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Il farmaco contro l'acne che cura i tumori. Uno studio italiano

Stiamo parlamdo dell'acido retinoico. Alla base di molti farmaci contro l’acne e noto per la sua azione di rigenerazione cellulare. Ma secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da alcuni scienziati italiani della Sapienza potrebbe essere utile nella cura del cancro. Ecco come.

09 AGO - A seguito del trattamento con acido retinoico, le cellule neoplastiche vanno incontro all’autodistruzione, attraverso un processo di morte cellulare programmata definito apoptosi: questa la scoperta di alcuni ricercatori della Sapienza Università di Roma, coordinati da Elio Ziparo in collaborazione con il Comprehensive Cancer Center di Cleveland (Ohio), U.S.A., leader nella ricerca oncologica mondiale. La ricerca che ne parla, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) è stata condotta su cellule umane coltivate in vitro e poi trapiantate in topi sani, oltre che su campioni bioptici da pazienti.
 
I ricercatori hanno dimostrato che stimolando un particolare recettore presente nelle cellule cancerose (il TLR-3, una molecola chiave della risposta immunitaria innata) si innesca la  produzione di specifici microRNA. Queste molecole rendono poi le cellule sensibili all'azione dell'acido retinoico. La ricerca ha dimostrato quindi che è possibile innescare un meccanismo anti-tumorale selettivo e offre pertanto le basi per lo sviluppo di un trattamento fondato sull'attivazione del TLR3 in combinazione con l’acido retinoico.

L'acido retinoico è un metabolita che interviene nelle funzioni della vitamina A (retinolo) necessarie per la crescita e lo sviluppo. Esso è fondamentale nei vertebrati durante nella prima fase dello sviluppo dell'embrione, ma funziona anche da "riprogrammatore cellulare" – attraverso azioni di derepressione e repressione genica: in questo modo riporta le cellule cutanee in una fase vitale tipica degli organismi in giovane età. Farmaci a base di retinolo, come l'Isotretinoina, vengono usati ad esempio per il trattamento dell'acne.
Il progetto di ricerca è nato presso la Sezione di Istologia ed embriologia medica del dipartimento di Scienze anatomiche, istologiche, medico-legali e dell'apparato locomotore della Sapienza, con il sostegno finanziario della Fondazione Roma e dell’Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti.
Del  team di ricerca della Sapienza fanno parte anche Roberta Galli, Alessio Paone, Anna Riccioli, Antonio Filippini, Antonella Stoppacciaro Andrea Tubaro.
In particolare Roberta Galli e Alessio Paone, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca alla Sapienza, hanno proseguito e concluso il progetto negli USA nell’ambito di una partnership con il centro di Cleveland, diretto da Carlo M. Croce.

09 agosto 2013
© Riproduzione riservata


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