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Infezioni. Ogni anno 450-700 mila casi in Italia. Ma i farmaci stanno diventando inefficaci

L’allarme arriva dal Gisig (Gruppo Italiano di Studio sulle Infezioni Gravi), che sottolinea come l’1% delle infezioni sia mortale a causa della resistenza dei microrganismi ai farmaci anti-infettivi. Il problema è legato soprattutto l’uso esagerato e inappropriato degli antibiotici, che li ha resi inefficaci.

20 NOV - È allarme infezioni. Diventano infatti sempre più resistenti e anche combatterle con i farmaci è diventato difficile. Per rilanciare l’allarme e confrontarsi sulle possibili soluzioni arriva oggi a Bologna, presso l’ospedale S. Orsola Malpighi, l’iniziativa “Critical Issues on MDR”, promossa dal Gisig (Gruppo Italiano di Studio sulle Infezioni Gravi) e che vedrà un panel multidisciplinare di esperti, specialisti in Malattie Infettive, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia Generale, Malattie dell’Apparato Respiratorio, Medicina Interna, Microbiologia, Biologi e Farmacisti, confrontarsi per capire come affrontare al meglio le problematiche cliniche correlate alle infezioni sostenute da germi MDR, Multi Drug Resistant, termine che identifica i microrganismi resistenti a più farmaci anti-infettivi, nei confronti dei quali le armi a disposizione dei clinici stanno diventando pericolosamente meno efficaci.

“Questa iniziativa si inquadra nel contesto della stringente necessità di promuovere sempre più l’uso corretto degli antibiotici, sia dal punto di vista clinico che ecologico, in quanto la responsabilità prescrittiva per tali farmaci è duplice, sia verso il paziente, a cui si deve garantire la migliore terapia, sia verso l’ecosistema microbico che deve essere esposto alla minore pressione selettiva possibile. Il confronto, la condivisione e la conseguente crescita culturale della classe medica su tali problematiche sono un obiettivo oggi imprescindibile”, ha affermato Pierluigi Viale, titolare della cattedra di Malattie Infettive presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico S. Orsola Malpighi.


Il Progetto Gisig è stato realizzato a livello nazionale con la collaborazione di molti centri di malattie infettive ed il coordinamento dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive IRCCS L. Spallanzani di Roma e reso possibile da un contributo educazionale non condizionato di Pfizer.
Esso si propone, con una serie di workshop interdisciplinari, di affrontare in particolare le problematiche cliniche correlate alle infezioni gravi da batteri gram+ e gram- MDR in un contesto di “pratica clinica” e di raccogliere, in modo sistematico, le informazioni riguardanti casi clinici con decorso severo e/o complesso.

Questi germi determinano infatti infezioni di elevata complessità gestionale che rappresentano una sfida molto impegnativa per tutti i clinici: basti considerare che ancora oggi in Italia, nonostante attente misure di prevenzione e l’introduzione di nuove terapie antibiotiche, si verificano tra i 450 e i 700mila casi di infezioni all’anno di cui l’1% con esito mortale.

“Partendo dalle esperienze e dalle osservazioni cliniche effettuate sul paziente, il Progetto – ha proseguito Viale – si propone di definire modelli di approccio clinico di eccellenza ma anche di consolidare esperienze da cui spesso derivano significativi progressi di conoscenza. Tutto questo avviene in sintonia con gli organi di governo dell’Azienda e delle Regione e con le finalità della didattica che si propongono, accanto al miglioramento della cultura finalizzata ad una migliore gestione dei singoli casi, anche una crescente responsabilizzazione del mondo sanitario verso politiche di utilizzo degli antimicrobici”.

Come sarà possibile raggiungere questo ambizioso risultato? “All’interno del S. Orsola – ha spiegato l’esperto - il nostro gruppo persegue questi obiettivi con grande impegno attraverso l’attività quotidiana e l’attivazione di progetti sperimentali di gestione, che hanno incontrato sempre l’attenzione ed il sostegno degli organi di governo sanitario, della Regione e l’interesse e la collaborazione dei colleghi e del servizio di farmacia. Quindi, ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro.

Da tempo si rileva come il trattamento delle infezioni stia diventando sempre più difficile a causa dell’aumento degli organismi resistenti agli antibiotici. I dati confermano che il 16% delle infezioni all’interno dei contesti sanitari è da imputarsi ad agenti patogeni contro cui i tradizionali antibiotici non garantiscono la necessaria efficacia.

“Sebbene la pipeline degli antibiotici sia piuttosto scarna, per fortuna negli ultimi 5 anni abbiamo avuto disponibilità di alcune nuove molecole che effettivamente hanno allargato le nostre possibilità d’azione nei confronti dei germi multi resistenti, ma è assolutamente necessario che condividiamo la necessità di usarle in modo responsabile. Ma non è solo l’uso responsabile del nuovo. È anche l’utilizzo del ‘vecchio’ e di tutto l’armamentario terapeutico secondo principi innovativi che si basino, oltre che sullo spettro d’azione in vitro, anche sulle proprietà farmacocinetiche e sul comportamento farmacodinamico in vivo, che ci permetterà di continuare la nostra battaglia contro le infezioni con successo”, ha affermato Viale.

Le infezioni da germi MDR, spesso acquisite in rapporto alle attività assistenziali, costituiscono una sfida importante sia per la comunità scientifica che per la salute pubblica, comportando conseguenze di natura terapeutica, economica, etico deontologica e di responsabilità. Causano, infatti, prolungamento dei tempi di degenza, invalidità permanenti ed incremento delle inabilità al lavoro, oneri per il SSN, ma soprattutto un costo in termini di sofferenza dei pazienti che oggi può essere meglio evitato.
 

20 novembre 2012
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