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Dal metodo Di Bella a Stamina. Aifa: "Chi sta dalla parte dei malati? In atto tentativi di mortificare la scienza"

Ripercorrendo le vicende di cronaca relative ai casi Di Bella e Stamina, l'Ente regolatorio punta il dito contro chi tenta di sfruttare il dolore delle persone tentando di relegare gli scienziati al ruolo di "mangiafuoco senza cuore". "Se qualcuno ha pensato che l’Italia potesse essere l’eldorado di pirati senza scrupoli, ostinatamente ribadiamo che la nostra battaglia non finisce qui".

20 FEB - Pubblichiamo di seguito un articolo apparso sul sito dell'Aifa che fa il punto sulle vicende di cronaca legate ai casi riguardanti il metodo Di Bella e Stamina.

"Quando abbiamo pubblicato “Dal Metodo Di Bella a quello Stamina: la chiarezza prima di tutto” e la Guida per i pazienti sulle “cure miracolose”, la nostra intenzione era richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una vicenda che, a molti anni di distanza, ancora fa discutere.
 
L’AIFA, fedele alla linea di una sanità nazionale e unitaria che vada tutelata nella sua interezza, dopo aver sostenuto il parere espresso dalla Commissione Regionale per il Prontuario Terapeutico della Sicilia e il position paper della SIF, oggi prende atto, con soddisfazione, degli autorevoli pareri espressi dal Comitato Regionale di Bioetica (CoReB), dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, dalla Società Italiana di Ematologia, dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica della regione Sicilia e dai Medici Epatologi e Gastroenterologi, tutti all’unanimità contrari al disegno di legge parlamentare della Regione siciliana, secondo cui “sarebbe necessario assicurare il sostegno economico ai pazienti oncologici trattati con il “metodo Di Bella” residenti in Sicilia, che versino in condizioni di disagio economico”.

 
Il Comitato Regionale di Bioetica, ad esempio, ha rilevato “che la “cura” Di Bella ha prodotto per tanti decenni almeno tre gravi conseguenze negative: ha distolto i pazienti suscettibili da trattamenti antineoplastici potenzialmente efficaci; ha distolto dalle risorse della terapia del dolore e degli altri sintomi i pazienti con malattia non più suscettibile di trattamenti antineoplastici; ha motivato sprechi economici, a spese dei pazienti o della medicina pubblica, non calcolabili ma certamente considerevoli; un danno tanto più pesante oggi in tempi di crisi e di crescente disponibilità di trattamenti antineoplastici e palliativi efficaci”.
 
In questi mesi l’AIFA ha più volte ribadito la necessità di destinare le risorse, soprattutto in un momento critico come questo, a tutti quei problemi che affliggono i malati e non al rimborso di una terapia risultata, alla prova dei fatti, palesemente inefficace.
 
È bene ricordare che gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio sull’uso dei Medicinali hanno evidenziato che, a fronte di una spesa convenzionata nazionale in media di 141,2 euro pro capite, in Sicilia è stato registrato un valore massimo di 178,9 euro pro capite. Risulta pertanto intuitivo capire che, prima di ipotizzare lo stanziamento di fondi per iniziative che non hanno valore terapeutico, sarebbe forse più opportuno ricalibrare le spese esistenti nell’assistenza farmaceutica e dirottare gli impegni economici su interventi da cui i pazienti possano davvero trarre beneficio.
 
Il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) ha espresso tutta la sua contrarietà ad ogni tentativo legislativo di “rispolverare” il Metodo Di Bella, ma ha colto l’occasione per suggerire alcune idee per meglio destinare l’oneroso finanziamento chiesto, sottolineando “il problema della nuova classe di farmaci denominata CNN (Classe C Non Negoziata)” che “ha di fatto creato un’inaccettabile disomogeneità territoriale nell’accesso al farmaco in base alle possibilità economiche di ogni singola Azienda Ospedaliera arrivando all’estremo, tanto assurdo quanto possibile, di cominciare a vedere in Italia ciò che non avremmo mai voluto vedere, vale a dire che il paziente (facoltoso) sia costretto ad acquistarsi il farmaco efficace ed innovativo per la cura della propria malattia”. La cifra di 5 milioni di euro all’anno, ha suggerito quindi la CIPOMO, potrebbe “essere destinata all’acquisto di questi farmaci estremamente efficaci, in attesa della loro rimborsabilità”. Un secondo settore bisognoso di interventi, continua quindi la CIPOMO, è quello della ricerca clinica.
 
La Società di Ematologia si è poi soffermata su un ulteriore particolare di non secondaria importanza. “Siamo consapevoli - scrivono in una nota - che ancora esistono pazienti che fanno ricorso alla terapia Di Bella e questo crediamo dipenda da una non sufficiente comunicazione della pericolosità e dei danni di questa terapia a tutti gli operatori sanitari e soprattutto ai medici di medicina generale”.
 
Anche l’Associazione Italiana di Oncologia Medica della regione Sicilia si è fatta a sua volta promotrice della preoccupazione, lo stupore e il disorientamento causati dalla proposta di finanziare un metodo mai approvato con nuovi fondi.
 
Durissima poi la posizione dei Medici Epatologi e Gastroenterologi che operano in Sicilia; in una nota hanno affermato che “Altre e numerose forme di ciarlataneria infestano il mondo della Sanità, non solo a livello italiano. In Italia e nel resto del mondo si vendono quotidianamente, e a caro prezzo, rimedi futili, che non contengono alcun principio attivo validato su criteri scientifici. La squallida odissea di Stamina, con una imbarazzante via crucis di disinformazione televisiva, figuracce internazionali e tribunali che non sanno come funziona la scienza, ha ancora una volta reiterato l’assenza di ogni credibilità e mostrato il sottobosco di personaggi, laureati in medicina e non, che si aggira dietro queste pratiche pseudo-sanitarie. In tutte queste storie di pseudoscienza, lucro oliato dalla disperazione e cialtroneria mediatica manca qualunque patina di scientificità, e perfino un’ipotesi più o meno nebulosa e squinternata di meccanismi fisiopatologici”.
 
L’unanimità di questi pareri ci spinge a una considerazione obbligatoria e a una domanda che rivolgiamo ai cittadini, i veri giudici dell’operato delle Istituzioni. Chi sta realmente dalla parte dei malati? Perché si è deciso di strumentalizzare il dolore fisico e psicologico? Perché troppo spesso anche Associazioni che dicono di rappresentare i malati si prestano a questo ruolo? Perché le Istituzioni, i medici, gli scienziati sono stati confinati al ruolo di mangiafuoco senza cuore?
“Il nostro ruolo di Medici di Medicina Generale è delicatissimo – ha commentato il dott. Saffi Giustini - perché quando i cittadini ci chiedono un’opinione, dobbiamo obbligatoriamente avere la capacità di essere chiari ma mai banali, precisi senza risultare ostici. Compito dello Stato, dell’AIFA, dei medici, ma in generale di tutta la filiera, è fornire il farmaco giusto, al momento giusto, per il motivo giusto. È la verifica dei metodi la vera tutela che si può fornire a un malato. In questo senso spiegare quale sia il percorso di vita di un farmaco è l’unico modo, insieme con il dialogo e la comprensione, per chiarire i tanti dubbi dei pazienti”.
 
L’AIFA ha assistito, ma anche resistito, al continuo tentativo di mortificare la scienza, di mistificare le opinioni espresse invece sulla base di onestà intellettuale e rigore. Nella farsa si mescola infatti il vero col verosimile; tutto diventa possibile, ogni ruolo assume i tratti del grottesco con l’unico effetto di confondere il bene e il male, quanto è giusto e quanto non lo sarà mai .
 
Sia nel caso del Metodo Di Bella che in questo più recente, Stamina, la rappresentazione che è stata proposta ai cittadini era di Istituzioni sorde ai richiami della più ovvia morale del padre di famiglia, lontana anni luce dalle esigenze di salute espresse a favore di opportuniste e camaleontiche telecamere.
Nel corso delle audizioni avviate dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, la Senatrice Elena Cattaneo ha evidenziato come la parola “staminali” evochi immediatamente guarigione, quasi fosse una taumaturgia. La verità è che gli studi sulle staminali, quelle vere però, esistono e stanno anche dando risultati incoraggianti. I risultati di uno studio, tuttavia, arrivano alla fine di un processo, talvolta lunghissimo, in cui le regole sono fondamentali. “Gli organi di informazione – ha commentato a riguardo Giustini – dovrebbero farsi carico anche di questo aspetto che è meno affascinante dal punto di vista mediatico, ma aiuterebbe le persone a capire che la scienza non deve, per il loro bene, inoltrarsi nei labirinti di cure oscure e improvvisate”.
 
Lo stesso ex ministro Ferruccio Fazio, durante l’audizione alla Commissione Igiene e Sanità del Senato per l'indagine conoscitiva sul caso Stamina, ha sottolineato che nel decreto Turco-Fazio, spesso citato a torto, non viene mai utilizzato il termine "cure compassionevoli”.
“Il decreto emanato nel dicembre 2006 – ha infatti specificato l’ex ministro Ferruccio Fazio - si riferisce nello specifico a un regolamento che nel frattempo era stato approvato dal Parlamento europeo e quindi tutta la terminologia deve riferirsi a quella della comunità europea. Non piace neanche a me la parola compassionevole" e comunque si deve sempre parlare di "terapie assolutamente documentate".
 
Anche la parola “compassionevole” quindi è stata strumentalizzata in una disputa linguistica tra cosa (o peggio chi) sia degno di pietà e cosa sia invece crudele. Nella contrapposizione tra buoni e cattivi, tra bene e male, l’unico effetto ottenuto è stata una confusione che ha fatto passare lo Stato per entità senza anima, i cittadini vittime di decisioni insensate. Il vero omicidio è però l’illusione.
 
“Serve più educazione alla salute – ha spiegato il dott. Saffi Giustini - Se investiamo le persone di conoscenza, i frutti si vedranno nel futuro perché i giovani, ma anche i bambini di oggi, sono i cittadini di domani. Attualmente esistono terapie che sembravano utopia solo fino a pochi anni fa. I progressi della scienza si vedono proprio in questo, nell’assicurare ai pazienti il miglioramento della propria condizione”.
 
“Questi fenomeni riescono a trovare espansione anche perché – conferma ancora Giustini - vengono trattati con estrema amplificazione mediatica”, ma anche Ferruccio Fazio parla di “offensiva mediatica”. Ancora la comunicazione in primo piano, insomma.
 
Toscana Medica, il mensile di informazione a cura dell’ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze, ha dedicato al Caso Stamina un approfondimento che, in uno dei suoi passaggi chiave, afferma “È vero che i confini tra medicina e ciarlataneria sono talvolta incerti in una scienza probabilistica, volta ad agire sulla macchina più complessa che esista, l’uomo. Laddove la medicina non riesce a risolvere i problemi della gente, cure “miracolose” sono esistite, esistono e sempre ne vedremo di nuove. Anzi, spesso, lo stregone mostra quell’empatia oggi nascosta dietro il riduzionismo della tecnica”.
 
Se qualcuno ha pensato che l’Italia potesse essere l’eldorado di pirati senza scrupoli, ostinatamente ribadiamo che la nostra battaglia non finisce qui".
 
Fonte: www.agenziafarmaco.gov.it

20 febbraio 2014
© Riproduzione riservata


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