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Malaria. Ok a Eurartesim in Ghana, Tanzania e Burkina Faso


Dopo la Cambogia, la nuova terapia antimalarica combinata a base di diidroartemisinina/piperachina è stata autorizzata anche in questi altri Paesi africani. Eurartesim è frutto della collaborazione tra l’italiana Sigma-Tau e l’organizzazione no-profit Medicines for Malaria Venture (Mmv).

24 APR - Eurartesim (diidroartemisinina/piperachina) terapia combinata a base di artemisinina (ACT), frutto della ricerca italiana e già distribuito in Cambogia, primo paese endemico in cui questo nuovo trattamento antimalarico è stato inserito tra i trattamenti di prima linea, è stato recentemente autorizzato anche in altri Paesi endemici. Il Ghana è infatti il primo paese in Africa ad aver approvato Eurartesim per il trattamento della malaria non complicata. La buona notizia arriva proprio in occasione della Giornata Mondiale contro la Malaria che si celebrerà in tutto il mondo domani 25 aprile. Si tratta di una pietra miliare per il trattamento della malaria in Africa. L’avvenuta registrazione in Ghana renderà ora il farmaco disponibile anche per i pazienti africani. Sigma-Tau ha inoltre avviato e ottenuto la registrazione del farmaco anche Burkina Faso e Tanzania.

Eurartesim, raccomandato dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e sviluppato attraverso la collaborazione tra Sigma-Tau e l’organizzazione no-profit Medicines for malaria venture (Mnv), è stato  approvato dalla European Medicines Agency (Ema) nel 2011. Questa registrazione ha permesso, inoltre, l'uso di Eurartesim all'interno del programma INESS Fase IV (di cui fanno parte il Ghana, il Burkina Faso, il Mozambico e la Tanzania), che raccoglie dati sulla sicurezza ed efficacia di nuove ACT e condivide le informazioni con altri paesi in cui la malaria è endemica. Questi dati indicheranno progressivamente come utilizzare al meglio il farmaco anche in vista delle ulteriori registrazioni nei paesi INESS.


La malaria. È la seconda malattia infettiva al mondo per morbilità e mortalità con circa 215 milioni di nuovi casi registrati ogni anno e 655 mila decessi, principalmente nell’Africa sub-sahariana. Secondo i dati pubblicati negli ultimi anni, l’epidemia di malaria continua a espandersi in tutto il mondo, complici i cambiamenti climatici che stanno facendo sviluppare le zone in cui la zanzara vettore può vivere e infettare le persone. Più del 40% della popolazione mondiale rischia di essere contagiata dal morbo e, anche se il 90% dei casi si registra in Africa, la nuova frontiera della patologia è il Sud Est Asiatico, dove l’83% della popolazione (oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone) è a rischio. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malaria è una delle 3 malattie più diffuse in Africa insieme all’Hiv/Aids e alla tubercolosi ed è la principale causa di morte nei bambini sotto i 5 anni (si stima che, a causa di questa malattia, ogni 45 secondi muoia un bambino).
In Europa i casi autoctoni sono rari. Per lo più si tratta di persone punte accidentalmente da zanzare infette, trasportate da vettori aerei. Molto più esteso è il numero di casi di malaria importata, ovvero di persone infettate nel corso di viaggi nei paesi in cui la malaria è endemica. Nello specifico, dal 2000 ad oggi, la Francia è stata la nazione più colpita con 56.638 casi, seguita dal Regno Unito con 20.809, dall’Italia con 5.881, dal Belgio con 2.882 e dal Portogallo con 562 casi.

Eurartesim. È una terapia combinata (ACT - Artemisinin-based Combination Therapy) composta da diidroartemisinina/piperachina, che si è dimostrata altamente efficace nel trattamento della malaria non complicata causata da Plasmodium Falciparum negli adulti e nei bambini. La molecola risponde infatti alle raccomandazioni dall’Oms, che promuovono l’associazione nella stessa compressa di due principi attivi: il derivato dell’artemisinina ad altissima attività antimalarica (diidroartemisinina) e un secondo antimalarico (piperachina) che garantisce la protezione da eventuali resistenze. Studi clinici hanno dimostrato che Eurartesim garantisce un'alta percentuale di guarigione, superiore al 95%, e una protezione migliore e di più lunga durata nei confronti delle nuove infezioni, con una riduzione di circa il 50% del numero di nuove infezioni nei due mesi dopo il trattamento rispetto alle altre ACT. Eurartesim offre inoltre il vantaggio di un facile regime di somministrazione (1 dose al giorno per 3 giorni).

L’approvazione del farmaco da parte dell’Ema si basa sui risultati di una serie di studi clinici su larga scala che hanno avuto l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia della nuova ACT rispetto all’artemeter/lumefantrina e all’artesunato/meflochina. Gli studi hanno coinvolto più di 2.700 pazienti in Africa (Burkina Faso, Zambia, Kenya, Mozambico e Uganda) e in Asia (Thailandia, India e Laos), compresi circa 1.036 bambini africani tra i 6 mesi e i 10 anni di età, tutti con malaria non complicata da P. falciparum e trattati con la combinazione diidroartemisinina/piperachina.
 

24 aprile 2013
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