bacchettata della Corte dei Conti alla Regione Sardegna per il superamento dei tetti di spesa per l'acquisto di dispositivi medici (protesi, valvole, ecc.) che rappresentano il 33% dei costi sostenuti nell'Isola per le forniture di beni sanitari.

La consigliera della Sezione controllo della Corte dei Conti della Sardegna, Lucia D'Ambrosio, che ieri ha illustrato - in una adunanza pubblica con contradditorio con l'assessore della Sanità, Luigi Arru - l'analisi su questo specifico aspetto della spesa sanitaria sarda, ha parlato di “disallineamento dei dati raccolti ed elaborati attraverso le diverse tipologie” nella ricostruzione degli andamenti di spesa per questo genere di forniture, ma sarebbe comunque emerso che “in Sardegna la spesa pro-capita per l'acquisto di dispositivi medici resta in ogni caso elevata e molto superiore alla media nazionale”.

In particolare dal 2013 al 2016 l'incremento di spesa per questi dispositivi sarebbe stato del 28,3%, ma i dati trasmessi risultano comunque ancora carenti per una analisi approfondita.

Nella replica, l’assessore della Sanità Luigi Arru, affiancato dai dirigenti dell’Assessorato della Sanità e dal direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano, ha garantito che “l’andamento della spesa comincia a ridursi dal 2016, ma si contrae in maniera più evidente nel periodo 2017-2018” e assicurato che l’assessorato si è già attivato per colmare il gap informativo presente nei flussi, “dovuto anche all’anomalia di alcune procedure di acquisizione basate su proroghe contrattuali ereditate dalle passate gestioni, tramite l’implementazione di gare uniche gestite sia dalla Centrale regionale di committenza sia dalle Aziende in unione d’acquisto, e tramite la bonifica delle anagrafiche dei dispositivi medici”.

L’Assessorato, ha inoltre evidenziato l’assessore, “ ha potenziato i sistemi di programmazione e controllo di gestione arrivando anche alla reingegnerizzazione del modulo direzionale che verrà alimentato sia dai flussi ministeriali che dalle informazioni, sanitarie e contabili, presente nei sistemi informativi aziendali”. Con tali interventi si è teso alla “progressiva standardizzazione dei fabbisogni tra le diverse realtà aziendali e la razionalizzazione delle modalità di approvvigionamento dei beni e servizi, con effetti positivi non ancora manifesti ma che saranno evidenti negli anni a venire: sviluppo di economie di scala e decremento dei costi; miglioramenti organizzativi con riduzione dei tempi e maggiore trasparenza nei processi di acquisizione; razionalizzazione e specializzazione delle risorse umane dedicate agli acquisti; riduzione dei costi di transazione”, ha aggiunto l’assessore Arru.

L'assessore ha poi spiegato che negli anni presi in considerazione dalla Relazione della Corte, il processo di approvvigionamento risultava frammentato, così come la realtà regionale: otto Aziende territoriali, due Aziende Ospedaliero Universitarie e un’Azienda Ospedaliera. “Le maggiori difficoltà - ha proseguito Arru - sono legate ai cambiamenti culturali che richiedono di passare da una logica individualistico-aziendale ad una di sistema. Con l’attuazione della L.R. 17/2016, e la conseguente nascita dell’Azienda per la Tutela della Salute (ATS) che ha accorpato le otto ex Asl, il cambiamento organizzativo e culturale, già avviato da alcuni anni con le gare in unione d’acquisto regionale, ha subito un’importante accelerazione. La Relazione – ha concluso l’assessore Arru – evidenzia alcune voci di dispositivi medici particolarmente significativi per l’incidenza dei relativi costi: reagenti diagnostici; protesi ortopediche e mezzi per osteosintesi e sintesi tendinea; dispositivi per funzionalità cardiaca; protesi vascolari; protesi cardiache”.

“Per ciascuna di queste categorie di dispositivi – ha evidenziato Arru -, tranne che per i reagenti, nel corso del 2017 e 2018, sono state aggiudicate o bandite gare in unione d’acquisto regionale che manifesteranno i loro effetti economici negli anni seguenti”.

12 dicembre 2018
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