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Chirurgia oncologica. Nasce Euasso, con medici italiani, greci e omaniti. Petrella: "Una nuova società scientifica nel segno della multidisciplinarietà"

Fondata a Lugano lo scorso ottobre, la European Society of Surgical Oncology è stata ufficialmente presentata oggi a Policlinico Tor Vergata di Roma. L'associazione ha una connotazione interdisciplinare. Come spiegato dal presidente Petrella: "Si vuole superare l’idea di 'settorialità' fra le varie discipline, armonizzandone i contenuti per offrire al paziente una risposta completa"

24 GEN - E’ stata ufficialmente presentata oggi presso il Policlinico ‘Tor Vergata’ di Roma la nascita della European Society of Surgical Oncology, una nuova società scientifica fondata a Lugano lo scorso ottobre. Euasso nasce per iniziativa di un gruppo di chirurghi oncologi italiani, greci e omaniti, con l’intento di avvicinare il mondo accademico e scientifico alle necessità real life dei pazienti. L’associazione, senza fini di lucro, intende darsi da subito una connotazione interdisciplinare, aprendosi non solo ai chirurghi, ma anche a radiologi, oncologi, medici nucleari, genetisti, biologi molecolari, terapisti della riabilitazione e del dolore, psicologi e psicoterapeuti. Abbiamo chiesto al suo Presidente, Giuseppe Petrella, Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Generale e di Senologia presso il Policlinico “Tor Vergata” di Roma,di illustrarci gli scopi della nuova società.
 
Da quali presupposti nasce Euasso?
Euasso nasce  con l’obiettivo di avvicinare il mondo accademico e scientifico alle necessità del paziente, secondo una visione che superi l’idea di “settorialità” fra le varie discipline che intervengono nel percorso terapeutico, salvaguardando certamente le identità professionali di ciascun specialista, ma armonizzando i contributi per offrire al paziente una risposta completa dalla diagnosi , o addirittura in casi di famigliarità, dal profilo genetico, al follow-up.
 
Qual è la mission della nuova società scientifica?
La mission, enunciata esteticamente anche attraverso il logo, ispirato ad un antico simbolo celtico (‘occian’) che esalta i valori dell’apertura verso il cambiamento, ma al tempo stesso l’inclusione della tradizione e la condivisione delle idee, è quella di costruire un progetto che non sia solo al servizio della scienza, ma anche del paziente, che desideriamo conquisti un ruolo  attivo e un alleato per combattere la malattia.
Questa visione implica che la società sarà aperta anche a Radiologi, Oncologi, Medici Nucleari, Genetisti, Biologi Molecolari, Terapisti della Riabilitazione, Terapisti del Dolore, Psicologi e Psicoterapisti in genere, e i pazienti entreranno nel team in posizione sinergica e non subordinata, ovviamente attraverso una preparazione e soprattutto il loro consenso a partecipare.  
 
Quali vantaggi offrirà il fatto di contemplare tra i soci fondatori anche alcuni chirurghi omaniti?
La ‘Bicontinentalità’ che immaginiamo essere una sorta di ponte disteso fra due mondi appartenenti a culture diverse e anche attualmente con prospettive economiche differenti, sarà uno stimolo per favorire il dialogo e lo scambio di idee ed esperienze. Il patrimonio di know-how che l’Italia e l’Europa ha accumulato nella scienza medica, unita alla propensione verso l’innovazione che stanno trasformando l’Area del Golfo in un incubatore di tecnologie, andranno a miscelarsi per offrire sia in ambito di ricerca, sia in ambito di formazione, un’offerta accademica e clinica fruibile anche nella moderna modalità di e-learning, con lezioni in diretta dalla sala operatoria e possibilità di interagire e condividere a distanza attraverso device elettronici (quali ad esempio i Google glass) e costruire una sorta di archivio delle casistiche più frequenti o, al contrario, aprire la consultazione su casi particolari.
 
A quali filoni di ricerca darete la priorità?
La priorità dei trial clinici, vista questa vocazione verso l’interdisciplinarietà, andrà verso studi in cui , ad esempio, la medicina rigenerativa offra migliori prospettive alla guarigione dei tessuti o verso l’esplorazione di tecniche, come quelle della medicina orientale (riflessologia, meditazione) che agevolino il miglioramento della qualità di vita dei pazienti sottoposti a pesanti terapie nella fase pre e post interventistica.
 
Come differiscono tra loro i Paesi fondatori di Euasso (Italia, Grecia, Oman)  in termini di epidemiologia oncologica?
Il cancro al seno è di gran lunga più diffuso nei paesi industrializzati, rappresentando oltre il 20% del complesso delle diagnosi tumorali nelle donne (Figura 1). I tassi di incidenza più elevati si osservano in Nord America, Australia, Nuova Zelanda ed Europa (vedi zone riportate in blu scuro). Per contro, il rischio di insorgenza di tumore mammario è molto basso in Asia ed Africa.
 
 
 FIGURA 1
 

 
In Europa è noto un gradiente Nord-Sud: l’incidenza è più elevata nei paesi nordici, come Belgio, Danimarca, Olanda, Islanda, Finlandia e Gran Bretagna ed è più bassa nel bacino mediterraneo, come in Spagna e Grecia, e nell'Europa dell'Est. In Italia il tumore della mammella femminile è la neoplasia di gran lunga più diagnosticata, rappresentando circa il 29% di tutte le diagnosi oncologiche nelle donne. Il rischio di avere una diagnosi di tumore alla mammella nel corso della vita è pari a una donna ogni otto. Si stima che nel nostro Paese ogni anno siano diagnosticati oltre 47.000 casi.
L’incidenza presenta alcune differenze tra aree geografiche con livelli maggiori nelle aree centro-settentrionali e inferiori nel Meridione. E’ la principale causa di mortalità oncologica e rappresenta il 17% di tutti i decessi per cancro tra le donne italiane, anche se il tumore della mammella presenta livelli di sopravvivenza elevati, pari a circa l’85% a 5 anni dalla diagnosi.
 
Quali sinergie in ambito clinico o formativo potrebbero svilupparsi con la neonata società Euasso?
Questi dati, forniti dagli osservatori internazionali, tuttavia non sono l’indicatore che ci ha spinto a creare questa sinergia di studio, quanto piuttosto l’idea di sperimentare una cooperazione forse inedita nel panorama internazionale che vede spesso associati Paesi Occidentali in ambiti di ricerca clinica, o almeno con similitudini e affinità anche linguistiche e geopolitiche. La sfida invece sarà costruire un’occasione per scambi culturali, soprattutto per favorire la crescita di giovani ricercatori, fra Paesi con storie e vissuti diversi, a cominciare dall’Area dal Golfo, ma cui si aggiungeranno anche altre realtà, quali India, Corea del Sud, Singapore, che sapranno individuare un comune denominatore nella innovazione e nel recupero della relazione con il paziente, perché una sala operatoria attrezzatissima e ipertecnologica non deve tralasciare la base della medicina. “Giuro solennemente di consacrare la mia vita al servizio dell'umanità” è l’incipit del Giuramento di Ippocrate e da lì simbolicamente partiamo.
 
Dove e quando si terrà il primo congresso di Euasso?
Il Primo Congresso Euasso si terrà ad Atene dal 17 al 20 settembre prossimo, per la Grecia un importante segno di rinascita e di ritorno sulla ribalta dei Paesi che per cultura e tradizione hanno fatto grande il nostro Continente e vogliono continuare ad essere protagonisti - insieme all’Italia - di una riconquista di valori positivi da consegnare alle nuove generazioni di medici e ricercatori, che saranno il volano del nostro progetto.
 
Maria Rita Montebelli

24 gennaio 2014
© Riproduzione riservata


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