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Quarta dose. Oms favorevole per over 60, per immunocompromessi e per gli operatori sanitari


E’ quanto emerge da un documento stilato dall’Oms  con il supporto degli esperti sulla base degli studi fin qui realizzati sull’efficacia della dose di richiamo aggiuntiva. Al contrario i dati a supporto di una dose aggiuntiva per le popolazioni sane più giovani sono limitati e i dati preliminari suggeriscono che nei giovani il beneficio è minimo.

18 MAG -

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, con il supporto dello Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) on Immunization e del suo gruppo di lavoro sui vaccini COVID-19, ha pubblicato un rapporto provvisorio sullo stato delle conoscenze attuali per la quarta dose di vaccino Covid.

Partendo dalla premessa che al momento la quarta dose è attualmente offerta da alcuni paesi, l’Oms sottolinea che i dati sull'utilità di queste dosi di richiamo aggiuntive sono scarsi e particolarmente limitati per quello che riguarda la durata di un'ulteriore protezione. Inoltre i dati sulle dosi di richiamo aggiuntive a partire da maggio 2022 esistono solo per i vaccini mRNA e non per altre piattaforme di vaccini. 

Al momento della revisione dell’Oms erano disponibili sette studi, sei dei quali provenivano da Israele e uno dal Canada. Tutti sono stati condotti in un periodo in cui Omicron è stato il ceppo circolante predominante a livello globale. 

Sebbene gli studi varino nel loro disegno e nella popolazione esaminata, la maggior parte ha valutato l'efficacia relativa di una quarta dose 4 mesi dopo una terza dose di vaccino mRNA rispetto a coloro che hanno ricevuto 3 dosi. Questa efficacia relativa del vaccino fornisce solo prove sul valore di una quarta dose rispetto agli individui che hanno già una protezione indotta dal vaccino (3 dosi riceventi). 

L'efficacia relativa del vaccino dipende dalla efficacia iniziale fornita da 3 dosi e dalla verifica del declino di efficacia nei mesi successivi alla somministrazione. Al contrario, studi precedenti forniscono un'efficacia assoluta del vaccino confrontando gli individui vaccinati con quelli non vaccinati. 

Lo studio canadese è l'unico studio disponibile che fornisce dati sull'efficacia assoluta del vaccino (ossia, confronta la quarta dose con i non vaccinati). Inoltre, il follow up massimo negli studi disponibili è stato breve e variava da due settimane a dieci settimane dopo la quarta dose.

L’Oms ha sottolineato che questi studi mostrano alcuni benefici a breve termine di una dose aggiuntiva di richiamo del vaccino mRNA negli operatori sanitari, nelle persone di età superiore ai 60 anni o con condizioni di immunocompromissione. 

I dati a supporto di una dose aggiuntiva per le popolazioni sane più giovani sono limitati e i dati preliminari suggeriscono che nei giovani il beneficio è minimo. Inoltre, il tempo di follow-up dopo la dose aggiuntiva di richiamo è stato limitato, precludendo così a conclusioni sulla durata della protezione dopo questa dose. 

Pertanto, sottolinea l’Oms,  “mancano dati per guidare alcune questioni importanti per prendere decisioni politiche e i limitati dati disponibili suggeriscono che per i gruppi a più alto rischio esiste un vantaggio che supporta la somministrazione di una dose di richiamo aggiuntiva”.   

“La somministrazione di una dose di richiamo aggiuntiva – scrive ancora l’Oms - comporta probabilmente notevoli sfide programmatiche in termini di somministrazione del vaccino in molti contesti e il costo finanziario e l’opportunità di tali programmi devono anche essere attentamente valutati rispetto al limitato beneficio incrementale di una dose di richiamo aggiuntiva”. 

Detto questo l’Oms conclude che comunque “nei soggetti più a rischio di malattia grave o di morte (ad es. adulti di età superiore ai 60 anni o coloro che non sono in grado di attivare una risposta immunitaria completa), potrebbe essere giustificato il beneficio aggiuntivo di una dose aggiuntiva di richiamo del vaccino mRNA”.



18 maggio 2022
© Riproduzione riservata

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