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21 APRILE 2019
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Elezioni in Sardegna/2. Intervista a Luigi Arru: “Se Grillo critica noi, critica il Decreto sugli standard ospedalieri”. Asl Unica? “Anche il candidato 5 Stelle punta alla centralizzazione”

L'assessore alla Sanità della Sardegna replica alle critiche del ministro della Salute, che nel weekend sarà sull'isola per presentare il programma sulla sanità di Francesco Desogus, candidato del M5S alle elezioni regionali del prossimo 24 febbraio. E al ministro dice: “Abbiamo applicato quanto previsto dal Dm70 e i dati del 2018 ci dicono che la sanità regionale sta migliorando. Ma è un processo complesso. I giudizi del ministro sono prematuri e fermi a livelli superficiali”.

08 FEB - “I dati del 2018 ci dicono che la sanità regionale sta migliorando, in termini di servizi, di Lea e di risparmi. Abbiamo ridato dignità alla sanità dopo anni di gestione politica secondo una logica da Manuale Cencelli. Grazie alla Asl Unica abbiamo ottenuto risparmi per 2 milioni solo eliminando i Collegi dei Revisori e i salari dei vari direttori amministrativi. La stessa cifra che i parlamentari 5 Stelle hanno restituito dai loro stipendi pochi giorni fa e donato alla Protezione Civile, solo che noi non abbiamo immortalato l’assegno in foto”.
 
L’assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Luigi Arru, replica così all’affondo del ministro della Salute, Giulia Grillo, che alla vigilia della sua visita in Sardegna ha rilasciato un’intervista all’Unione Sarda criticando fortemente le scelte della Giunta Pigliaru in sanità. “Stiamo portando dei cambiamenti importanti e ogni processo complesso provoca polemiche. Se Grillo vuole cavalcare la polemica, faccia pure, ma sappia che si pronuncia contro i criteri di qualità stabiliti dal DM 70”, afferma Arru nell’intervista rilasciata al nostro giornale.


Assessore, il ministro Grillo ha espresso forti critiche al lavoro che la vostra Giunta sta compiendo per la sanità, anche in termini di risultati di salute. Come stanno le cose?
Le valutazioni del ministro mi sembrano premature e si fermano a un livello superficiale. In pochi anni noi abbiamo trasformato il volto della sanità sarda e colmato carenze a cui nessuno aveva mai messo mano. Abbiamo tagliato le Asl e istituito la centrale unica di committenza. Abbiamo elaborato un Piano di riordino della rete ospedaliera che mancava ormai da 20 anni. Abbiamo realizzato la rete oncologica e chirurgia, il trasporto in emergenza neonatale (STEN) e assistito materno (STAM), e da luglio possiamo contare sul servizio di Elisoccorso che nei soli primi due mesi di vita ha effettuato quasi 300 interventi, l’87% dei quali per codici rossi.

La strada è ancora lunga. I processi messi in atto sono complessi e daranno risultati negli anni. Allora sarà possibile fare un bilancio reale. Grillo, comunque, sbaglia. Perché anche volendo guardare al trend di questa prima fase di riforma, si deve ammettere che ci sono stati dei benefici. Anche in merito ai Lea si registrano miglioramenti, per quanto, con 140 punti nel 2017, restiamo sotto la soglia minima di 160 punti previsti dalla griglia dei Lea. Ma puntiamo a superare presto il gap.

Va peraltro evidenziato al ministro come la Regione, sotto nostra Giunta e a differenza delle precedenti legislature, abbia deciso di tornare all'interno del monitoraggio dei Lea nonostante siamo una Regione a Statuto Speciale. Anche il Piano nazionale esiti ci offre un quadro promettente. A meno che il ministro voglia sconfessarlo, non credo proprio che  si possa parlare di una riduzione della qualità dei servizi.

E voglio dire di più. La nostra Giunta ha allontanato la cattiva politica dalla gestione della sanità dopo anni e anni di occupazione politica della Asl e di gestione secondo una logica da Manuale Cencelli. A guidare l’Ats abbiamo scelto Fulvio Moirano, manager di competenza riconosciuta a livello nazionale. Lo abbiamo scelto per motivi reali di competenza per affrontare una partita che sappiano essere molto difficile.

Per il ministro, se tutti si lamentano della Asl Unica, significa che qualcosa non va. E’ così?
La Asl Unica è stata una buona scelta. Abbiamo peraltro compiuto una scelta in linea con una tendenza nazionale. Anche Toscana, Lombardia e Veneto hanno ridotto il numero di Asl. Gli obiettivi di questa scelta sono chiari e i dati intermedi ci dicono che la direzione è quella giusta.

Abbiamo una centrale di committenza che ha portato ad omogeneizzare la modalità di acquisto, che ha prodotto trasparenza e maggior chiarezza. Tenga conto che in passato avevamo realtà di 300 gare condotte con irregolarità.

Abbiamo portato omogeneità nell’erogazione dei Lea, prima gravemente difformi nel territorio regionale. Abbiamo ridotto i costi di gestione. Solo per fare un esempio, nei giorni scorsi i parlamentari del M5S hanno fotografato l’assegno di 2 milioni ottenuto con la restituzione degli stipendi e donato alla Protezione civile. Noi, in Sardegna, abbiamo ottenuto due milioni di risparmi solo eliminando i collegi dei revisori e i salari dei vari direttori amministrativi. Solo che non abbiamo scattato fotografie.

Anche il candidato Pd Massimo Zedda ha espresso perplessità sulla Asl Unica?
Mi sorprende che il ministro attacchi la Asl Unica, dal momento che il programma del candidato del M5S parla di centralizzazione degli acquisti e centralizzazione delle risorse del personale, che è quello che noi abbiamo fatto.

Quanto al candidato Pd, credo che abbia espresso delle preoccupazioni in relazione alle polemiche e alla qualità percepita. Ma sappiamo tutti bene come ogni riforma venga sempre accolta con resistenza da parte dei cittadini e anche degli operatori. Anche l’adattamento ai cambiamenti è un percorso lungo e difficile, ma questo non vuol dire che sia sbagliato. Avrò modo di far comprendere a Zedda la bontà delle nostre scelte.

Il ministero ha contestato la Rete ospedaliera. A che punto è il confronto?
Voglio chiarire che la regione Sardegna ha usato le prerogative date dall'articolo 3 del DM 70, che prevede che le regioni a Statuto speciale applichino il decreto compatibilmente con le peculiarità demografiche e territoriali di riferimento nell'ambito della loro autonomia organizzativa. Vale anche la pena ricordare che la Sardegna provvede autonomamente al finanziamento del Servizio sanitario regionale esclusivamente con fondi del proprio bilancio.

Tornando alle osservazioni del ministero sul Piano, queste riguardano l'eccessiva frammentazione e non la riduzione dei servizi. Abbiamo preservato i cinque ospedali piccoli di zona disagiata, introducendo però un concetto fondamentale di équipe in Rete.

Il vero problema rilevato nella lettera firmata dal dg della Programmazione del ministero della Salute, Andrea Urbani, che peraltro è stata firmata a maggio 2018 ma ci è stata recapitata solo a settembre, riguarda la presenza di diversi punti nascita al di sotto 500 nascite l'anno e non si tratta solo de la Maddalena. Il ministro sa bene che questa è una questione tecnica e non politica, e che c'è un Comitato percorso nascita a valutare le caratteristiche dei Punti nascita.

Ora aspettiamo cosa avrà da dirci ancora il ministero, ma siamo pronti a difendere le nostre scelte perché noi abbiamo rispettato in maniera rigorosa il DM 70.

Il ministro evidenzia, in particolare, l’assenza di richieste di deroga per il Punto nascita della Maddalena, al centro di numerose polemiche.
Sui punti nascita abbiamo compiuto delle scelte precise ma non abbiamo lasciato nessuna donna sola, al contrario, abbiamo puntato a garantire la migliore assistenza alla gravidanza e i più elevati standard di sicurezza per l’evento parto. Ricordo ancora che da luglio è arrivo l’elisoccorso e che mentre il trasporto su gomma e traghetto richiede un'ora, anche un’ora e mezza nel periodo estivo, in volo è possibile raggiungere l’ospedale di Olbia in soli 10 minuti e di arrivare al centro Dea di II Livello in 25 minuti.

Sul percorso nascita stiamo facendo un lavoro serio, ben consci anche dei numeri che vedono la Sardegna regredire in termini di tassi di natalità e l’età media delle donne in gravidanza crescere, con tutti i rischi che questo comporta. Siamo convinti che non si possa garantire la sicurezza in una struttura con 50 parti all’anno. Abbiamo quindi messo in piedi una rete per garantire la massima tutela della donna. A La Maddalena è nato un ambulatorio di follow up. Poi percorsi di cure pre parto e post parto. Stiamo aumentando i servizi di pediatria. Il tutto in un sistema di Rete.
Anche su questo mi sembra prematuro dare giudizi, ma i criteri utilizzati per le nostre scelte sono, anche in questo caso, rigorosi.

Questo weekend il ministro sarà in Sardegna. Vi aspettate qualche blitz nei PS come quelli avvenuti nel Lazio e in Campania?
Se ci dovessero essere, li affronteremo con serenità. Io penso che il ministro, che è anche medico, sarà in grado di compiere un’attenta analisi e saprà tenere conto degli sforzi che la Sardegna sta compiendo per cercare di cambiare coerentemente anche con le dichiarazioni programmatiche del Governo.
Se poi il ministro vuole cavalcare la protesta, faccia pure. Ma sappia che si pronuncia contro i criteri di qualità stabiliti dal DM 70.
 
Lucia Conti

08 febbraio 2019
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