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Giornata mondiale del cuore. Le indicazioni ai cittadini sull’importanza prevenzione


“Usa il cuore per ogni cuore” è il titolo della campagna di sensibilizzazione 2022 per il World Heart Day che si celebra oggi. In una brochure informativa, pubblicata sul sito del ministero della Salute, le informazioni sintetiche, chiare e basate sull’evidenza scientific sulle malattie cardiovascolari  per operare scelte migliorare la propria salute in modo consapevole.

29 SET -

Uguaglianza nell’accesso alle cure (use heart for umanity); salvaguardia dell’ambiente, riducendo in particolare l’inquinamento atmosferico che si stima sia responsabile del 25% di tutte le morti per malattie cardiovascolari (use heart for nature); benessere personale, contrastando tutti i fattori di rischio cardiovascolari modificabili e, in particolare, limitando lo stress (use heart for you).

Sono questi i grandi temi sui quali si concentra la campagna di sensibilizzazione 2022 “Use heart for every heart (“Usa il cuore per ogni cuore”) lanciata in occasione del World Heart Day che si celebra oggi.

Una Giornata mondiale del cuore 2022, sulla quale il ministero della Salute punta i riflettori richiamando l’attenzione sulla brochure informativa per il cittadino “Come prevenire le malattie cardiovascolari”, disponibile online, elaborata dal Gruppo di lavoro sulle malattie cardiovascolari dell’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari sulla base dei contenuti del documento scientifico dal titolo “Prevenzione delle malattie cardiovascolari lungo il corso della vita”, redatto dal Gruppo di lavoro e pubblicato nell’ottobre 2021.

La brochure mira a fornire informazioni sintetiche, chiare e basate sull’evidenza scientifica in materia di prevenzione delle malattie cardiovascolari, sviluppando, in particolare, il contrasto ai fattori di rischio, la promozione di stili di vita salutari e la prevenzione primaria, per favorire la diffusione di messaggi essenziali e semplici da ricordare al fine di accrescere l’empowerment individuale, ovvero la capacità di operare scelte e di agire per gestire e migliorare la propria salute in modo consapevole.

Malattie cardiovascolari, i dati principali. Le malattie cardiovascolari, ricorda il Ministero, rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo e hanno un notevole impatto anche in termini di morbosità e disabilità, costituendo una sfida di primaria importanza per i sistemi sanitari mondiali, gravati da costi crescenti e sempre più insostenibili.

Si stima, infatti, che nel 2019 siano stati responsabili a livello globale di circa 18,6 milioni di morti, con una incidenza di 55,5 milioni di casi e una prevalenza di 523 milioni di casi.

In Europa secondo i dati della quinta edizione dello European Cardiovascular Disease Statistics oltre 80 milioni di persone sono affette da malattie cardiovascolari (il 48% uomini e il 52% donne), che sono responsabili di 3,9 milioni di decessi annui (45% di tutte le cause di morte).

I dati Istat indicano che nel 2019 le malattie del sistema circolatorio rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese essendo responsabili del 35% circa dei decessi.

Fattori di rischio Fra i più importanti fattori di rischio modificabili vi sono: tabagismo (fumo e uso di altri prodotti del tabacco); sedentarietà/scarsa attività fisica; scorretta alimentazione (non equilibrata e ipercalorica; ricca di grassi, zuccheri e sale; povera di frutta e verdure); sovrappeso e obesità; ipertensione arteriosa; dislipidemie (valori aumentati di colesterolemia e/o di trigliceridemia), diabete mellito.

La Prevenzione. La prevenzione e gli stili di vita salutari (praticare quotidianamente un’adeguata attività fisica, evitare il consumo rischioso e dannoso di alcol, non fumare e non usare altri prodotti del tabacco, seguire una sana alimentazione) rappresentano l’arma più efficace per contrastare l’insorgenza e la progressione delle malattie cardiovascolari, in particolare quelle causate dall’aterosclerosi, che sono le più diffuse e comprendono l’infarto miocardico acuto e l’angina pectoris.

Per quanto riguarda l’attività fisica, nonostante sia evidente il suo ruolo protettivo a tutte le età rispetto a numerose condizioni patologiche, si stima che il 28% della popolazione mondiale sia sedentario, soprattutto donne. Secondo i dati Istat relativi al 2020 in Italia la quota di sedentari è pari al 35,2% ed è maggiore nelle donne (39,4%) rispetto agli uomini (30,8%).

Inoltre, riorda sempre il Ministero, secondo il Report sviluppato dall’Oms per la Giornata mondiale per il cuore, in collaborazione con la World Hearth Federation e con l’Università di Newcastle in Australia, il tabacco è ritenuto responsabile del 20% dei decessi per malattie coronariche.

Il rapporto sottolinea che anche i prodotti del tabacco non da fumo sono dannosi per la salute (si stima che provochino 200mila decessi annui per malattie coronariche), così come l’uso di sigarette elettroniche e di prodotti del tabacco riscaldato è associato a un rischio aumentato di malattie cardiovascolari. Per le persone già affette da malattie cardiovascolari è importante non solo adottare e mantenere comportamenti salutari, ma anche assumere i farmaci prescritti ed effettuare gli esami e le visite di controllo nei tempi indicati dal medico curante.

Il Ministero della Salute sostiene la prevenzione delle malattie cardiovascolari come obiettivo prioritario per il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili in particolare attraverso il Piano Nazionale della Prevenzione (Pnp) 2020-2025 e l’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari.

Il Piano nazionale della Prevenzione 2020-2025. Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025, adottato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, in continuità con i precedenti conferma l’approccio intersettoriale, per setting e per ciclo di vita, consolidando l’impegno delle Regioni alla promozione della salute e al rafforzamento degli interventi finalizzati all’individuazione precoce dei soggetti in condizioni di rischio per le malattie croniche non trasmissibili, tra cui le malattie cardiovascolari, e al loro indirizzo verso un’adeguata “presa in carico”.

Il PNP mira ad agire anche sui determinanti sociali di salute (condizioni socio-economiche e culturali, urbanizzazione, politiche ambientali, povertà, ecc.) che a loro volta influenzano fortemente i fattori di rischio modificabili (tabagismo, sedentarietà, consumo rischioso e dannoso di alcol, scorretta alimentazione) che quindi solo in parte dipendono da scelte individuali. Il PNP promuove, infatti, un modello basato non solo sull’erogazione di prestazioni sanitarie, ma che mira a promuovere in maniera proattiva la salute delle persone come valore per la società e risorsa di vita quotidiana. Tutte le Regione e le Province Autonome hanno predisposto e adottato entro il 31 dicembre 2021 il proprio Piano Regionale della Prevenzione (PRP), in cui sono stati declinati contenuti, obiettivi e linee di azione del PNP 2020-2025; è in corso l’implementazione dei PRP all’interno dei contesti territoriali.

 



29 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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