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Recovery Fund. Cossa: “Verremo premiati se sapremo indirizzare bene e in tempi rapidi la pianificazione delle risorse”

Per il vice Presidente del gruppo consiliare dei Riformatori “i tempi imposti dalle interlocuzioni tra Governo e Regioni per pianificare gli indirizzi nell’ambito del Pnrr sono stretti. La Giunta Regionale attivi rapidamente un percorso di condivisione delle priorità e dei progetti strategici per i quali intende candidarsi per il finanziamento”

28 SET - “Le risorse che saranno messe a disposizione dell’Italia attraverso il Recovery Fund sono un’occasione irripetibile per riuscire a concretizzare una serie di interventi atti a garantire e sostenere lo sviluppo dell’Isola nei prossimi anni. La loro programmazione è un’opportunità vera per la Sardegna di attenuare l’impatto della crisi sanitaria ed economica dell’intero territorio”.

Lo dichiara il vice Presidente del gruppo consiliare dei Riformatori, Michele Cossa, che sottolinea l’importanza di un massimo impegno in tal senso per massimizzare le ricadute di queste risorse che l’Europa si appresta a mettere a disposizione dei Paesi e di tutte le regioni.

Spiega il Consigliere: “La Commissione Europea sta condividendo con gli Stati Membri un percorso di programmazione degli interventi e delle risorse, che associa il futuro Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) con uno specifico impegno per la ripresa sostenibile, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri, nel contesto dello strumento ad essa dedicato e denominato Recovery Fund, battezzato poi dalla Commissione Next Generation UE; uno strumento incluso in un bilancio dell'Unione Europea a lungo termine rinnovato.


Le risorse totali che la Commissione metterà a disposizione per lo strumento Next Generation UE – prosegue il vice Presidente di gruppo -, suddivise in diversi programmi, sono pari a 750 miliardi di euro: una vera e propria pioggia di finanziamenti in grado di indirizzare strategicamente le azioni per lo sviluppo economico del proprio Paese o della propria regione di chi saprà intercettarli meglio e bene. A tal fine, occorre dunque proporre rapidamente un quadro unitario di interventi che risponda alle finalità e agli obiettivi presentati dalla Commissione, e che si inserisca nella proposta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sottoposta all’attenzione delle Regioni da parte del Governo”.

Per la presentazione dei PNRR, in base alla proposta di regolamento del parlamento europeo e del consiglio che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, si dispone che il calendario sia allineato con quello del Semestre europeo. I PNRR devono dunque essere presentati alla Commissione dal 15 ottobre 2020 al 30 aprile 2021: si prevede che gli Stati membri possano avere l’opportunità di presentare un progetto di PNRR entro il 15 ottobre 2020, unitamente al disegno di legge di bilancio dell’esercizio successivo (draft budgetary Plan) e che deve essere trasmesso ufficialmente entro il 30 aprile 2021 come  allegato al Programma Nazionale di Riforma (PNR).

Cossa avverte: “I tempi sono però stretti. Il Governo è impegnato nell’elaborazione del PNRR per accelerare il più possibile la partenza del Recovery Fund con l’intenzione di presentare la prima proposta di Piano entro il 15 ottobre, e avviare così il percorso negoziale con la Commissione per arrivare alla sua approvazione entro la prima metà del 2021. Essendo questo un programma gestito essenzialmente dal Governo con la Presidenza del Consiglio che ha attivato con le Regioni, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, le Linee guida per l’elaborazione del Piano, è urgente che la Giunta Regionale attivi rapidamente, a partire dal Programma di Sviluppo Regionale, un percorso di condivisione delle priorità e dei progetti strategici per i quali, in sinergia alle linee di intervento sulle quali si articola il PNRR, intende candidarsi per il finanziamento. Verremo premiati se sapremo indirizzare bene e in tempi rapidi le scelte – conclude il Consigliere -. Dobbiamo essere capaci di gestire efficacemente le risorse che il Governo metterà a disposizione della Sardegna nell’ambito del PNRR e utilizzarle per creare sviluppo”.
 
Elisabetta Caredda

28 settembre 2020
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