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Abbiamo cercato il dialogo con Arru, ma siamo rimasti inascoltati

09 AGO - Gentile Direttore,
ho letto la replica del Dr. Arru alle mie considerazioni. In un primo momento avevo deciso di non replicare. Il suo scritto contiene tuttavia una serie di affermazioni calunniose che non possono essere lasciate cadere nel vuoto. Appare evidente che solo in minima parte ha risposto alle mie argomentazioni ma ha utilizzato il diritto di replica per cercare di screditare quanto in questi anni noi esponenti sindacali abbiamo fatto per limitare i danni della sua scriteriata riforma. Manifesta peraltro un atteggiamento ambivalente: da un lato si propone come l’ideatore della riforma, dall’altro tenta di scaricare colpe e responsabilità sul Consiglio Regionale. Peraltro non tutti i componenti della coalizione hanno votato la riforma, poiché diversi si sono astenuti. Il Consiglio Regionale con alcune migliaia di emendamenti, la Commissione Sanità e la Consulta dei Sindaci hanno tentato di modificare la riforma, tenendo conto delle nostre richieste, ovvero rivedere e potenziare la assistenza territoriale e, solo successivamente, rivedere l’organizzazione della rete ospedaliera.


Ricordo non al Dr. Arru, che si dimostra, e non solo ora, arrogante, insofferente e impermeabile ad ogni critica, ma ai lettori di Quotidiano Sanità, che l’ANAAO Regionale, con me in prima fila, prima come vice Segretario Regionale e poi come Coordinatore ANAAO della dirigenza medica ATS, assieme agli altri sindacati, non ha risparmiato critiche alla riforma sanitaria da lui promossa. Critiche così massive su ogni mezzo di informazione e sui social, che lui non dovrebbe neanche avere l’ardire di negarle. Invece utilizza argomentazioni surrettizie per promuovere una visione artificiosa della realtà.

Il Dr. Arru parla dei costi per il personale in Sardegna. Ricordo che la Sardegna presenta una popolazione prevalentemente anziana dispersa in un territorio molto vasto e povero di infrastrutture, per cui il modello di rete da lui proposto risulta inadeguato e decontestualizzato. Con quali risorse fisiche ed economiche persone malate, di età avanzata, in condizioni per lo più disagiate, spesso lontane dai loro figli avrebbero dovuto e potuto raggiungere i centri di riferimento da lui individuati. Ma forse aveva in mente un “modello etico” in cui le persone anziane dovevano avere accesso a cure di minore entità e qualità rispetto a quelle giovani. Pare ovvio, ma evidentemente non a lui, che se la gente non può approssimarsi al luogo di cura, questo debba approssimarsi alla gente pur con maggiore dispendio di mezzi e risorse umane. Per una persona intelligente il fatto che la Sardegna abbia una bassa complessità media dei ricoveri e un’alta incidenza di ricoveri inappropriati  può significare che l’offerta di salute sia prevalentemente ospedalo-centrica. Buon senso avrebbe voluto che, per invertire questa tendenza, si procedesse a potenziare l’offerta territoriale e, solo dopo, si procedesse a riconvertire i piccoli ospedali nell’ambito di modelli assistenziali rispondenti più specificamente alle esigenze dei singoli territori.

La sua riforma invece ha previsto tagli lineari delle spese che hanno indebolito l’offerta ospedaliera, senza avere preventivamente potenziato l’assistenza territoriale. Allo stesso tempo non ha portato avanti la riconversione dei piccoli Ospedali perché non è stato in grado di creare le condizioni per poterlo fare. Non li ha chiusi ma ne ha programmato la morte per asfissia, depauperati nelle dotazioni organiche, nelle tecnologie e nelle strutture.  Grottesco appare il tentativo di sollevare le genti contro il sottoscritto affermando: “Lui vuole chiudere i piccoli ospedali!”  - No comment!

Il Dr. Arru mi accusa di avere scelto la via di “continuare a denunciare le difficoltà di un periodo di cambiamento…..di essere un testimonial di chi preferiva non cambiare, perché avrebbe avuto argomenti per parlare….” Ma vogliamo parlarne? Chi è che cerca un po' di visibilità dopo la gogna mediatica subita? Dove dormivano prima le idee e le soluzioni ai problemi? Direi che appare molto più bravo a criticare che a proporre. Ad appena 3-4 mesi dal fine vita del precedente governo regionale, dopo 5 anni di disastri, ecco che riappare per difendersi contro ogni evidenza.

Io e il sindacato che rappresento negli anni 2014-2019 abbiamo cercato un dialogo civile e corretto con l'Assessore e l'Assessorato, ma siamo rimasti inascoltati. Dimentica il lavoro dell'ANAAO e delle altre Organizzazioni sindacali per far conoscere alla cittadinanza i problemi della sanità: la pagina sui giornali sardi di Difendiamo il SSR; il volantinaggio per garantire il Sistema Sanitario Regionale; l'inchiesta dell'Unione Sarda sui problemi delle strutture ospedaliere; il SIT IN del 2017 sotto l'assessorato, con più di 300 colleghi venuti da tutta la Sardegna a scioperare per una sanità migliore e per tutti... Non penso si sia dimenticato di tutti questi momenti, così come delle contestazioni ricevute alle varie riunioni o delle pesanti critiche ricevute dal candidato presidente del centro sinistra.

Tranquillo Dr. Arru, il mio principale interesse e fonte di gratificazione è cercare di offrire una assistenza dignitosa alle persone che soffrono e adoperarmi per consentire a me stesso e ai miei colleghi di fare i medici nel modo più sereno e dignitoso possibile, nell’esclusivo interesse nei pazienti. Io non ho dedicato gran parte del mio tempo a scalate al potere di vario ordine e grado, ma al servizio della professione medica e all’aiuto dei colleghi. Ribadisco che l’obiettivo della sanità è quello di promuovere e tutelare la salute dei cittadini e non esistono algoritmi numerici che mi convinceranno che sia cosa buona e giusta calare dall’alto modelli organizzativi che prevedano, seppur indirettamente, la vessazione degli operatori sanitari e delle persone malate. Io non sono l’esponente di un complotto universale contro il Dr. Arru. Semplicemente stigmatizzo il disagio provocato perché lui stesso o suoi malaugurati epigoni non abbiano la possibilità di replicare questa esperienza.

Ricordo comunque che il mio intervento si inserisce nell’ambito del ruolo sindacale che rivesto e non accetterò passivamente eventuali ulteriori atti del Dr. Arru volti a screditare la mia persona nel tentativo di impedire o limitare il diritto di critica.

Luigi Curreli
Coordinatore dei Dirigenti Medici Anaao Ats Sardegna


09 agosto 2019
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