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Roche. Fatturato 2013 a 848,7 mln. Azienda si conferma terza nel settore farmaceutico e prima in ospedale

Questo il dato italiano, in flessione rispetto al 2012. I numeri finali, ha spiegato l'AD di Roche e vicepresidente di Farmindustria Maurizio de Cicco, sono "fortemente penalizzati dal payback ospedaliero". Roche Diagnostics ha registrato un fatturato di 401 mln, anch'esso in flessione rispetto al 2012. Già avviato un piano di rilancio dell’azienda centrato su un nuovo approccio consulenziale.

30 GEN - Roche S.p.A. ha chiuso il 2013 con un fatturato complessivo di 848,7 milioni di euro, in flessione rispetto al 2012, confermandosi terza azienda del settore farmaceutico e prima in ospedale. Questi in sintesi i dati del fatturato 2013 dell'azienda farmaceutica in Italia presentati questa mattina a Basilea.
“In un contesto difficile e incerto da prevedere, la performance di Roche è stata tendenzialmente in linea con le attese - ha commentato Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. e Vicepresidente di Farmindustria - I numeri finali, tuttavia, sono fortemente penalizzati dal payback ospedaliero, una misura su cui le aziende non hanno il minimo controllo e che inciderà per decine di milioni di euro sul bilancio di Roche.”
 
Il payback ospedaliero prevede che le Aziende farmaceutiche condividano al 50% con le Regioni il ripiano dello sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera. Proprio il payback nel corso del presentazione è stato definito una "vera e propria minaccia per tante realtà del settore, la misura colpisce soprattutto le aziende - come Roche - maggiormente impegnate nel portare innovazione nelle corsie degli ospedali italiani, con farmaci nuovi e sempre più efficaci".


“Abbiamo ben presente l’esigenza di sostenibilità del sistema salute in Italia - ha spiegato Maurizio de Cicco - siamo stati i primi in Europa a concordare con le Autorità Regolatorie meccanismi di condivisione del rischio per i nuovi farmaci, consentendo dei risparmi per la collettività in caso di inefficacia terapeutica; abbiamo accolto la metodologia dei registri per il controllo dell’appropriatezza prescrittiva, consapevoli della necessità di limitare al massimo gli sprechi nell’uso delle nuove terapie innovative e pertanto più onerose per il Servizio sanitario nazionale - ha proseguito - ma essere chiamati a risanare lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, in realtà sotto finanziata e inadeguata al crescente bisogno di salute del Paese, è francamente difficile da accettare”.


Come spiegato, la principale difficoltà determinata dal payback ospedaliero è l’impossibilità, per le aziende, di fare previsioni affidabili a inizio anno, principio alla base di qualunque impresa. Ciò accade perché l’entità dello sfondamento da ripianare, che inspiegabilmente riguarda anche l’overspending registrato nella categoria dei farmaci orfani, rimane un’incognita fino al primo trimestre dell’anno successivo.

“E’ una situazione paradossale, che rende ardua una pianificazione nel medio termine e non ci fa apparire certo come un Paese attrattivo agli occhi dell’Headquarter - ha continuato de Cicco -. In un momento in cui si parla tanto di come attrarre gli investitori stranieri, sembra ci si dimentichi di trattenere e motivare a restare chi nel nostro Paese ha sempre creduto - come Roche, in Italia dal 1897 - creando occupazione ed export, versando allo Stato contributi che si traducono in ricchezza per il Paese e investendo ogni anno varie decine di milioni di euro in ricerca con articolati programmi di sperimentazione clinica.”


“Siamo pronti a fare la nostra parte e ci impegneremo anche a garantire gli stessi livelli di investimento finora fatti dal Gruppo in Italia, ma occorrono interventi strutturali che consentano a chi decide dell’allocazione delle risorse di finanziare le nuove cure", ha spiegato de Cicco, che, riferendosi alle recenti dichiarazioni del Ministro della Salute sulle ragioni per cui la spesa ospedaliera sfora regolarmente il tetto ha commenttoa: “La spesa farmaceutica ospedaliera in Italia è sotto finanziata da almeno sette anni ed è solo rivedendo le logiche dei tetti di spesa piuttosto che creando un fondo destinato solo alla farmaceutica che si può pensare di risolvere alla radice il problema dello sforamento, non certo con il perpetuarsi del payback. Chiedere alle aziende di cominciare ogni anno con un deficit indefinito, e a tendere sempre più penalizzante, rischia in realtà di aggravare la situazione e di avere ripercussioni importanti sull’intero sistema.”



Ricerca e sviluppo
Tra le opzioni mediche sviluppate dal Gruppo Roche e disponibili anche per le pazienti italiane, l’indicazione di bevacizumab nel tumore ovarico: “Dopo oltre quindici anni di assenza di novità terapeutiche, finalmente anche le donne italiane hanno una chance di trattamento in più nella lotta al carcinoma ovarico, una malattia subdola, perché spesso asintomatica, ed estremamente drammatica per le pazienti - ha spiegato Maurizio de Cicco -. Come consuetudine, consapevoli del fatto che il costo dei nuovi farmaci debba essere gestito in maniera sostenibile, anche in questo caso abbiamo risposto alle esigenze del Sistema raggiungendo un accordo di pay by results innovativo e unico nel suo genere in Italia. Ciò, naturalmente, si è potuto realizzare grazie all’apertura al confronto manifestata dall’Autorità Regolatoria italiana, cui siamo grati per il dialogo intrapreso.”


Anche aver trasformato radicalmente il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo, una forma particolarmente aggressiva della malattia che colpisce circa il 20 per cento delle pazienti, non è sufficiente per Roche. Il Gruppo continua, infatti, a guidare la ricerca sulla via di trasduzione del segnale dell’HER2 con l’obiettivo di migliorare la salute, la qualità della vita e la sopravvivenza delle pazienti, sia nella fase iniziale sia in quella fase metastatica del tumore HER2-positivo. Dei progressi in questo campo beneficiano anche le pazienti italiane, grazie a farmaci come pertuzumab e presto T-DM1, due terapie personalizzate che hanno come target proprio il recettore HER2, e su una nuova formulazione sottocutanea di trastuzumab, il capostipite nella lotta al cancro al seno HER2 positivo.


“Guardando ai progressi fatti negli ultimi 30 anni, possiamo affermare con orgoglio che la ricerca Roche ha letteralmente definito i testi di medicina dedicati alla lotta contro il tumore - ha concluso de Cicco -. La cosa straordinaria è che oggi siamo pronti a riscriverne pagine intere, offrendo soluzioni sempre più innovative ai pazienti.”


Roche Diagnostics S.p.A.
Nel 2013 Roche Diagnostics S.p.A. ha registrato un fatturato complessivo di 401 milioni di euro, in flessione rispetto al 2012 (-3,5%) a causa dei tagli alla spesa sanitaria e dei volumi, introdotti dalla Pubblica Amministrazione in applicazione del principio di appropriatezza. Inoltre, un mercato sempre più complesso ha alimentato l’erosione dei prezzi nelle nuove gare.
La performance di Roche Diagnostics S.p.A. risulta penalizzata, infine, anche dal perdurare della dilazione dei tempi di pagamento delle Aziende Ospedaliere, benché nel 2013 siano stati registrati segnali di miglioramento anche per effetto di una focalizzazione su questo tema da parte dell’azienda.
 
In questo quadro, Roche Diagnostics S.p.A. ha registrato un risultato positivo nella vendita dei prodotti dedicati alla diagnostica istopatologica con una crescita del 3,4% rispetto al 2012, benché il mercato della diagnostica professionale sia in sofferenza.
La diffusione del sistema integrato per la gestione ottimale del diabete e la promozione dell’accuratezza hanno consentito a Roche Diabetes Care di superare il target dell’anno e arrestare l’erosione delle quote di mercato. Le vendite dei device per la somministrazione dell’insulina sono cresciute complessivamente del 7,2%. Anche il Continuous Monitoring registra un’ottima performance e il Lancing, così come gli aghi per insulina, hanno raggiunto risultati in linea con le aspettative.
 
“Gli effetti della perdurante crisi economica hanno comportato un’importante riduzione della spesa sanitaria pubblica e privata e un marcato incremento delle complessità. I nostri clienti sono sempre più attenti all’efficienza delle soluzioni che acquistano, le gare d’appalto a cui partecipiamo sono più ampie e la concorrenza è sempre più aggressiva”, ha commentato Pedro Goncalves, Amministratore Delegato di Roche Diagnostics S.p.A. .
“A fronte di questa situazione, abbiamo già avviato un importante piano di rilancio dell’azienda focalizzato su un nuovo approccio consulenziale volto ad aiutare i laboratori, e più in generale il sistema sanitario, a cogliere nuove e importanti opportunità di efficienza - ha concluso Goncalves -. Ciò consentirà a Roche Diagnostics S.p.A. di consolidare la sua leadership nel mercato”.

30 gennaio 2014
© Riproduzione riservata


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