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Influenza. Allarme Siti: “90mila casi in più per colpa delle basse coperture vaccinali”

E' scesa del 15% in 1' anni la copertura vaccinale. Colpa, secondo la Società di igiene e prevenzione, della scarsa consapevolezza sui rischi ma anche di una serie di “errori” istituzionali, come la decisione dell’Aifa di sospendere, lo scorso anno, la distribuzione di tutti i vaccini Novartis, poi dimostratisi innocui.

07 NOV - “Negli ultimi anni si è assistito ad una preoccupante diminuzione delle coperture vaccinali contro l’influenza nella popolazione al di sopra dei 65 anni e nei gruppi a rischio. Tra le cause di tale fenomeno, oltre ad una scarsa consapevolezza dei gravi danni provocati dalla malattia nella popolazione, vi sono anche gli errori, a diversi livelli, nella campagna di comunicazione in occasione della pandemia del 2009/10, e la decisione da parte di Aifa di sospendere cautelativamente la distribuzione di tutti i vaccini commercializzati da uno dei principali produttori in data 24 Ottobre 2012. Successivamente, a seguito della dimostrazione della completa sicurezza, i vaccini sono stati autorizzati alla distribuzione”.

A lanciare l’allarme è la Siti, la Società di medicina di igiene e preventiva, che ricorda come, “peraltro, nell’autunno del 2012 sono venuti a mancare completamente anche i vaccini anti-influenzali virosomali per la decisione autonoma dell’azienda produttrice di non distribuire cautelativamente tutti i lotti a seguito di una non conformità agli standard legata alla linea di produzione. Nonostante il problema si sia svelato successivamente limitato a due soli lotti di vaccino, ha prevalso un criterio di massima cautela”.


Questi però, sottolinea la Siti, sono eventi che “invece di consolidare la fiducia del pubblico nelle ferree norme autorizzative applicate prima della distribuzione dei vaccini ed essere ritenuti (come logico) prova della grande attenzione alla sicurezza di tali prodotti, sono stati al contrario spesso interpretati erroneamente come indicazioni di un pericolo, in realtà mai esistito”.

Per questo la Siti auspica che “eventuali future decisioni dell’autorità regolatoria (AIFA) su sospensioni cautelative di vaccini anti-influenzali tengano conto del profilo di rischio reale, dei benefici e dei danni che le decisioni stesse possono avere per la salute pubblica”.

Secondo la Siti la copertura vaccinale media contro l’influenza è calata in Italia di almeno il 15% negli ultimi 10 anni. I risultati di uno studio preliminare condotto in Liguria (Regione con circa 1.560.000 abitanti) indicano che per ogni punto percentuale di riduzione delle coperture vaccinali si verificano circa 160 casi di influenza in più tra gli ultra-sessantacinquenni. Il dato, riportato all’intera popolazione italiana, significa che il calo di copertura riscontrato negli ultimi anni si è tradotto in almeno 90.000 casi in più di influenza ogni anno, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di aumento di complicanze, ospedalizzazioni e morti. “Poiché un caso di influenza nella popolazione di età più avanzata può determinare gravi conseguenze, talora anche letali in presenza di pre-esistenti patologie croniche, è facile comprendere il grave danno che tutte le cause di riduzione di fiducia nella vaccinazioni da parte della popolazione possono avere”, tuona la Siti. “Anche dal punto di vista economico, un caso di influenza al di sopra dei 65 anni costa mediamente circa 1.200 Euro, rappresentando un grave danno per la società. E’ quindi indispensabile – per i medici igienisti - sostenere con tutti i mezzi l’adesione all’offerta vaccinale nelle categorie per la quali la vaccinazione è raccomandata, valutando in prospettiva anche l’abbassamento dell’età di offerta ai 60 anni. Infatti, l’80% circa dei soggetti tra 60 e 64 anni presenta una condizione di salute per la quale è già raccomandata la vaccinazione anti-influenzale”.

07 novembre 2013
© Riproduzione riservata


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