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Diabete. Fand chiede intervento di istituzioni su ipotesi di limitare prescrizione di alcuni farmaci 

Con una lettera inviata a Lorenzin e al Parlamento il Presidente di Fand-Associazione Italiana Diabetici, Archero, chiede un intervento che dissuada l’Aifa “dal mettere in atto un provvedimento lesivo dei malati ad usufruire delle migliori cure disponibili per curare una patologia grave” come il diabete.

20 MAG - Con una lettera inviata al Ministro della Salute e ai Presidenti delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari Sociali della Camera, il Presidente di Fand-Associazione Italiana Diabetici, Egidio Archero, invoca un “autorevole intervento che dissuada l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) dal mettere in atto un provvedimento fortemente lesivo dei diritti delle persone con diabete ad usufruire delle migliori cure disponibili per curare una malattia grave” come il diabete.
 
“Non dovrei, né vorrei farlo, - ricorda Archero - ma si dimentica spesso che il diabete causa ogni anno nel nostro Paese : 75.000 infarti, 18.000 ictus, 20.000 insufficienze renali croniche, 5.000 amputazioni degli arti inferiori, 18.000 morti.”
“Il provvedimento cui mi riferisco riguarda l’uso delle incretine come cardine della terapia delle persone con diabete di tipo 2,  che potrebbero giovarsi di questi farmaci  innovativi per stabilizzare la propria terapia e ritardare il passaggio alla terapia insulinica multi-iniettiva”, spiega Archero. Che si chiede: “Perché, per ragioni esclusivamente di cassa, senza o addirittura contro le evidenze scientifiche, secondo quanto denunciano Associazione Medici Diabetologi (AMD), Società Italiana di Diabetologia (SID) e Diabete Italia, cui anche noi ci onoriamo di appartenere, si vogliono prendere decisioni che limitano l’accesso a farmaci innovativi come le incretine, mettendo a rischio la nostra salute, la qualità della nostra vita, se non addirittura la vita stessa?

 
E’ proprio necessario risparmiare sulla pelle degli ammalati, o non sarebbe piuttosto più proficuo ridurre gli sprechi con interventi sui controlli inadeguati, sull’insipienza, che caratterizzano taluni gangli del nostro sistema sanitario? Come cittadini apprezziamo sempre ogni sforzo venga fatto per ottimizzare la gestione delle risorse - i nostri soldi! - che lo Stato investe, ma gradiremmo che ciò venisse fatto in maniera oculata e non dissennata.
Auspichiamo, quindi, che con la Vostra sensibilità istituzionale possiate prontamente chiedere ad AIFA la sospensione di qualunque decisione in merito e l'apertura di un tavolo di lavoro con le Società scientifiche e le Associazioni di volontariato nazionali dei pazienti, per arrivare a soluzioni condivise, in linea con le linee guida internazionali e nel rispetto dell'aspettativa di vita e del diritto alle migliori cure possibili per le persone con diabete”, conclude la lettera.

20 maggio 2013
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