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Malaria. Il sito Sanofi di Garessio protagonista della lotta globale alla malattia

Nello stabilimento cuneese è stato realizzato un nuovo processo produttivo che consente di aumentare la disponibilità di artemisinina da cui derivano i principi attivi impiegati nelle combinazioni terapeutiche più efficaci nella lotta a questa patologia.

12 APR - È in corso una “rivoluzione” nel trattamento della malaria, la più diffusa malattia parassitaria al mondo e la seconda malattia infettiva per mortalità, dopo la tubercolosi. Grazie ai risultati del “Progetto Artemisinina”, guidato dall’organizzazione no-profit OneWorld Health, programma di sviluppo dei farmaci di Path, e sostenuto dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, che ha visto in prima linea fin dal 2008 Sanofi come partner industriale, nel 2013 sarà possibile passare dagli attuali 80 milioni di trattamenti antimalarici l’anno a 120/130 milioni di trattamenti, assicurando al contempo la stabilità dei prezzi dei farmaci contro la malaria.

Come? Grazie all’intuizione e alle competenze di Sanofi e di tutti i collaboratori del sito di Garessio, uno degli stabilimenti farmaceutici più antichi d’Italia, che ha ricevuto un finanziamento di 10 milioni di euro per superare una barriera che pareva invalicabile: la produzione industriale dell’artemisinina per via semisintetica, la materia prima da cui derivano i principi attivi che compongono i farmaci antimalarici di combinazione (ACTs – Artemisinin-based Combination Therapies) indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come terapie d’elezione per la cura della malaria.


Gli operatori del sito Sanofi di Garessio, uno dei sei stabilimenti produttivi del Gruppo Sanofi in Italia, sono infatti riusciti, primi nel mondo, a realizzare una sorta di “rivoluzione”: grazie alla fotoossidazione, processo che riproduce l’azione della luce solare, è stato possibile creare un impianto che consente l’accelerazione del processo di conversione dell’acido artemisinico – precursore dell’artemisinina ottenuto chimicamente – in artemisinina semisintetica. L’acido artemisinico, attualmente prodotto per fermentazione da Huvepharma (società con sede in Bulgaria, scelta come partner per la qualità e la competitività dei propri processi fermentativi), è stato ottenuto per la prima volta dal team di Jay Keasling, Professore di Chimica e Ingegneria Biomolecolare presso l’Università della California, Berkeley, e co-fondatore di Amyris Inc., partner del progetto, che ha scoperto come l’impianto di una combinazione di geni della pianta di Artemisia annua e di un lievito in un batterio consentissero al batterio di produrre l’acido artemisinico che poteva poi essere convertito nella sostanza chiave delle ACTs.

La produzione su larga scala di questo ingrediente chiave partendo da acido artemisinico permetterà di ottenerne una maggiore disponibilità per far fronte al continuo aumento della domanda di antimalarici, contribuendo al contempo  a calmierare il prezzo dei principi attivi - attualmente il valore dell’artemisinina ottenuta per via naturale tramite estrazione dalla pianta di Artemisia annua varia da 250 a 1000 dollari al chilo, con ripercussioni sul prodotto finito.
Questa importante innovazione è stata presentata a Garessio, presso lo stabilimento Sanofi, alla presenza dei vertici dell’azienda e dei rappresentanti di alcuni partners del “Progetto Artemisinina”. Alla cerimonia del taglio del nastro sono stati invitati a partecipare Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte, Gianna Gancia, Presidente della Provincia di Cuneo, e Ferruccio Fazio, già Ministro della Salute.

“Nel 2007, quando siamo entrati a far parte del “Progetto Artemisinina” il nostro sito aveva già avviato la produzione di artesunate, uno dei due principi attivi del farmaco antimalarico ASAQ, che viene poi finalizzato in Marocco, unendo amodiachina – ha spiegato Daniele Pellungrini, Direttore dello Stabilimento Sanofi di Garessio (CN) - ma esistevano oggettive difficoltà a rispondere alle richieste di tanti malati e a mantenere sostenibile il prezzo del medicinale per i Paesi meno sviluppati. Per questo è nato il “Progetto Artemisinina”, del quale Sanofi è l’unico partner industriale e commerciale. La predisposizione dell’impianto presso lo Stabilimento di Garessio, avvenuta in soli otto mesi, è stata non priva di alti e bassi, ma alla fine, puntando sulla fotoossidazione e grazie all’impegno e al lavoro di squadra di tutti i collaboratori dello stabilimento, nel 2012 è stato possibile avviare questa importante produzione”.

L’Italia si conferma ancora una volta una nazione chiave nella strategia industriale del Gruppo francese, che sul territorio nazionale ha una forte presenza, con cinque stabilimenti di farmaci per la salute umana e un sito Merial di vaccini per la salute animale.
“Sanofi è orgogliosa di annunciare l’avvio della produzione di artemisinina semisintetica nel Sito italiano a Garessio. Questo importante risultato dimostra la nostra elevata capacità di innovazione industriale -  ha affermato Philippe Luscan, Senior Vice President and Industrial Affairs Director del Gruppo Sanofi - il sito di Garessio e l’intero progetto sono strategici per l’azienda. Grazie all’avvio di questa nuova linea produttiva possiamo affermare che lo stabilimento piemontese si avvia a diventare un polo di riferimento a livello mondiale per la produzione di farmaci destinati al trattamento della malaria, dato che la produzione non sarà solamente destinata a Sanofi, ma anche ad altri gruppi farmaceutici e ad organizzazioni no-profit”.

L’insediamento produttivo Sanofi a Garessio esprime il valore aggiunto che ancora oggi offre la produzione di farmaci nel nostro Paese, nonché il rilievo internazionale del progetto e l’eccellenza del know-how tecnologico e produttivo di Sanofi.
“Siamo orgogliosi della fiducia accordataci dal Gruppo Sanofi, che ha scelto il sito produttivo di Garessio all’interno del network di 75 stabilimenti complessivi del Gruppo in tutto il mondo per realizzare questa importante produzione – ha dichiarato Daniel Lapeyre, Presidente di Sanofi in Italia - con questo risultato di assoluto rilievo internazionale, intendiamo ribadire la centralità dei pazienti e delle loro esigenze di salute nelle scelte strategiche di Sanofi, indipendentemente dal Paese in cui vivono”.

Grazie a quanto attuato presso il sito Sanofi a Garessio, infatti, molte più persone nel mondo potranno tenere sotto controllo la malaria e, attraverso le politiche di prezzo differenziato e le iniziative di Responsabilità Sociale di Impresa che la multinazionale francese implementa a livello globale con specifici programmi, avere un più agevole accesso alle cure, soprattutto nei Paesi del Sud del mondo.

“Si tratta di una pietra miliare fondamentale nella lotta alla malaria, malattia che colpisce circa 300 milioni di persone ogni anno ed è stata responsabile di oltre 650.000 decessi nel solo 2010 – ha affermato Robert Sebbag, Vice President Access to Medicines del Gruppo Sanofi - consapevoli della disparità in ambito di salute a livello mondiale, da diversi anni Sanofi, con il programma internazionale “Accesso ai Farmaci”, promuove l’informazione sulla malaria e altre malattie infettive “dimenticate”, la formazione di operatori sanitari nei Paesi ove queste sono endemiche, lo sviluppo di nuovi farmaci ed offre quelli esistenti, come appunto l’antimalarico Asaq, attraverso una politica di prezzi differenziati, assicurando le cure al prezzo di costo".

Sanofi prevede di produrre a Garessio 35 tonnellate di Artemisinina semisintetica nel 2013, per salire poi fino a 50-60 tonnellate l’anno nel 2014 e negli anni successivi.
“La produzione di Artemisinina semisintetica avviata nel sito produttivo di Garessio è un grande successo ottenuto proprio in Italia dalla nostra azienda – ha concluso Arturo Zanni, Amministratore Delegato di Sanofi in Italia - tecnologia di altissimo livello, personale altamente qualificato e la capacità di saper rispondere alla sfide sono all’origine di questo importante risultato, che conferma ancora una volta come Sanofi intenda puntare sul nostro Paese, in controtendenza rispetto a numerose aziende del settore. La nostra strategia di sviluppo è stata fin qui premiata con un balzo del 20 percento circa nelle esportazioni nel 2012 rispetto all’anno precedente”.

Grazie all’impegno massiccio di tutti i collaboratori, a Garessio verrà prodotto almeno un terzo del fabbisogno annuale mondiale di Artemisinina. Questo consentirà di rispondere alla crescente domanda mondiale di antimalarici (mediamente vengono richiesti circa 300 milioni di trattamenti l’anno) e rendere più efficace la lotta alla malaria. Proprio a questa sfida stanno rispondendo gli operatori del sito produttivo Sanofi di Garessio insieme a tutti i partner dell’iniziativa.

 

12 aprile 2013
© Riproduzione riservata


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