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Carcinoma prostatico metastatico resistente a castrazione. Il Chmp approva abiraterone acetato

L’ok arriva a seguito di uno studio di fase III che dimostrava un aumento della sopravvivenza complessiva con abiraterone acetato per i pazienti adulti asintomatici o lievemente sintomatici, non ancora sottoposti a chemioterapia resistenti a castrazione. Il parere definitivo della Commissione europea si attende per l’inizio del 2013.

12 DIC - Il Comitato per la valutazione dei Farmaci per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo all’approvazione di abiraterone acetato in mono somministrazione giornaliera per via orale, in associazione a prednisone o prednisolone, come trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) in adulti asintomatici o lievemente sintomatici, non ancora sottoposti a chemioterapia dopo il fallimento della terapia di deprivazione androgenica tradizionale. Se ratificata dalla Commissione Europea, la raccomandazione del CHMP si tradurrà nell’ampliamento delle indicazioni terapeutiche di abiraterone acetato, attualmente approvato in Europa e già in commercio nella maggior parte dei paesi per l’uso in associazione a prednisone/prednisolone come trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, in pazienti in cui la chemioterapia con docetaxel non ha arrestato l’avanzamento della malattia. L’annuncio è stato dato da Janssen, che commercializza il farmaco, che attende la decisione della Commissione per gli inizi del 2013.
 
L’ok arriva dopo che a febbraio 2012 un Comitato Indipendente di Monitoraggio dei Dati (IDMC) aveva raccomandato, all’unanimità, di aprire il cieco dello studio di Fase III COU-AA-302, su cui si fonda la raccomandazione del CHMP, sulla base di un’analisi  programmata in cui erano state osservate differenze significative di sopravvivenza libera da progressione della malattia basate su reperti radiologici e un trend  di aumento della sopravvivenza complessiva con abiraterone acetato.  

Lo studio di Fase III internazionale, randomizzato, in doppio cieco, ha valutato il farmaco associato a prednisone rispetto a placebo più prednisone in 1.088 pazienti asintomatici o lievemente sintomatici, con carcinoma prostatico resistente alla castrazione e non ancora sottoposti a chemioterapia. I pazienti sono stati randomizzati con rapporto 1:1 per ricevere abiraterone acetato 1.000 milligrammi (mg) in somministrazione orale unica giornaliera più prednisone 5 mg due volte/die, o placebo più prednisone 5 mg due volte/die. Gli endpoint co-primari dello studio erano sopravvivenza libera da progressione della malattia basata su reperti radiologici e sopravvivenza complessiva.
I risultati dello studio hanno evidenziato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione della malattia sulla base dei risultati radiologici (rPFS) nel braccio abiraterone acetato associato a prednisone rispetto al braccio placebo più prednisone (controllo). Il valore mediano di rPFS nel braccio di controllo è stato di 8,3 mesi, mentre al momento dell’analisi finale dello studio non era ancora stato raggiunto nel braccio abiraterone acetato . La differenza tra i due bracci è risultata statisticamente significativa (p <0,0001) determinando la riduzione del 57% del rischio di progressione (Hazard Ratio (HR) 0,43, intervallo di confidenza (IC) al 95%: [0,35; 0,52]).
In aggiunta, i pazienti trattati con abiraterone acetato associato a prednisone hanno dimostrato una sopravvivenza complessiva prolungata rispetto a quelli nel braccio di controllo (HR=0,752; IC al 95%: 0,606; 0,934. il valore mediano di sopravvivenza complessiva non era ancora stato raggiunto nel braccio abiraterone  acetato per la maggiore lentezza della progressione della malattia nel braccio abiraterone acetato rispetto al braccio di controllo, in cui il valore mediano di sopravvivenza complessiva è stato di 27,2 mesi; HR=0,75; IC al 95%: [0,61, 0,93], p=0,0097. Al momento dell’analisi intermedia, non era stata raggiunta la significatività statistica).
 
COU-AA-302 è stato il primo studio randomizzato a dimostrare un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia sulla base dei risultati radiologici e un trend positivo nell’aumento della sopravvivenza complessiva in questa popolazione di pazienti.  I risultati di questo studio sono stati presentati al  48° Congresso Annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) a giugno 2012.
Sulla base dei risultati osservati, il Comitato IDMC aveva altresì raccomandato che ai pazienti nel braccio di controllo venisse somministrato il trattamento con abiraterone acetato. In quello studio, i pazienti nel braccio abiraterone acetato avevano anche dimostrato una differenza statisticamente significativa per tutti gli endpoint secondari rispetto ai pazienti nel braccio di controllo. “Il parere positivo ci avvicina al momento in cui abiraterone acetato potrà essere impiegato in fase precoce nei pazienti con carcinoma avanzato, rispondendo così a un bisogno terapeutico ancora non soddisfatto”, ha dichiarato Jane Griffiths, Presidente Janssen Responsabile per Europa, Africa e Medio Oriente. “Se verrà approvato, l’ampliamento delle indicazioni offrirà ai pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione una nuova opzione, particolarmente importante non solo per le prospettive di maggiore sopravvivenza, ma anche di ritardo della necessità di chemioterapia e contributo al miglioramento della  qualità di vita dei pazienti.”
 
Dalla sua prima approvazione nel 2011 ad oggi abiraterone acetato è disponibile in più di 60 paesi del mondo. Molte migliaia di pazienti sono stati trattati con questo farmaco che sta rapidamente diventando uno dei capisaldi della nostra offerta in ambito oncologico. Si tratta dell’unica terapia approvata che, agendo sul complesso enzimatico CYP17, inibisce la produzione degli androgeni che alimentano la crescita del tumore. L’inibizione avviene a tre livelli: i testicoli, il surrene e il tumore stesso. 
In associazione a prednisone/prednisolone è stato approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) a settembre 2011 come trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) in pazienti adulti in cui la malattia è progredita nonostante la chemioterapia a base di docetaxel.

12 dicembre 2012
© Riproduzione riservata


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