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More e lamponi: 150 grammi al giorno prevengono la gastrite

Se ne conoscevano molte proprietà benefiche. Ma ora ne è stata evidenziata un'altra. Con una quantità regolare assunta ogni giorno si ottengono ottimi risultati contro l'infiammazione gastrica. I meccanismi di azione in uno studio su Plos One condotto dall'Università di Milano e dalla Fondazione Edmund Mach.

20 SET - Ricchi in vitamine e antiossidanti, da qualche tempo ormai gli scienziati hanno scoperto che i frutti di bosco fanno bene alla salute. Ma oggi un team dell'Università degli Studi di Milano e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige ha scoperto un'altra proprietà ottima di questi prodotti: centocinquanta grammi di lampone e more al giorno aiuterebbero a prevenire l’infiammazione gastrica. Lo studio che lo dimostra è stato pubblicato su Plos One, ha evidenziato che sono gli ellagitannini contenuti nei frutti di bosco ad innescare un meccanismo di azione particolare in grado di contrastare la gastrite e getta le basi per un’interessante applicazione di questi frutti come complemento o alternativa al farmaco nella lotta contro le ulcere e gastriti e come integratori nelle dieta quotidiana.
 
Gli scienziati hanno anche identificato la quantità ottimale di essi per la quale si ha il maggiore effetto benefico: ogni giorno 150 grammi di more e lamponi . “Abbiamo visto i primi effetti positivi contro l’infiammazione gastrica con una quantità di ellagitannini corrispondenti a 150 grammi di more e lampone freschi al giorno”, spiegano i ricercatori Urska Vrhovsek e Mario Dell'Agli, che al momento stanno proseguendo la ricerca sulla fragola.

 

I piccoli frutti rappresentano un elemento particolarmente prezioso per la dieta umana, grazie all’elevato contenuto di composti bioattivi che li caratterizzano. Lampone, mora e fragola, in particolare, sono tra le principali fonti alimentari di ellagitannini. Si tratta di una classe di composti particolarmente complessi che interagiscono positivamente con l’organismo umano svolgendo una azione positiva antivirale, antiossidante e chemiopreventiva nei confronti di alcune patologie tumorali. Inoltre interagiscono positivamente con alcuni enzimi digestivi, ad esempio rallentando l’assimilazione dei grassi. Da oggi gli ellagitannini possiedono un’ulteriore attività benefica: quella anti-infiammatoria a livello gastrico.

Per giungere al risultato gli scienziati hanno studiato questi frutti per due anni, nei laboratori del Centro Ricerca e Innovazione di San Michele all’Adige e del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano. Il laboratorio di San Michele, sotto la guida di Fulvio Mattivi, ha in questo periodo isolato e caratterizzato i principi attivi utilizzando frutti provenienti dai campi sperimentali della Fondazione Mach presenti a Vigalzano, mentre la parte biologica è stata realizzata presso il Laboratorio di Farmacognosia dell’Università degli Studi di Milano, diretto da Mario Dell'Agli, che da anni si occupa dello studio delle attività biologiche di prodotti di origine vegetale.

Per le more è stata utilizzata la varietà Lochness e per il lampone la varietà Tulameen. I ricercatori del Dipartimento alimentazione hanno ottenuto l’estratto di lampone e mora e caratterizzato gli ellagitannini contenuti mentre i ricercatori di Milano hanno effettuato sperimentazioni in vitro ed in vivo, valutando l’effetto anti-infiammatorio ed antiossidante dell’estratto e delle principali molecole identificate nei frutti di mora e lampone.

A contribuire a questo importante risultato sono state le nuove conoscenze acquisite con la piattaforma di metabolomica, dotata di strumentazione all’avanguardia che consente di analizzare nel dettaglio e con velocità i comporti bioattivi presenti negli alimenti. “Questo importante risultato è stato reso possibile grazie alla strumentazione di avanguardia e alle competenze presenti nella piattaforma di metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione che grazie alle tecnologie più avanzate oggi disponibili consente di analizzare nel dettaglio e con velocità i comporti bioattivi presenti negli alimenti”, ha spiegato Roberto Viola, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione. “Oggi, grazie a questi investimenti, ricerche che in precedenza impegnavano diversi anni si possono realizzare in pochi mesi e con livelli di accuratezza elevatissimi ”.

20 settembre 2013
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